ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sul film The Dink – Mago del pickleball!!
Ogni settimana migliaia di lettori ricevono i nostri consigli su cosa guardare.
Scopri come →Vuoi smettere di perdere tempo a cercare una serie da vedere?
Trova quella giusta per te →Non sai che serie iniziare?
Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Intorno al 2020, fiumi di persone con la racchetta in mano si sono riversate sui campetti di mezza Italia, presi da una curiosa smania di giocare. A tennis? No, lo sport del momento era il padel – una forma bizzarra di un tennis piegato a regole e spazi completamente diversi – e lo è stato per molto tempo. Questa “nuova” disciplina ha preso piede durante il periodo dei vari lockdown, contagiando un po’ tutti e dando vita a veri e propri focolai di appassionati. Il padel è uno sport che ha parlato a una platea eterogenea, in grado di fare concorrenza al tennis. Ed è proprio qui che si è aperta la faida tra i cultori del tennis, pronti a difenderne il primato, e gli appassionati di padel. The Dink gioca su una rivalità simile e ci regala una commedia sportiva in cui possiamo identificarci.
Uno degli sport più in voga nei circoli degli Stati Uniti è il pickleball, un gioco che mette insieme elementi del tennis, del padel, del badminton e del ping pong. Un po’ come il padel da noi, il pickleball negli Stati Uniti ha dato il via a una vera e propria mania. Ci giocano un po’ tutti: appassionati di tennis che non sono riusciti a ritagliarsi spazio in quel campo, atleti a riposo, nuovi appassionati, frequentatori di circoli, uomini e donne che ne hanno fatto il proprio hobby da dopolavoro. Insomma, le richieste sono diventate sempre più numerose e i campi da pickleball rischiano di spodestare quelli da tennis.
The Dink – Mago del pickleball non è l’unico film che affronta l’argomento.
Pickleball Pete e Pickleball sono due film del 2026 con una trama simile a quella di The Dink. Ma questa presenza così improvvisa nel mondo delle produzioni televisive ci dà un’idea di quanto effettivamente questo sport si stia sviluppando sempre di più tra la massa. The Dink – Mago del Pickleball è un film di Apple TV diretto da Josh Greenbaum (che sta lavorando a Balle Spaziali 2) e prodotto da Ben Stiller (che interpreta anche un personaggio secondario). È una commedia spassosa, leggera, autoironica, che si inserisce in un catalogo di titoli sportivi che finora hanno funzionato (basti pensare a Ted Lasso, che sta per tornare, ma anche alla meno celebre Stick con Owen Wilson). La trama non presenta nulla di estremamente originale.
Dusty Boyd (Jake Johnson, il celebre Nick Miller di New Girl) è un ex giocatore di tennis di grande talento, finito a fare l’istruttore nel circolo di suo padre. La sua carriera sportiva è stata stroncata da un infortunio (che poi scopriremo essere abbastanza singolare) rimediato durante una partita contro il coetaneo Andy Roddick, poi numero uno al mondo nel ranking ATP (sì, è proprio lui in persona). Dusty vive così di ricordi e del fulgore dei vecchi trofei, cercando di dare di sé l’immagine di un vincente. A tarpargli ali ed entusiasmo è l’esigente e ambizioso padre Chuck (Ed Harris), deluso dal declino sportivo del figlio e determinato a difendere la “superiorità” del tennis rispetto a qualsiasi imitazione. All’interno del club che dirige sono infatti sempre più pressanti le richieste per partite di pickleball. Per Chuck diventa quindi una questione personale.
Il tennis è uno sport vero, per giocatori dotati di talento e tecnica, eredi di una tradizione centenaria.
Il pickleball, come il padel o il ping pong, è considerato invece alla stregua di un gioco. Un hobby accessibile a tutti, per il quale non servono talento, ore di allenamento e perfezionamento della tecnica. The Dink – Mago del Pickleball diventa quindi una partita all’ultimo colpo tra due fazioni contrapposte: quella dei cultori del tennis e quella degli appassionati del pickleball. Ogni fazione ha il suo campione, perché il futuro del circolo si deciderà in un match 1vs1. Dusty non è la scelta di suo padre. Chuck non si fida del talento del figlio, per il quale ha una considerazione piuttosto bassa da quando ha perso il suo match più importante in gioventù. Così gli preferisce un tennista del circolo, relegando Dusty a un ruolo del tutto marginale, ruota di scorta della scuderia Boyd.
Su consiglio del medico (un simpatico Ben Stiller), il ragazzo si avvicina al pickleball per riprendere dimestichezza con la racchetta e riportare il suo polso alle condizioni normali. Dusty si approccia a questo nuovo gioco con grande scetticismo e tanti pregiudizi. Lui, tennista di razza, non sopporta l’idea di poter essere sconfitto su un campo da pickleball, dove non hanno racchette vere e giocano con regole stravaganti. The Dink è però una commedia che racconta un percorso di redenzione attraverso lo sport. Per cui la visione ristretta di Dusty si allarga un po’ per volta, grazie anche alle sue nuove compagne di pickleball. Mary Steenburgen, premio Oscar nel 1980 per Una volta ho incontrato un miliardario, è l’altro grande volto di The Dink. Il suo personaggio si chiama Candace, è una giocatrice over60 che è stata bandita dal club perché non è una tennista “pura”.
Sarà lei a introdurre Dusty nel mondo del pickleball.
Competitiva, lucida, esperta, Candace diventerà un nuovo punto di riferimento per il giovane protagonista che, infatti, ne subirà il fascino. The Dink però non ci propina la solita deviazione amorosa. Pur dopo il goffo tentativo di approccio di Dusty, quella tra lui e Candace rimarrà una coppia solo nel gioco. In The Dink trionfano l’amicizia e i legami autentici. Legami che consentono ai personaggi di cambiare il proprio punto di vista sulle cose. La partita finale tra Dusty, campione di pickleball, e la stella del tennis Andy Roddick è la classica occasione di rivalsa dello sconfitto che si riappropria del suo talento e vince sul campo (e fuori). Il finale di The Dink si abbandona all’ironia (anche autoironia) e stempera le tensioni. Tra padri e figli, tra tennisti e giocatori di pickleball, tra avversari e compagni.
Ciò che il film Apple TV vuole mettere al centro non è tanto la faida tra due sport diversi e tra due modi distanti di vedere lo sport. È una battaglia tra pregiudizi e una visione più larga delle cose. Un invito a cercare davvero la propria identità sul campo, liberi dalle pressioni dei genitori e di chi osserva. Il tennis, il pickleball, lo sport in generale, sono solo un mezzo. Il cuore del gioco è sempre la persona, con le sue insicurezze e la paura di esprimersi in tutta la propria unicità (qui ci sono 9 importanti serie sullo sport che piacciono proprio a tutti). The Dink, come suggerisce il titolo, non è uno smash potente che chiude la partita e lascia esterrefatti gli spettatori. È piuttosto un tocco morbido che prende alla sprovvista l’avversario e strappa un sorriso complice al pubblico.








