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Il film cinese dell’anno è molto brutto ed è fatto molto male, ma ha successo perché è allergico all’IA

Niu Lai

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Niu Lai èpessimo sotto ogni aspetto immaginabile, compresa la trama, gli effetti speciali e quasi ogni elemento che ci si aspetta da un film”.

Così un professionista dell’industria cinematografica, interpellato lo scorso 17 agosto dal britannico The Guardian, ha stroncato uno dei film del momento. Il film del momento, almeno in Cina.

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Talmente brutto da aver fatto il giro, forse. O forse la questione è molto più interessante di così. Perché il caso di Niu Lai, film d’animazione che ha conquistato i botteghini cinesi andando ben oltre ogni più rosea – e ragionevole – aspettativa, è a suo modo unico. Unico sì, anche se si lega a tematiche che abbiamo affrontato ampiamente negli ultimi anni.

Perché no, questa non è solo la storia di un film che si trasforma in cult per un eccesso di demeriti come si potrebbe dire per esempio del famigerato Alex l’Ariete con protagonista Alberto Tomba, perla della cinematografia italiana alla quale dedicammo un pezzo qualche tempo fa.

No, Niu Lai è un’altra cosa.

È un film brutto e con una trama a dir poco povera, tanto da ricorrere a uno degli escamotage narrativi più pigri che un autore non dovrebbe mai concedersi. Brutto e pure fatto male, con un budget molto limitato che pesa non poco nella carente realizzazione tecnica di un film d’animazione dimenticabilissimo.

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Secondo quanto raccontato, tra gli altri, da Cecilia Sala all’interno del podcast Stories, Niu Lai non poteva permettersi nemmeno di stampare delle locandine promozionali. Ogni cinema, allora, si è arrangiato come poteva…

Niu Lai
Credits: The New York Times

… eh, come poteva.

Esageriamo? Macché: è quello che pensano un po’ tutti, stando a quanto si è scritto nelle ultime settimane a proposito di Niu Lai, titolo cinese che potremmo tradurre con qualcosa tipo “Arriva la mucca”. E se n’è parlato eccome, ovunque. In tutto il mondo. Il suo è un successo straordinario che merita alcune riflessioni a corredo.

Una, innanzitutto: quanto sono diventati importanti i meme per il successo di un film

Niu Lai
Credits: Tianjin Yamazaki Film

Ci arriviamo tra poco, ma partiamo dall’inizio.

Niu Lai è un film del 2026 realizzato da Sun Lifang e Xin Yumeng, madre e figlio secondo le informazioni ufficiose trovate da più parti. Lei si è occupata principalmente della sceneggiatura, mentre lui ha curato la parte grafica.

I due, inoltre, hanno doppiato i personaggi principali.

Secondo quanto riportato da più fonti, la lavorazione è stata molto lunga, intorno ai cinque anni.

La storia riguarda essenzialmente un vitellino appena nato che si ritrova a interagire soprattutto con un’allodola all’interno di sequenze dal chiaro respiro onirico.

La fiducia nel progetto, d’altronde, non era esattamente alle stelle. Il Guardian segnala una testimonianza al riguardo: “Il distributore di Niu Lai, secondo quanto riportato dai media cinesi, avrebbe dichiarato che gli fosse stato sconsigliato di distribuire il film a causa della sua scarsa qualità. Decise comunque di andare avanti perché era amico del regista”.

I risultati iniziali sono stati disastrosi: uscito lo scorso 5 agosto, Niu Lai avrebbe incassato un migliaio di euro circa nei primi dieci giorni di programmazione, raccogliendo trecento spettatori in tutto il paese. Il film non aveva avuto praticamente alcun richiamo mediatico prima dell’uscita: nessun tour promozionale, nessuna pubblicità e nemmeno un trailer. Quanto ai poster, avete già visto cosa si sono inventati per promuoverlo in sala.

Poi, però, è successo qualcosa di importante, trasformando un disastro come tanti altri in una fiaba del nostro tempo.

Complici la scarsa qualità dell’animazione e del film in generale, Niu Lai è diventato un trend sui social network con la ripresa dei peggiori frame e meme di vario tipo.

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Ve l’avevamo detto poco fa: quanto sono importanti i meme, oggi.

