Nelle settimane in cui ondate di spettatori stanno sfidando il caldo per convogliare nei cinema ad assistere al mitico viaggio di Ulisse verso Itaca, c’è un altro percorso – sotteso a quello dell’eroe greco – da rivivere e celebrare. Il percorso che ha portato Cristopher Nolan a realizzare un’opera del genere. A concepire l’idea stessa di poter adattare uno dei capisaldi dell’epica mondiale. L’Odissea rappresenta un punto d’arrivo importante nella carriera del regista britannico (e qui trovate la nostra recensione). Il culmine di una scalata incredibile, che negli ultimi tre anni ha vissuto il proprio apice, dall’oscar per Oppenheimer a questo gigantesco kolossal.
Ma come ci è arrivato Nolan all’Odissea? O meglio, come ci è arrivato a realizzare – con apparente scioltezza – una versione tanto magistrale dell’Odissea? La celebrazione di questo magnifico film deve passare – per forza di cose – anche dalla celebrazione di una carriera pazzesca. Dall’esaltazione di un lavoro che ha cambiato volto al cinema contemporaneo. Proprio come Ulisse, col suo multiforme ingegno Cristopher Nolan ha potuto compiere il proprio viaggio, facendosi lui stesso mito e regalandosi una delle più grandi imprese viste negli ultimi anni sul grande schermo. La realizzazione di un percorso incedibile, in cui Nolan ha sempre messo al centro il proprio cinema.
E dopo l’impresa cosa succede? Dopo L’Odissea cosa resta di questo incredibile viaggio? Anche questa è una domanda da porsi, perché una volta arrivati in cima si può ricominciare a scendere con calma, oppure godersi la vista mozzafiato così faticosamente sudata. E immaginare che direzione prenderà il viaggio di Nolan è un esercizio davvero molto stimolante.
Il viaggio di Nolan: la forgiatura del mito
Per comprendere le ragioni di un viaggio occorre partire dal suo principio. Le prime fasi del cinema di Cristopher Nolan sono già esemplificative di tutto ciò che sarebbe venuto dopo. Nei suoi primissimi lavori il regista britannico pone le basi di quella che sarebbe stata la sua cifra estetica e narrativa. La costruzione frammentata della trama, l’attenzione verso la costruzione identitaria dei personaggi e il focus su tematiche come la memoria e il tempo che contribuiscono a personalizzare – secondo la percezione dei protagonisti – il racconto.
Following è il film – ampiamente rivalutato a posteriori – che regala un primo assaggio del cinema di Nolan. Sono però i due lavori successivi a solidificare le prime basi solide del suo viaggio. In Memento e Insomnia troviamo in fieri i germogli di quelle che saranno le colonne portanti del cinema del regista: la gestione non lineare del tempo, la percezione personale della realtà, la costruzione dell’identità tramite l’ossessione e l’illusione. Questi due film non solo plasmano la sua identità, ma permettono a Nolan di arrivare al grande pubblico. Così – da questo momento – il viaggio del regista prende due strade parallele e complementari: da una parte il lavoro su Batman, dall’altra l’esaltazione della sua cifra autoriale.
Credits: Newmarket Films
Il cavaliere oscuro e i grandi successi di Nolan
La trilogia del cavaliere oscuro rappresenta il battesimo di Cristopher Nolan nel cinema pop. Il regista britannico prende un personaggio di assoluto culto e gli ridà nuova vita. Lo cala nella sua dimensione autoriale, riscrivendo in via anticipata i canoni di un genere che di lì a poco sarebbe letteralmente esploso. Nel frattempo l’autore lavora ad altri progetti e regala al pubblico The Prestige e soprattutto Inception. Quest’ultimo è il film che svela tutta la potenza del cinema di Nolan al mondo.
In due anni, con Il cavaliere oscuro e Inception, Cristopher Nolan raggiunge un momento d’esaltazione pazzesco. Gli spettatori impazziscono per il cinema tanto complesso quanto avvincente dell’inglese, il quale ne approfitta per rilanciare con un’opera ancora più articolata. Alla chiusura della trilogia del cavaliere oscuro fa seguito infatti quella gemma di Interstellar. Un film ambiziosissimo, in cui il regista prova a riscrivere i canoni della fantascienza adattandoli alla sua cifra autoriale e quindi contaminandoli con tutti quegli elementi propri del suo stile.
Man mano che Nolan avanza nel suo viaggio si evidenzia una tendenza davvero interessante nel suo cinema. Il regista spazia tra diversi generi, cercando però sempre di attirarli nella propria sfera di competenza. Il suo è un lavoro che rompe gli schemi della narrativa tradizionale. Non è il suo cinema a doversi adattare a stilemi forti e consolidati, ma è un moto completamente inverso. Nolan porta le sue idee nei vari campi della cinematografia e così facendo regala opere fortemente innovative e soprattutto dalla fortissima impronta autoriale.