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Grey’s Anatomy – Le Pagelle dei personaggi rimasti vivi

Grey's Anatomy

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Ah, Grey’s Anatomy, che serie! Lunga più della sessione invernale, lunga più dei pianti dei bambini nei treni, lunga più di questo articolo quando avrò finito di scriverlo e lunga più di Beautiful. No, scherzo, a Beautiful non ci siamo ancora arrivati, ma ho il presentimento che succederà a discapito di chi crede che la diciassettesima possa essere l’ultima stagione. Ad ogni modo, è da poco tornata la nostra amata serie sui medici del Grey-Sloan Memorial ad allietarci le settimane dopo la pausa invernale.

Perciò, abbiamo pensato bene di giudicare e dunque assegnare un voto ai personaggi principali della serie. Specifico principali perché provare a giudicarli tutti avrebbe richiesto l’impegno del resto della mia vita per scriverlo e della vostra per leggerlo. E capisco quest’aria di smarrimento che ci fa anche considerare la possibilità, ma non posso assolutamente farvi questo torto, ci penserà Shonda a tirarci l’ennesimo colpo alla noce del capocollo come direbbe Lino Banfi, colpo che metterà in subbuglio la nostra intera esistenza già precaria.

OGNI RIFERIMENTO A MEREDITH GREY CHE COMBATTE IL COVID È PURAMENTE CASUALE.

Ma torniamo a noi e a Grey’s Anatomy, questo melting pot di personaggi, questa casa d’appuntamento di drammi, disastri e fatalità, questo piccolo gioiellino che per decenni ci ha regalato tanto, talvolta forse troppo. Mettiamoci comodi, versiamoci un bel bicchiere di vino e sputiamo sentenze sui personaggi principali della diciassettesima stagione.

1) Meredith Grey

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Partire dalla nostra indistruttibile – speriamo – protagonista, Meredith Grey è cosa buona e giusta. Meredith che si è evoluta da semplice Pokémon in cui ti imbatti nell’erba altissima, in uno leggendario ai livelli di Mewtwo, è la più grande vittoria di Grey’s Anatomy. Ve la ricordate ai primi tempi? A me, personalmente, non piaceva, mi sembrava troppo rammollita e il confronto con l’immensa Cristina Yang di cui ero già follemente innamorata, non mi aiutava a valorizzarla come dovuto. Avrebbe potuto trovare la cura per tutti i mali del mondo e comunque non sarebbe stata figa come la Yang. C’era solo una cosa che le invidiavo tremendamente e – ovviamente – mi riferisco a McDreamy, Derek Shepherd che mi faceva provare quello che Mina e Celentano nel lontano 1998 hanno definito brivido felino.

Ma, con il tempo, l’età, l’esperienza, dovendo vivere al fianco di un Derek sempre meno dreamy e sempre più egocentrico e dovendo sopravvivere al mondo intero che le muore attorno come un Robert Neville qualunque, il personaggio di Will Smith in Io sono leggenda, Meredith è cambiata. È diventata uno dei personaggi più tosti e cazzuti della serie. Ogni volta che mi imbatto nella prima puntata della nona stagione di Grey’s Anatomy in cui viene soprannominata Medusa (qui tutti i soprannomi dei personaggi) sento l’epicità della Grey scorrermi lungo le vene e darmi piacere infinito come quello che ti da il Valium poco prima di una colonscopia.

Ti chiamano Medusa, il mostro con i serpenti come capelli che trasforma la gente in pietra. Ehi, non è una cosa brutta. È bello essere il medico col soprannome spaventoso, tiene gli specializzandi in riga, riempie i loro cuori di paura.

