4) Scappa – Get Out

L’esordio del regista Jordan Peele fu segnato dalla vittoria di un Premio Oscar per la miglior sceneggiatura dato che questo rientra tra quei film che, per quanto difficili da capire, al debutto vengono acclamati all’unanimità sia dal pubblico sia dalla critica di tutto il mondo. La trama apparentemente lineare ruota sul personaggio di Chris (Daniel Kaluuya), un giovane fotografo afroamericano che sta per passare il weekend fuori città per conoscere i genitori della sua fidanzata bianca, Rose. All’inizio, Chris interpreta l’accoglienza fin troppo calorosa della famiglia come un tentativo imbarazzato di nascondere il disagio per la sua etnia. Ben presto, però, una serie di scoperte sul personale di servizio della villa e sugli eccentrici vicini di casa lo trascinano in un incubo indescrivibile.
Il disagio dovuto alla situazione si percepisce già dalla prima visione, ma è con la seconda che esso si trasforma in puro terrore. Improvvisamente infatti capiamo che i dialoghi tra i bianchi sono in realtà una vera e propria asta di acquirenti che valutano la merce “Chris”. I complimenti rivolti al protagonista sul suo fisico fungono da recensioni sul suo valore, mentre i comportamenti del giardiniere e dei domestici rivelano la scioccante verità del finale. Il colpo di scena definitivo arriva con la scoperta che la famiglia di Rose fa parte di una setta che rapisce persone nere per trapiantare i cervelli di ricchi bianchi anziani nei loro corpi. Insomma tutto diventa perfettamente logico…dopo il rewatch.




