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L’assurda storia del crossover mancato tra Friends e Seinfeld, dove sarebbe morto Ross Geller

Ross Geller, protagonista di Friends e della storia del crossover con Seinfeld

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Quella che state per leggere sembra la trama di una puntata di Seinfeld, ma a quanto pare tutto ciò è successo davvero. E riguarda una possibilità mai trasformatasi in realtà: realizzare una puntata crossover che avrebbe unito due delle sitcom più popolari degli anni Novanta, in onda in contemporanea sulla NBC. Stiamo parlando della stessa Seinfeld e di Friends, protagoniste assolute del decennio su un network che trasse grandi fortune dal successo dirompente dei due titoli.

Niente di nuovo, per chi ci segue: qualche tempo fa ricostruimmo quel periodo storico nel dettaglio, soffermandoci in particolare sull’iconico palinsesto del giovedì sera sulla NBC, quello della “Must See TV”.

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Seinfeld e Friends sono state a lungo le punte di diamante, e il network pensò bene di cavalcare i grandi numeri a loro disposizione con la realizzazione di alcuni eventi che avrebbero dovuto coinvolgere, oltre alle sitcom citate, produzioni come Mad About You, Madman of the People, The Single Guy o Caroline in the City.

Molti di questi progetti andarono effettivamente in porto: la spinta della NBC verso l’idea del crossover portò alla realizzazione del “Blackout Thursday”, un evento nel quale Mad About You, Friends e Madman of the People, in onda la stessa sera coi rispettivi episodi, si inserirono all’interno di una cornice narrativa dominata da un blackout comune. Tutti insieme, tranne una: Seinfeld. Nella puntata di Seinfeld del 3 novembre 1994, The Gymnast, le luci funzionarono regolarmente.

Ci fu inoltre lo “Star-Crossed Thursday”, il 2 novembre del 1995.

Fu una serata in cui alcuni personaggi di Friends, The Single Guy e Caroline in the City interagirono tra loro con incursioni da una serie all’altra.

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Seinfeld, quella sera, andò in onda col leggendario “The Soup Nazi” senza alcuna invasione di campo.

Una celebre puntata di Seinfeld
Credits: NBC

È il momento giusto per ricordare inoltre il fatto che Lisa Kudrow interpretasse due gemelle in due serie diverse, Friends e Mad About You: si parla ovviamente di Phoebe e Ursula Buffay, quest’ultima comparsa anche in alcune puntate di Friends.

Tutto molto bello, senza ombra di dubbio. Seinfeld fu a sua volta protagonista di un momento crossover con Mad About You attraverso il personaggio di Kramer, anche se con caratteristiche diverse rispetto agli eventi della NBC appena citati.

Insomma: l’emittente realizzò nel tempo crossover di ogni tipo, partendo dalla base del Must See TV e spingendosi oltre con idee piuttosto creative. Una, però, non vide mai la luce: il network, infatti, si era messo in testa di unire due dei principali riferimenti della sitcom americana degli anni Novanta, senza mai riuscirci.

Qui si entra nel terreno irriverente di Seinfeld e, in particolare, di una delle sue menti creative principali: il co-creatore Larry David, uno che non ha certo bisogno di presentazioni.

ScreenRant ha infatti riportato nei giorni scorsi una storia di cui si parla da tanti anni, ricostruendola: a quanto pare, infatti, fu proprio Larry David a opporsi all’opportunità di unire Seinfeld e Friends in un’unica puntata.

Non è dato sapere perché, ma è divertente immaginare come potrebbe aver reagito alla proposta, visto come abbiamo conosciuto la sua versione fittizia all’interno di Curb Your Enthusiasm.

È innegabile, d’altronde, che Seinfeld e Friends portassero con sé due filosofie comiche molto diverse tra loro, se non addirittura opposte.

Caustica e spietata la prima, tanto da negare ai propri personaggi di “abbracciarsi” tra loro e vivere storie d’amore emozionanti. Molto più rassicurante e “buona” la seconda.

Seinfeld era il terreno delle lezioni da non imparare e dei personaggi da non amare a tutti i costi. “No hugging, no learning”, in poche parole.

Al contrario, ha tratto grandi fortune dal fatto che fossero antieroi piuttosto cinici e incapaci di imparare dai propri errori. Una filosofia molto innovativa per le sitcom dell’epoca, portata fino alle estreme conseguenze in un coraggiosissimo finale di serie che fu incompreso dai più. Un finale memorabile che meriterebbe ampiamente il riscatto della storia, ma evitiamo ulteriori divagazioni in tal senso.