– Miranda Bailey

Insomma, Meredith doveva semplicemente capire che Lui non è il sole, tu lo sei. Stabilito questo ed elaborati altri quattrocento o più lutti, in maniera piuttosto malsana, eccoci alla versione più straordinaria della Grey. Quella temuta, ammirata, quella che lotta per le ingiustizie sociali, che è disposta a scontrarsi con l’intero sistema sanitario statunitense per ottenere ciò che vuole, quella che è scesa in battaglia a combattere in prima fila contro il covid e che rischia di diventarne vittima, sbloccando il prossimo livello nella storia del suo personaggio: martire.

Ci auguriamo tutti di non dover arrivare a tanto, ma considerato che siamo a Shondaland, la morte di Meredith non è una possibilità da escludere. E, sempre perché siamo a Shondaland, potrebbero anche farla resuscitare e noi zitti e muti accetteremmo da vittime consapevoli questo sviluppo perché Shonda può tutto.

Voto: 9 + Stayin’ Alive Awards (che a questo punto è più un augurio che una pietra miliare)

2) Richard Webber

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Ah il caro e buon vecchio Richard! Colui che è l’artefice del discorso degli specializzandi, discorso che ogni fan di Grey’s Anatomy conosce a memoria.

Un mese fa, alla facoltà di medicina, i medici erano i vostri professori, oggi i medici siete voi. I sette anni da specializzandi in chirurgia saranno i più belli e i più brutti della vostra vita. Verrete messi sotto pressione. Guardatevi intorno, salutate la concorrenza. Otto di voi passeranno ad una specializzazione più facile, cinque di voi non reggeranno la pressione e a due di voi verrà chiesto di andarsene. Questo è il punto di partenza, la vostra arena, la vostra partita, dipende da voi.

– Richard Webber

Ancora mi emozionano queste parole. A maggior ragione considerato che se prima eravamo in dieci a ballare l’hully gully, adesso siamo rimasti soli a ballare l’hully gully. Edoardo Vianello mi perdonerà per la libertà poetica che mi sono presa. Sì, perché, di tutto il cast originale, Richard, Miranda e Meredith sono gli unici sopravvissuti.

Il percorso di Webber è forse uno dei più interessanti. Dopo un inizio in cui incuteva terrore con un solo sguardo, sentimento alimentato dalla sua posizione di capo dell’ospedale, in seguito ha rivelato le sue debolezze diventando sempre più umano. L’abbiamo visto lottare con una dipendenze, l’abbiamo visto a fianco di Adele, sua moglie, consumata dall’Alzheimer, l’abbiamo visto perdere la sua credibilità e dover tornare col capo chino a ricoprire la posizione di semplice chirurgo dopo la faccenda dell’alcolismo.

E come se non bastasse, il povero Richard è quasi morto folgorato anni fa solo per riprendersi, subire un intervento all’anca e farsi avvelenare dal cobalto della protesi, scatenare il panico generale al Grey-Sloan perché tutti lo credevano affetto da qualche malattia degenerativa e poi riprendersi. Insomma solo per quante ne ha passate e per quante potrebbe ancora passarne, io al povero Richard che barcolla, ma non molla darò un bel voto.

Alexa play I’m Still Standing by Elton John

Voto per questo Rocky Balboa malmenato dalla vita e da Shonda Rhimes che è stato capace di rialzarsi ogni volta con gli occhi della tigre: 8 con l’augurio che riesca ad arrivare alla pensione.

3) Miranda Bailey

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Miranda Bailey è uno dei personaggi migliori di Grey’s Anatomy e so che qui mi tirerò addosso l’ira funesta di gran parte del fandom che non è d’accordo con me. La Bailey è un pilastro di Grey’s. La Bailey è un’icona e lo è stata fin dalla sua prima apparizione. Lei, la Nazista che era tremenda, qualcuno con cui era impossibile addirittura conversare senza che ti facesse sentire completamente incompetente e inutile. Eppure c’era così tanto dietro quella facciata da dura che già amavo alla follia. Sì, perché a me i personaggi con le consistenze sotto, mi fanno perdere la testa, mentre non riesco a digerire gli invertebrati (tipo il povero George che al suo primo atto di eroismo, è morto… RIP George, un po’ ti odio ancora, ma non nego che mi manchi anche se ti abbiamo rivisto l’altro ieri).

