Quali sono i migliori film usciti ad Agosto 2026? Scopriamolo insieme con un nuovo appuntamento dedicato alla nostra classifica di fine mese
Ormai l’appuntamento è diventato abituale. Al termine di ogni mese, infatti, dedichiamo una classifica approfondita ai migliori film usciti in Italia tra trame, spunti d’interesse e qualche parere sparso. Anche stavolta, la classifica dedicata ai migliori film usciti ad Agosto 2026 terrà in considerazione vari fattori: non solo i valori assoluti delle pellicole prese in esame, ma anche una certa varietà nel combinare titoli internazionali e italiani – spesso snobbati dalla critica in classifiche di questo tipo e bisognosi di visibilità blockbuster provenienti dallo streaming e grandi franchise capaci di attirare un pubblico importante. L’autorialità, poi, sempre al centro dell’attenzione.
Insomma, la classifica è sempre complessa: la platea è talmente ampia da rendere pressoché impossibile ricercare un’oggettività che metta in ordine i film, ed è doveroso allo stesso tempo offrire al pubblico di Hall of Series Discover una selezione variegata che possa venire incontro ai gusti di tutti.
Anche questo mese non mancano, in ogni caso, le sorprese. È il momento di entrare nel vivo e scoprire Migliori Film usciti ad Agosto 2026
10) The Dog Stars – Le stelle dopo la fine
Credits: 20th Century Studios
C’è un momento, guardando l’ultimo lavoro di Ridley Scott, in cui si percepisce con chiarezza la mano di un maestro che sa ancora costruire mondi credibili, capaci di respirare attraverso ogni singola inquadratura, anche quando quel mondo è la carcassa di un’America devastata da una pandemia letale. The Dog Stars segue Hig, ex pilota civile rimasto quasi completamente solo dopo l’epidemia, e Bangley, ex marine indurito dalla sopravvivenza, mentre affrontano minacce esterne aggrappandosi alla flebile possibilità di una vita migliore oltre i confini del proprio rifugio. Il cast, capeggiato da Jacob Elordi affiancato da Josh Brolin, Margaret Qualley e Guy Pearce, si muove in un’ambientazione fotografata con quella capacità unica che possiede un regista come Scott.
Ma è proprio qui che il film comincia a scricchiolare: la trama si sfilaccia progressivamente, Hig viene accantonato troppo spesso a favore di un’azione che non aggiunge nulla di nuovo al genere, e Elordi fatica visibilmente a reggere il peso emotivo richiesto nei momenti più drammatici, lasciando che sia il cane Jasper, quasi per paradosso, a rubare la scena con più naturalezza di lui. Per questo, il risultato è di una pellicola che finisce per somigliare troppo a opere che hanno già raccontato la stessa storia con più originalità.
Restano notevoli l’attenzione tematica sull’accettazione della perdita e sul dover imparare a lasciare andare il passato. Una riflessione che risulta quasi profetica se applicata allo stesso percorso creativo recente di Scott, ormai ottantottenne e ancora capace di costruire immaginari potenti anche quando la scrittura non lo accompagna con la stessa forza. Apprezziamo le intenzioni, la fotografia, l’ambizione di fondo, ma non possiamo negare che il regista sembri aver smarrito, negli ultimi anni, quella lucidità narrativa che un tempo lo rendeva imbattibile. Ed è per questo che The Dog Stars si guadagna un decimo posto che riconosce i meriti tecnici senza poter ignorare i limiti evidenti di una storia raccontata sottotono.
9) Limoni a Varsavia
Credits: Bronx Film
Nona posizione per una pellicola che mette al primo posto una leggerezza rara. Un modo delicato di raccontare l’amicizia tra due cugini italiani emigrati in Polonia, Nicola e Giuseppe, proprietari di un ristorante ormai in crisi nel centro della capitale polacca. Bruno Colella costruisce un road movie che attraversa l’Europa a bordo di due Harley Davidson, un viaggio nato dalla disperata necessità di salvare l’attività di famiglia ingaggiando un grande chef televisivo o il leggendario re della pizza napoletana per rilanciare il locale con eventi esclusivi.
Quello che rende il film piacevole, senza mai pretendere di essere altro da ciò che è, è proprio la naturalezza con cui Roberto De Francesco e Ninni Bruschetta restituiscono la dinamica tra due caratteri opposti, uno più istintivo e affettuoso, l’altro più razionale e diffidente, capaci comunque di sostenersi a vicenda in ogni tappa del percorso. Il viaggio si trasforma progressivamente in un pretesto per raccontare la nostalgia di chi vive lontano da casa.
Quell’identità italiana che continua a viaggiare nel sangue anche dopo vent’anni di lontananza, incarnata simbolicamente da una piccola pianta di limoni portata con sé quasi per caso. Limoni a Varsavia non cerca di essere più grande di ciò che è, e proprio in questa scelta trova il proprio equilibrio. Una commedia semplice, capace di intrattenere lasciando qualcosa. Che usa il cibo come lingua universale tra nord e sud, tra chi parte e chi resta, restituendo alla fine dei conti una favola on the road capace di scaldare il cuore senza mai pretendere di cambiare la vita a chi la guarda.
8) Robin Hood – Il prezzo del sangue
Credits: Lyrical Media e Ryder Picture Company
Difficile immaginare un Robin Hood più lontano dall’immaginario romantico che ci hanno consegnato decenni di adattamenti cinematografici, e Michael Sarnoski, già autore del sorprendente Pig con Nicolas Cage, sceglie deliberatamente questa strada per il suo racconto. Hugh Jackman veste i panni di un Robin ormai anziano, segnato da decenni di violenza e sangue versato, gravemente ferito dopo quella che credeva essere la sua ultima battaglia, accolto e curato da Suor Brigid priora di una comunità isolata che lo costringe a confrontarsi con i fantasmi del proprio passato e con la distanza incolmabile tra la leggenda costruita attorno al suo nome e la verità della sua esistenza.
Robin Hood – Il prezzo del sangue mette al primo posto un’oscillazione costante tra due anime opposte: la brutalità action e la meditazione sulla redenzione. Ed è proprio questo aspetto rendere il film meno coeso di quanto le ambizioni dichiarate lascerebbero sperare. Eppure, nonostante questi squilibri di ritmo, Robin Hood – Il prezzo del sangue riesce comunque a colpire chi accetta di avvicinarsi con pazienza a un’atmosfera compassata e a un ritmo volutamente lontano dall’avventura spensierata. Non è un film per tutti. Ma per chi accetta la sua natura, resta una pellicola godibile che spicca in un agosto che non ha dato troppe soddisfazioni.