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È possibile che Arya Stark sia morta a Bravoos?

Game of Thrones

La fine è vicina. Dopo otto anni avvincenti, discussi e sofferti siamo ormai a poche settimane dall’inizio della fine. Per chi poi ha cominciato ad amare il mondo di Game of Thrones a partire dall’eccellente e, purtroppo, ancora incompiuta opera cartacea di George R. R. Martin, l’attesa è stata ancora più lunga. Ma manca davvero poco.

Una delle caratteristiche principali di un’opera colossale come Game of Thrones è indubbiamente la capacità di stuzzicare e innescare nel proprio pubblico una miriade di teorie e ipotesi. L’intreccio della trama, l’ambiguità dei personaggi, la complessità della linea narrativa, solleticano e stuzzicano lo spettatore a cercare le proprie risposte. Così come nel decennio precedente hanno fatto i lettori dei libri. Ora però il fenomeno Game of Thrones è globale. Il volume del seguito è vertiginoso.

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Anche gli utenti di Hall of Series non potevano ovviamente esimersi dal farsi coinvolgere da questa ondata. Oggi vi presentiamo infatti una teoria che abbiamo trovato particolarmente interessante nata da una domanda che si è fatto Samuele e che ci ha argomentato in modo interessante:è possibile che Arya Stark sia morta a Braavos?

Cosa ci racconta questa teoria? Beh, è presto detto. Parte da un possibile buco di trama legato all’addestramento di Arya a Braavos dove la giovane Stark è giunta all’inizio della quinta stagione, dopo essere sfuggita allo scontro tra il Mastino e Brienne di Tarth. Come sappiamo Arya aveva ricevuto, alla fine della seconda stagione, una moneta da parte dell’Assassino Senza Volto Jaqen H’ghar nel caso avesse deciso di raggiungere la sua città per unirsi a loro.

L’ipotesi che abbiamo letto sostiene che Arya sarebbe morta nello scontro con l’Orfana. Arya ferita non avrebbe quindi ucciso l’allieva di Jaqen dopo aver tagliato la candela per combattere al buio e sfruttare il lungo periodo di addestramento da cieca. A tornare invece a Westeros sarebbe quindi stata l’Orfana dopo aver “indossato” il volto di Arya.

Le ragioni a sostegno di questa tesi sono legate, come detto, a un possibile buco di trama. Arya non avrebbe completato il suo addestramento all’interno della Casa del Bianco e del Nero, abbandonando il suo maestro dopo questo decisivo scontro con solo pochi mesi di allenamento. Nonostante però il breve periodo di apprendistato, una volta giunta nel continente occidentale, si dimostra in grado di padroneggiare le tecniche di trasformismo in modo estremamente efficace. Una padronanza talmente elevata da far pensare a un’esperienza e addestramento pluriennale. Competenze e capacità del genere sarebbero invece appannaggio di un Uomo Senza Volto molto più esperto e capace.

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A sostegno di questa tesi si può interpretare la scena in cui il personaggio di Arya prende commiato da Jaqen come una conferma della nuova identità acquisita dall’Orfana. Sentiamo infatti la ragazza rispondere alle parole del maestro, che le riconosce di essere finalmente diventata “Nessuno“, con il fatto che lei sia Arya Stark. E con l’intenzione di tornare a Grande Inverno. L’Orfana quindi avrebbe indossato il volto della giovane Stark per rispondere agli scopi del Dio dai Mille Volti.

La teoria è interessante e Game of Thronessi presta perfettamente a questo tipo di disamine. Eppure qualche perplessità ci permane. Proviamo quindi ad analizzare alcuni aspetti legati a queste vicende per vedere come risponde questa ipotesi. Partiamo dalla scena dell’ultimo dialogo tra Arya (o la sua impersonificazione) e Jaqen. Quest’ultimo ammette di essere lui il mandante dei suoi molteplici attentati prima di riconoscerle di essere diventata “Nessuno“. Per quale ragione avrebbe dovuto fare questa ammissione se fosse consapevole di avere di fronte non la vera Arya?

Si potrebbe però controbattere che Jaqen fosse consapevole di stare parlando all’Orfana. E gli attentati ai quali si riferisce non siano quelli visti subire da Arya, ma quelli che verosimilmente e analogamente avrà subito la stessa Orfana durante il suo lungo addestramento.