C’era così tanto da scoprire di Miranda e sono fortemente convinta che abbia avuto uno dei percorsi e degli sviluppi più belli dell’intera serie. Dalla storyline che l’ha vista protagonista con il suo ex marito, Tucker, alla rinascita con il meraviglioso Ben Warren che è l’incarnazione dell’uomo ideale e di questo ne sono convintissima. Per non parlare, poi, della sua lotta con il suo disturbo ossessivo-compulsivo che tutt’ora rappresenta una delle realtà più interessanti mai mostrate in Grey’s Anatomy. E, nonostante tutti gli ostacoli che ha trovato sul suo cammino, Miranda è riuscita a diventare capo dell’ospedale, ruolo che talvolta l’ha costretta a mettersi contro i suoi stessi amici, ma che nessun altro – a parte lei – potrebbe ricoprire.

Per la mia amata BCB voto: 9, YOU SLAY QUEEN!

4) Jackson Avery

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Jackson Avery: se mi aveste detto questo nome anni fa, mi avreste dovuta raccogliere dal pavimento con un cucchiaino. Era un sogno per me, stupendo in ogni suo aspetto. Innamorato perso, bono più della parmigiana di mia nonna, intelligente, ricco. Praticamente il sogno di ogni essere umano. Ma il tempo e le storyline orripilanti che gli hanno dato, lo hanno rovinato. Dopo aver lasciato April Kepner, Jackson non ha fatto che peggiorare. Potreste cercare di dissuadermi, ma su questo sono irremovibile. Anzi, vi dirò di più, ormai sono convinta che Avery sia solo un bel faccino messo lì per riempire le scene.

Non c’è traccia del Jackson che ci ha fatto innamorare. E per me la causa di tutto ciò è la seguente: senza la Kepner, Avery non funziona. Sì, lo so, sarò di parte essendo una Japril shipper accanita, ma erano troppo legati, troppo dipendenti dal punto di vista narrativo da poter essere separati. Perciò – e non mi stancherò mai di dirlo – devo rimproverare all’equivalente della strega malvagia delle fiabe, Krista Vernoff, la scelta di mandare via il personaggio di Sarah Drew.

Forse e dico forse, c’è un barlume di speranza nel suo futuro così poco interessante e porta il nome di Jo Wilson. Se solo gli sceneggiatori di Grey’s Anatomy riuscissero a creare tra loro una vera e propria amicizia, seppur con benefici, che non ricada nei soliti cliché e che dunque non vada a ripercorrere le tappe della Japril, allora – forse – Jackson potrebbe risollevare l’interesse nel suo personaggio. Signori, vi ricordo che questo tizio è stato messo in coppia anche con la meravigliosa Victoria Hughers di Station 19 (qui la recensione della 4×05) ed è riuscito a far calare l’interesse anche nei suoi confronti. Insomma Jackson Avery sei noioso e riesci a rendere noioso chiunque ti stia accanto.

Voto: 5 – come diceva la mia prof di matematica – sperando che ti incoraggi a fare meglio.

5) Owen Hunt

Maaaaaa, per dirlo come direbbe Tommaso Zorzi. Qui arriviamo al peggio del peggio di Grey’s Anatomy. Uno di quei personaggi che ti fanno risalire il cenone di Natale di due anni fa e che adesso ti bussa nella parte posteriore della gola pronto ad uscire quando meno te lo aspetti. Se la tossicità fosse un personaggio, quel personaggio sarebbe Owen Hunt. Se tutti i mali del mondo potessero essere racchiusi in un unico esemplare non sarebbe più il Vaso di Pandora, ma sarebbe il Corpo di Owen Hunt.

