4) Anne Hathaway

Ci avviciniamo al podio con un’attrice che ha bisogno di poche presentazioni e che in The Odyssey interpreta un personaggio che, nel poema originale, viene spesso relegato al ruolo della moglie paziente che attende il marito. Nell’opera di Nolan Penelope assume invece uno spessore inatteso, cambiando registro in base alla situazione e alla narrazione. La regina di Itaca diviene regale in un momento, tagliente in quello successivo, e poi vulnerabile, calcolatrice, furiosa, nostalgica. Il lavoro di Hatawhay ha saputo quindi far emergere una ricca interiorità emotiva anche nelle scene apparentemente più statiche. In fondo Penelope non lascia mai l’isola, se non nel finale del film, e l’intero suo arco narrativo si svolge tra le mura del suo palazzo. Nonostante questo, però, la star hollywoodiana tiene viva l’attenzione dello spettatore proprio in quei segmenti che vengono considerati i più deboli da parte della critica internazionale.
L’attrice ha avuto la capacità di reggere sulle proprie spalle l’intera linea narrativa domestica, spesso in dialogo con un Tom Holland ancora acerbo nei panni di Telemaco. Hathaway compensa, guida, e a tratti letteralmente salva scene che sulla carta rischiavano di risultare piatte. Un lavoro fatto di sguardi trattenuti più che di monologhi memorabili, che le permette di conquistarsi un quarto posto meritato, in particolare per la solidità e la coerenza mantenute lungo tutta la storia.
3) Samantha Morton

Il podio si apre con la vera sorpresa di The Odyssey. Un’interpretazione e un personaggio che hanno stupito, disgustato e impressionato in egual misura. La Circe di Samantha Morton è una scultrice macabra e violenta, capace di plasmare volti umani come fossero statue di cera. La fisicità controllata, lo sguardo che oscilla tra seduzione e ferocia e poi il lungo monologo con Odisseo, sono le caratteristiche che agli occhi del pubblico l’hanno resa profondamente inquietante e indimenticabile.
L’attrice inoltre ha lavorato moltissimo sulle variazioni dell’intonazione della voce. Da un sussurro ipnotico e benevolo con cui attira gli uomini nella propria dimora, all’asprezza improvvisa con cui rivela la pericolosa natura predatoria. Non è un caso che lo stesso Nolan abbia paragonato l’impatto della sua interpretazione a quello che Heath Ledger ebbe con il Joker ne Il cavaliere oscuro. Un ruolo relativamente breve, capace però di ridefinire il tono dell’intero film nell’attimo in cui appare sullo schermo. In mezzo alle star che abbiamo visto in questa classifica e ai due nomi che leggerete tra poco, la Morton è riuscita a ritagliarsi uno spazio persino superiore ad alcuni attori del momento, e il merito va alla naturalezza e all’estrema espressività della sua Circe.