Friends, invece, era molto più immersa nel terreno dell’empatia e dei sentimenti positivi.

Non è mai stata stucchevole in questo senso, ma è chiaro che fosse molto più semplice riconoscersi nel Chandler Bing di turno che in uno come George Costanza.

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La questione sarebbe in realtà molto più complessa di così, ma arriviamo al punto: stando a quanto raccontato negli anni da Peter Mehlman, storico sceneggiatore di Seinfeld, Larry David non ne volle sapere di far interagire la sua serie con Friends.

Secondo la ricostruzione proposta da ScreenRant, l’idea avrebbe avuto uno scopo preciso: proporre una condizione talmente assurda da indurre la NBC ad abbandonare il progetto. Non sappiamo, però, se le cose andarono davvero esattamente così: il racconto diretto di Mehlman è più sfumato.

Citiamo l’articolo di ScreenRant, senza sapere dove finiscano i fatti e inizino le interpretazioni di quel momento: “Gli sceneggiatori di sitcom come quelli di Seinfeld non si limitano a inventare idee stravaganti per le loro serie, ma le elaborano anche per la loro vita. Quindi, quando la NBC insistette per un crossover tra la loro serie e Friends, non volevano dare l’impressione di non essere disposti a collaborare con l’emittente e con l’altra serie in onda il giovedì sera. Decisero che il modo migliore per risolvere il problema fosse quello di inventarsi un’idea talmente folle da far desistere la NBC dall’intero progetto”.

E quale sarebbe stata questa idea, eh?

Uccidere Ross Geller.

friends
Credits: NBC

Sì, Ross Geller. Proprio lui. Morto stecchito.

Uccidere, quindi, un personaggio televisivo in piena ascesa. Una delle icone di Friends. Un personaggio indiscutibilmente fondamentale per il successo della serie, vista la sua centralità assoluta.

Nella versione raccontata anni dopo dallo stesso Mehlman, fu lui a proporre scherzosamente l’idea a Larry David e sembra fosse stata apprezzata particolarmente Lo raccontò in un’intervista del 2015 a Uproxx, riportata negli anni da vari altri magazine: “Ho detto a Larry: ‘Sai cosa sarebbe bello, però? Se dicessimo alla NBC che faremo il crossover, ma nel nostro show Ross [ David Schwimmer ] morirebbe’. Credo che il braccio di Larry abbia avuto un sussulto verso il telefono. Ci siamo fatti una bella risata”, ha ricordato Mehlman.

Non sappiamo se quel telefono sia mai stato sollevato davvero.

Non è dato sapere, quindi, se poi arrivò effettivamente la proposta alla NBC o se tutto si risolse così tra gli uffici degli autori di Seinfeld.

È in ogni caso una storia assurda che meritava di esser raccontata.

Una storia che dimostra quanto fossero distanti le due serie, come abbiamo già evidenziato in precedenza e come confermò lo stesso Mehlman.

“Non avevano niente dell’oscurità che avevamo noi”, ha spiegato. “In quella serie c’erano sostanzialmente sei personaggi amabili, mentre noi ne avevamo quattro che si sarebbero fregati a vicenda senza motivo, eppure il giorno dopo sarebbero stati ancora amici. Era una filosofia completamente diversa, perché i nostri personaggi alla fine diventavano piuttosto antipatici. Ma abbiamo sempre pensato che, finché fossero divertenti, non importasse”.

Diventa ancora più divertente, a questo punto, chiedersi fin dove si sarebbe spinta l’intera vicenda.

Come avrebbe interagito il vero Larry David coi dirigenti della NBC per proporre qualcosa del genere? Ma soprattutto: avremmo avuto davvero un crossover tra Seinfeld e Friends con annessa l’uccisione di Ross Geller, se la NBC avesse accettato l’idea per qualche strano motivo?

Se sì, cosa si sarebbero inventati per realizzare tutto ciò? Gli autori di Seinfeld, d’altronde, furono capaci di uccidere un personaggio piuttosto importante con la colla tossica delle buste degli inviti di nozze, quindi chissà: non lo scopriremo in questa vita.

Non ci resta che pensare alla scena e sentire partire, in sottofondo, un riconoscibilissimo giro di basso. Basso e poi sassofono. Sigla: è finita una puntata di Seinfeld che non vedremo mai.

Antonio Casu