Owen Hunt è il classico uomo tossico che ti toglie la voglia di vivere, ti fa venire voglia di rinchiuderti in un convento e per protesta ingoiare la chiave della cella. Owen Hunt è quel fidanzato che ti fa sentire in colpa se sei felice. Owen Hunt è quel fidanzato che cerca di cambiarti per modellarti a suo piacimento. Owen Hunt è quel fidanzato che vuole importi i suoi punti di vista, vuole privarti della tua liberà intellettuale e spirituale. Insomma, Owen Hunt fa schifo.

Vi ricordate quanto ha fatto schifo con Cristina quando, nonostante la sua convinzione di non volere figli, ha cercato più volte di farle cambiare idea? Pessimo. E quando ha fatto credere ad Amelia che il motivo per cui la loro relazione non funzionasse fosse che lei era pazza, mentre la povera Shepherd aveva un tumore al cervello? Non l’ho mai visto chiederle scusa per questo. O nemmeno quando le ha rotto le scatole perché anche lei gli desse dei figli, ignorando completamente il parere della partner che sembrava restia all’idea. E dopo tutto questo ha trovato la vittima più vulnerabile, la povera Teddy Altman da cui è riuscito finalmente ad avere questo benamato figlio e che adesso sta bullizzando senza tregua solo perché, ha fatto un piccolo errore.

Teddy l’avrà pure tradito, ma Owen si sta comportando da adolescente viziata col ciclo mestruale. Le ha messo contro l’intero ospedale e, in una delle ultime scene, si è permesso anche di riderle in faccia dopo una confessione sofferta della Altman circa il suo passato. Insomma, se Shonda decidesse di scagliare la sua falce su di lui, io non potrei fare altro che applaudire forte e darle una medaglia al valore, non prima di aver erto una statua in suo onore e indetto il giorno di festa internazionale, lo ShondaDay.

Voto: N.C.

6) Amelia Shepherd

Ah! Dopo questo scempio, arriviamo finalmente ad una che mi fa battere forte il cuore. Colei che è – paradossalmente – il personaggio più sensato e più realista dell’intera serie: Amelia Shepherd. Sorella minore del più celebre Derek, è l’unico elemento di freschezza della serie. Per gli amanti di Shondaland, questo non è un personaggio sconosciuto, ma è uno dei protagonisti di Private Practice. La Amelia che arriva in Grey’s Anatomy si porta sulle spalle un peso già immenso, quello di un passato turbolento, poco equilibrato, all’insegna dell’ostentazione e della sregolatezza. Ha un fardello pesante addosso, una serie di esperienze traumatiche in cui spicca – senza ombra di dubbio – la perdita di un figlio.

Dietro al suo spirito sempre combattivo, al suo essere fuori dagli schemi, un po’ fuori di testa e al suo essere decisamente imprevedibile, si cela una donna estremamente fragile, ma incredibilmente umana. L’unica, forse, ad avere delle reazioni reali alle situazioni assurde che siamo abituati a vedere in Grey’s Anatomy. Viene spesso fraintesa e giudicata da chi la crede folle e forse un po’ lo è, lo è perché è meravigliosamente impulsiva e – a tratti – geniale e non lo dimostra solo in campo lavorativo, ma anche in quello personale. La parola che la definisce più di tutto è caos. Non sembra quasi esserci ordine in lei e no, non è colpa del tumore al cervello che aveva, anche se sarebbe stato più facile dargli la colpa di tutto. Ma, quella di Amelia è una follia congenita e ogni volta che la vedo nella mia testa parte in loop il video di Myriam Catania che prega al Grande Fratello Vip. Per dirlo con le parole di Myriam: Amelia, che potente che sei!

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Ecco, ecco cos’è Amelia Shepherd. È straordinaria e pazzesca.

Alexa play Zitti e buoni by Maneskin

Voto: 9+ meritatissimo, quel + è dovuto al fatto che sta con Atticus Lincoln con cui forma l’unica coppia degna di essere shippata nelle ultime stagioni.