Per ora quindi la teoria sembra resistere. Nella stessa scena però c’è un particolare che potrebbe essere un indizio. Nella Sala dei Volti, prima del dialogo tra i due, vediamo un volto nuovo nelle colonne della sala. E il volto è quello dell’Orfana. Si potrebbe pensare quindi che Arya abbia effettivamente ucciso la ragazza e messo a disposizione il suo volto per i futuri scopi del Dio dai Mille Volti. A sostegno della tesi invece si può replicare che la testa dell’Orfana non fosse realmente la sua. Ma solo un’altra delle tante utilizzate da un Assassino Senza Volto che ora indossa quella di Arya. Anche questo dettaglio non ci permette di dissipare la questione.

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A questo punto dobbiamo analizzare qualcos’altro. Il primo aspetto da considerare è lo scopo. Per quale ragione un Assassino Senza Volto avrebbe interesse a diventare Arya e raggiungere Grande Inverno? Beh, qui si apre un mondo di ipotesi possibili. Anche se sarebbe interessante analizzarle tutte in questa sede è sufficiente dire che quale che poterebbe essere la ragione non giustifica le azioni compiute da Arya appena arrivata a Westeros. Ella infatti agisce spinta dalla vendetta. Si dirige verso le Torri Gemelle e uccide lord Walder Frey dopo avergli dato da mangiare due dei suoi stessi figli. L’omicidio è la quintessenza di questi particolari assassini. Ma le loro azioni non sono mosse dalla vendetta o dalle passioni. Come più volte spiegato dallo stesso Jaqen ad Arya: questi atti sono difficilmente compatibili con l’ipotesi di partenza.

Un ulteriore elemento che ci fa dubitare di questa ipotesi lo possiamo trovare prima della scena incriminata. Prima quindi dell’eventuale morte della giovane Stark. Game of Thrones è ricca di situazioni dove le azioni compiute nel passato sono strettamente collegate a quelle del futuro, come è giusto che sia.

In questo caso bisogna tornare ai giorni dell’addestramento a Braavos. Arya antepone la sua sete di vendetta agli ordini ricevuti. Anziché uccidere con il veleno il disonesto Ragman Harbor decide di rubare uno dei volti della Sala e uccidere Meryn Trant, la guardia reale di Approdo del Re che cercò di catturarla dopo l’arresto di suo padre Ned .

In questa occasione si dimostra in grado di utilizzare le capacità di indossare i volti con la medesima efficacia sia dell’Orfana che di Jaqen. Pagherà questa scelta con il suicidio di uno degli Assassini Senza Volto, che beve la fiala destinata a Ragman Harbor, e soprattutto con la cecità. Ma ci lascia intendere che a differenza di quanto indicato dalla teoria sulla sua morte, le capacità mostrate al suo arrivo in Occidente non sono incompatibili con il suo livello di addestramento.

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Per quanto la teoria sia indubbiamente affascinante, soppesando elementi a favore e contro, ci pare che questi ultimi pesino più nella direzione che vede Arya vincente nello scontro con l’Orfana. Il rasoio di Occam ci porta a considerare la soluzione più semplice e con meno elementi da giustificare, quella più verosimile. In ogni caso resta una bella teoria che ci è piaciuto raccontarvi. Personalmente poi, vi è una scena che reputiamo tra le più toccanti di tutto Game of Thrones che trae parte della propria forza e profondità proprio dalla natura stessa di Arya in quanto tale. Stiamo parlando dell’incontro con la sua metalupa Nymeria.

La scena è carica di una tensione, nostalgia e drammaticità che si giustifica unicamente con il riconoscimento da parte di Nymeria della vera Arya. Il tempo che impiega il metalupo a riconoscerla è dovuto alla profondità del cambiamento di Arya nel corso degli anni. Alla fine Nymeria riconosce nella profondità degli occhi della ragazza l’innocente bambina che era, ma il tempo passa. Per uomini e lupi. Arya forse è morta davvero, ma solo quella che conosceva la metalupa. Quella che si trova dinnanzi a lei è ormai una lupa a sua volta. Una lupa che ha appena iniziato la sua caccia.

Basta un solo lupo vivo, e le pecore non saranno mai al sicuro!

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Written by Enrico Maccani

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"Sembra quasi un paradosso ma spesso si fa fatica a trovare un romanzo moderno o un film che sia più interessante di un buon telefilm. C'è in giro, ad esempio, un'opera che rappresenti un viaggio metafisico fra i segreti del Male più avvincente di Twin Peaks?"

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