Nel bene e nel male purché se ne parli, direbbe qualcuno: niente di nuovo, per chi ci segue. E di Niu Lai si è iniziato a parlare parecchio: il film, in poche settimane, è diventato uno dei principali successi della stagione cinematografica cinese, incassando l’equivalente di 2,5 milioni di euro circa. Si tratta, ovviamente, di dati parziali: la diffusione ora capillare di Niu Lai è destinata a far crescere i ricavi nel prossimo periodo.

Giusto per rendere l’idea: il ben più reclamizzato The Odyssey di Nolan, il film più chiacchierato dell’anno, ha incassato 24 milioni di euro circa nel primo weekend di distribuzione in Cina.

Insomma, sono numeri importantissimi per un film che è un vero e proprio underdog del panorama globale. Sarebbe però un errore ridurre la questione a un trend da social network con meme e ironie di vario tipo.

Seppure abbiano giocato un ruolo importantissimo nella prima fase, è giusto sottolineare che Niu Lai si distingua, allo stesso tempo, per una notevole autenticità.

Niu Lai
Credits: Tianjin Yamazaki Film

Già, l’autenticità: è un termine spesso utilizzato a sproposito per parlare di un film quando non viene in mente una definizione più appropriata, ma in questo caso è quella più giusta per circoscrivere i confini di una pellicola che nasce da un evidente sforzo creativo dei due autori. Ed è chiaro: i risultati non sono proprio quelli di un capolavoro, ma Niu Lai è un film con una sua anima. È un film che respira, che trasuda amore per il cinema. Un film che non cerca la perfezione formale in alcun modo, mantenendosi in piedi senza l’ausilio dell’intelligenza artificiale.

La bruttezza di Niu Lai ha quindi giocato, curiosamente, a suo favore. Prima è stata un limite che ha condannato il film all’irrilevanza, poi è diventata il carburante ideale per meme e ironie, infine qualcosa di diverso: il segno evidente di un’opera imperfetta, sì, ma umana. E questo l’ha reso molto più riconoscibile.

D’altro canto, si sta arrivando rapidamente a una saturazione dei feed sui social network con la cosiddetta “sbobba AI”, spesso vista come bella da vedere ma senza anima. Soprattutto, replicabile all’infinito e senza grandi sforzi. Non un supporto alla creatività, bensì il suo svilimento. E non occorre sostenere che un’immagine generata dall’intelligenza artificiale sia migliore o peggiore per riconoscere che qualcosa, nella nostra percezione, sta cambiando. In un momento nel quale produrre immagini credibili è diventato sempre più semplice, sapere che dietro un’opera ci sono anni di tentativi, errori e lavoro umano può diventare parte del valore che le attribuiamo. Persino quando il risultato, come nel caso di Niu Lai, è tutt’altro che impeccabile.

Niu Lai, così, si distingue. Le immagini sono brutte, e proprio perché sono brutte rappresentano qualcosa di diverso rispetto all’invasione di contenuti che subiamo ogni giorno.

L’ha ben sottolineato l’ANSA in un articolo del 18 agosto:Il film è stato anche adottato come simbolo di resistenza all’animazione IA, giudicata da molti sterile, piatta, ripetitiva e senz’anima”.

Niu Lai, tuttavia, non nasce come un manifesto contro l’intelligenza artificiale: è una parte del pubblico ad avergli attribuito questo significato, trasformando le sue evidenti imperfezioni in una sorta di certificato d’origine.

Dietro quelle immagini, al di là di tutto, c’è sicuramente qualcuno. E di questi tempi non è mai scontato.

Se a questo si aggiunge il fatto che il film abbia creato, involontariamente, un evento collettivo capace di riunire sullo stesso argomento, allo stesso tempo, una comunità numericamente molto significativa, ricordandoci quanto possa esser bello parlare di una pellicola con qualcuno dopo averla vista in sala e quanto sia importante farlo all’interno dell’esperienza complessiva di visione, il cerchio si chiude.

Il film è diventato un evento perché migliaia di altre persone hanno sentito il bisogno di vederlo, commentarlo, deriderlo e discuterne insieme.

In un’epoca dominata dalla fruizione individuale e da contenuti infiniti, è di per sé un merito notevole.

Poco conta, allora, se in patria c’è qualcuno che teme una tendenza del cinema a rincorrere i fenomeni mediatici del momento al di là del loro valore creativo: Niu Lai è un film che ha vinto una scommessa pressoché impossibile, scrivendo a modo suo una bella storia di questo 2026.

È un film che ha fatto cinema, sul serio. Male, ma con passione.

Antonio Casu