7) Maggie Pierce

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Con questo personaggio ho una relazione un po’ strana. Di base la detesto. Per un periodo ho creduto fosse la causa di tutti i mali del mondo, comprese la fame nel mondo, la guerra del medio oriente e la pandemia di coronavirus che all’epoca non esisteva nemmeno. Ma, ci sono stati dei momenti in cui mi è piaciuta questo mi ha destabilizzato. Mi riferisco alla storyline che l’ha vista protagonista con sua madre in fin di vita, quella volta in cui ha fatto capire a Jackson che ha un problema con le relazioni sentimentali e quando si è fatta portavoce della questione razziale con Amelia negli ultimi episodi della diciassettesima stagione.

Non a caso questi sono stati gli unici momenti in cui è stata meno egocentrica e fastidiosa. Dunque c’è potenziale, ma per qualche assurda ragione Krista Vernoff e il team di sceneggiatori di Grey’s Anatomy hanno deciso di renderla l’80% delle volte impossibile da tollerare. Di solito amo i personaggi logorroici essendo anche io affetta da quella che l’amata Bridget Jones definì – ai suoi tempi – diarrea verbale, infatti, impazzisco per tutte le serie di Amy Sherman-Palladino, nota per il suo stile di scrittura molto ricco e le sue protagoniste decisamente logorroiche. Eppure, Maggie Pierce riesce a snervarmi come pochi. Mi fa venire voglia di rimuovermi l’apparato uditivo e di scaricarlo giù per il water nella speranza di porre fine al mio supplizio.

Sarà stato il vino dell’amico contadino di mio nonno a mettermi così di buon umore, ma oggi mi sento incredibilmente generosa.

Voto: 5 1/2. Come cantava Avril Lavigne #KeepHoldingOn, come cantavano i Journey #DontStopBelievin e come diceva Demi Lovato #StayStrong Maggie, manca poco alla sufficienza.

8) Jo Wilson

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Jo Wilson, se penso questo personaggio, mi risuona in testa un pezzo della canzone di Cesare Cremonini, Buon Viaggio:

Per quanta strada ancora c’è da fare, amerai il finale.

Era uno dei peggiori di Grey’s Anatomy. Impossibile da sopportare, simile a Maggie in tante cose: entrambe erano egocentriche, fastidiose, lagnose e ti facevano maledire di essere nata. Poi, all’improvviso, è cambiata. Ho identificato il suo punto di svolta nell’episodio in cui Alex fa a botte con DeLuca. Da quel momento la Wilson è diventata pazzesca. Abbiamo scoperto qualcosa di fondamentale riguardo il suo passato. Poco dopo abbiamo dovuto sopportare il ritorno del suo passato segnato dall’arrivo del suo ex marito e seppur breve nella durata, quell’incontro è stato importantissimo. Ha portato alla luce una nuova Jo e a fatto emergere elementi fondamentali del suo passato che ci sono serviti per comprenderla meglio.

E poi, ammettiamolo, dopo la rottura – se tale può definirsi – con Alex, non vedo l’ora di scoprire cosa combinerà, cosa ha in serbo per noi perché è diventata divertente, è diventata interessante, è diventata necessaria.

Voto: 7 1/2 + un batti cinque

9) Teddy Altman

Povera Teddy! Mi sento di cominciare così per via dei recenti sviluppi nella sua storyline. ‘Sta povera Altman che vi ricordo ci fu presentata come una dea della cardiochirurgia, la mentore che riuscì a conquistare il cuore inscalfibile e non impressionabile di Cristina Yang, la donna che è ha passato anni interi della sua vita nell’esercito proprio come Hunt e che però, adesso, viene trattata come la più insignificante tra gli insignificanti, viene trattata malissimo.

