in

Game of Thrones 5 – Cosa ha funzionato (e cosa non ha funzionato) nelle 10 storyline principali

Game Of Thrones
Game Of Thrones

A due settimane dal termine della quinta stagione di Game of Thrones, eccoci ritrovati a parlarne. Sembra inutile ripeterlo, ma non possiamo dire che non sia assolutamente vero: quest’anno la serie ha lasciato sulla sua strada una scia di polemiche, dovute in particolare ai troppi cambiamenti tra l’opera originale e la trasposizione televisiva.

In questo articolo intendo elencare tutte le storyline e le loro differenze rispetto ai libri, criticando lì dove riterrò necessario farlo e cercando di capire se le scelte fatte dagli autori sono state funzionali o meno. Ma non ci sarà solo un elenco, come avrete letto in molti altri articoli. Questa sarà un’analisi più profonda che non cercherà di prendere le parti di nessuno.

Prima di tutto bisogna tener conto che nonostante i famigerati cambiamenti, tutto ciò che abbiamo visto quest’anno è stato riportato esattamente dagli avvenimenti presenti nell’opera cartacea, dove le vere invenzioni sono state aggiunte solo in alcuni punti. Bisogna fare una distinzione tra due tipologie di realizzazione della sceneggiatura:

Nella prima, abbiamo le storyline così come i lettori le conoscevano nei libri che vengono abbreviate o allungate a seconda dei casi (e con al massimo l’aggiunta di qualche scena o personaggio o al contrario, omettendone alcuni). Nella seconda invece abbiamo storyline specifiche che nella serie sono state affidate ad altri personaggi. Non è la prima volta che vediamo utilizzare questo metodo (i lettori ricorderanno sicuramente che nella terza stagione Edric Storm è stato sostituito dal più popolare Gendry), ma quest’anno è stato tutto più evidente e ha cambiato radicalmente le sorti e i percorsi di due personaggi principali, quali Sansa Stark e Jaime Lannister.

David Benioff e D.B. Weiss, ideatori della serie, erano sicuramente consapevoli delle reazioni che avrebbero avuto i fan e credo fossero pronti anche al criticismo. Questo articolo non vuole affatto giudicare negativamente il loro lavoro (ricordiamoci che sceneggiare una storia, soprattutto per una serie televisiva che hai dei tempi specifici da rispettare, non è semplice), ma cercherà semplicemente di capire perché certe scelte non hanno funzionato.

Iniziamo dunque con le storyline più fedeli al canone.

 

1) CERSEI LANNISTER:

La perfida regina madre quest’anno ha seguito un percorso molto lineare. Con lei vengono introdotte nuove figure importanti all’interno del “gioco del trono” come l’Alto Passero e il Credo Militante e ritroviamo anche personaggi già noti, come i membri della famiglia Tyrell e il figlio della donna, Tommen. Cersei continua il suo cammino fatto di intrighi, con il desiderio di restare al potere a tutti i costi e per la prima volta diviene lei stessa una vittima. The Walk of Shame sua ultima scena della stagione, sembra aver preso vita dal libro stesso nella quale l’interpretazione dell’attrice Lena Heady e il lavoro di costruzione dell’intero momento sono state notevoli.

Cosa ha funzionato: tutto prosegue come sempre. Cersei è la regina e vuole continuare ad esserlo. Per di più ci viene mostrato un flashback, proprio ad inizio stagione, su quello che probabilmente sarà il destino del personaggio. Grazie ad esso, la sua mania di controllo e il suo amore incondizionato verso i figli, vengono facilmente compresi e in parte giustificati. La sua “condanna” è l’ulteriore conferma che nel mondo di Game of Thrones tutti pagano i propri debiti, prima o poi.

Cosa non ha funzionato: più che per il personaggio di Cersei, nella storyline di Approdo del Re non tutti sono stati trattati con il massimo rispetto. I Tyrell hanno fatto una fugace apparizione dove l’introspezione di un personaggio come Loras si limita a mostrarci l’unico lato chiaro della sua personalità. La trasformazione di Tommen in un adolescente sessualmente attivo, differentemente dall’innocente bambino dei libri, non ha regalato nulla al personaggio, relegato sempre in un ruolo marginale e impotente (nonostante sia il re di Westeros!).

Naturalmente esistono personaggi principali e personaggi di contorno, eppure non tutti sono stati convincenti al cento per cento.

fangirl

3 tipi di telefilm addicted alle prese con gli esami: problemi e conseguenze

wayward pines

Wayward Pines 1×06 – Orwell e Asimov: la verità fa male