È come se – dopo gli sviluppi con Tom Koracick – la sua intera persona fosse ridotta ad un singolo momento che inevitabilmente ha condizionato la sua vita. Insomma, sembra che cammini per i corridoi dell’ospedale con la lettera scarlatta cucita sul petto. È triste, è degradante ed è vergognoso. Sembra di essere nella versione geriatrica di Mean Girls, ma senza tutto ciò che rende epico Mean Girls come quell’icona che è Lindsey Lohan e con una versione decisamente scadente di Regina George, che in questo caso è Owen. Insomma, è tutto così poco digntoso.

Perciò per solidarietà, perché penso che bisognerebbe far partire un movimento di protesta tipo quello messo in piedi per Britney Spears per liberare Teddy dai pregiudizi, dallo slut-shaming e – soprattutto – da Owen, ho deciso di creare un nuovo hashtag: #FreeTeddy.

Detto questo, la Altman sta dimostrando grande professionalità nonostante ciò che le succede nella vita privata, è una tosta che non si fa abbattere da niente e sono sicura che riuscirà a tornare alla sua vecchia gloria quando si lascerà alle spalle quell’essere orripilante di Hunt e ammetterà di amare Tom Koracick. Fino a quel momento il mio è un voto di fiducia ed incoraggiamento.

Voto: 8

10) Atticus Lincoln

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Dopo aver parlato di un pessimo rappresentante del genere maschile come Owen Hunt, siamo arrivati finalmente a parlare di colui che è il suo esatto opposto. Se Hunt è un incubo del genere, Atticus – detto Link – Lincoln è il sogno. E no, non mi riferisco solo ed esclusivamente ai suoi addominali scolpiti da Michelangelo in persona, al suo viso modellato sicuramente dal dio dei manzi seriali e al modo in cui qualunque cosa indossi sembri fatto su misura per lui. Mi riferisco anche alla sua magnetica personalità, alla sua bontà e al suo romanticismo, mi riferisco al suo background di cui sappiamo ancora poco, ma che si prospetta interessantissimo, dalla malattia che l’ha colpito alla voglia di vivere che gli ha infuso.

Insomma, quando si parla di Link penso sempre che è come se qualcuno avesse letto i diari segreti che avevamo a tredici anni e in cui – assieme alle foto del Zac Efron di turno e ai testi delle canzoni d’amore più vergognose sulla faccia della terra – c’erano quelle imbarazzanti liste prese da Cioè su quali caratteristiche avrebbe dovuto avere il nostro ragazzo ideale e che proprio sulla base di quelle gli sceneggiatori di Grey’s Anatomy avessero scritto il suo personaggio.

Attualmente è uno dei miei preferiti. È sempre positivo, quasi al limite della razionalità, ma allo stesso tempo è uno dei personaggi più reali della serie. Il che non è poco.

Voto: 8 1/2 + Can’t Take My Eyes Off You Award

11) Tom Koracick

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Dopo il perfetto gentleman, tocca al bad boy, ma col cuore d’oro: Tom Koracick. Tom è la versione fictional di quel ragazzo da cui tua madre ti dice di prendere le distanze, quello che non dovremmo mai volere, ma che – proprio per questo – diventa quasi irresistibile. È il classico stronzo, egocentrico e anche un po’ narcisista che puzza di spocchia già a tre chilometri di distanza, ma, ciononostante, sai che finirai inevitabilmente immischiata con lui in qualche modo.

Quando Koracick arriva al Grey-Sloan, avevo in serbo per lui solo parolacce. Mi infastidiva, mi infastidiva terribilmente perché era così sicuro di sé che mi faceva venire voglia di schiaffeggiarlo forte. Poi, pian piano e soprattutto in modo del tutto inaspettato, abbiamo cominciato a conoscerlo un po’ meglio e nell’episodio in cui è con April Kepner e racconta non solo il suo rapporto con la fede, ma la perdita di suo figlio, la mia opinione di lui è cambiata. Dietro quell’aria da arrogante, da sbruffone e diciamolo, anche da stronzo, si cela semplicemente un uomo solo e profondamente ferito.

Gli sviluppi che lo vedono protagonista assieme alla Altman mi fanno sperare in un lieto fine e, francamente se lo merita.

Voto: 7 1/2 perché dobbiamo limare alcuni aspetti ancora spigolosi del suo carattere.

12) Andrew DeLuca… Ah no, non posso?

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Fratelli e sorelle, siamo oggi qui riuniti per celebrare la vita di Andrew DeLuca… Troppo presto? La ferita brucia ancora?

Voglio premettere che quando ho cominciato a scrivere queste pagelle, l’episodio di Grey’s Anatomy in cui accade il misfatto non era ancora andato in onda e perciò voglio che sappiate che la mia non è solo pura e inespressa cattiveria che giace latente dentro il mio cuore nero in stile Regina di Once Upon a Time con l’unica differenza che io sono solo meno figa e più pigra. Ad ogni modo, ragazzi proprio non ce la faccio a fingere che sia una tragedia.

Sì, è vero in un primo momento mi è dispiaciuto che il povero Andrew, così bello, così giovane, sia andato ad allietare l’altro mondo con quei suoi occhi castani che ti fanno sentire un po’ friccicarella, con quel viso da bello e dannato che in fondo ti fa pensare che se ti trovassi uno così, ma sai che bella figura faresti con la nonna e quanto si mangerebbe il fegato quella montata di tua cugina! E poi quel fisico da Bronzo di Riace a cui nessuno può essere immune perché in fondo, ma proprio in fondo, sono umana anche io e proprio per questo ammetto di subire potentemente il fascino di un bel ragazzo come DeLuca.

Il mio problema con questo personaggio è che detestavo il suo carattere. È una di quelle cose che te la fanno asciugare e ti fanno addirittura passare la voglia di ricordarti il suo nome. Piuttosto che subirmi il suo carattere avrei preferito:
1) Guardare tutto La Dottoressa Giò dalla prima stagione;
2) Sentire per ventiquattrore di fila Musica Leggerissima fino a bruciarmi tutti i neuroni rimanenti;
3) Osservare e criticare in diretta Zoom i cantieri trovati nella modalità Street View di Google Maps assieme agli amici del centro ricreativo per anziani di mio nonno.

Immaturo, incosciente, profondamente arrogante e pericolosamente testardo, in pratica l’equivalente di un bambino di cinque anni che vuole andare in bici senza rotelle anche se è ancora incapace di camminare dritto senza sembrare un ubriaco a metà tra l’ottavo Negroni e il coma etilico. Follia pura!

Dopo questo endovena di veleno, vi giuro che vado a sciacquarmi la bocca alla fonte battesimale, ma prima ci tengo a ribadire che ci tenevo, nonostante sia morto malamente, a tenerlo in questa lista innanzitutto perché – ripeto – quando ho cominciata a scriverla sto povero cristo era vivo e vegeto e poi perché un po’ ne sentirò la mancanza e questo è il mio modo malsano per dirgli addio. Se solo il suo allarmante complesso dell’eroe non l’avesse condotto alla morte, se solo la sua enorme testardaggine non avesse prese il sopravvento, se solo fosse stato abbastanza sveglio da aspettare la polizia, adesso staremmo avendo più o meno la stessa conversazione, ma probabilmente avrei potuto esprimere quanto mi facesse profondamente cagare questo personaggio senza sentirmi così in colpa.

Voto: 5 + una pacca sulla spalla, almeno c’hai provato, la prossima volta andrà meglio…

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Scritto da Fabiana Fanelli

La mia vita è un pendolo che oscilla tra una serie tv e l'altra. Tutto sommato mi è andata bene, pensate se oscillasse tra dolore e noia!
Ricordate: "Life's too short to be serious" (La vita è troppo breve per essere seri)

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