3) Shutter Island

Shutter Island, diretto da Martin Scorsese e con un grande Leonardo Di Caprio nel ruolo del protagonista, è sicuramente uno tra i film più criptici, claustrofobici e difficili da capire e interpretare se lo si vede una sola volta. Un rewatch dunque è quasi d’obbligo se si vogliono unire per bene tutti i puntini lasciati lungo la narrazione. Ma qual è la trama? La ricordate? L’agente federale Teddy Daniels (Leonardo Di Caprio) e il suo nuovo partner Chuck (Mark Ruffalo) sbarcano a Shutter Island, un impenetrabile manicomio criminale sperduto su un’isola, per indagare sulla misteriosa scomparsa di una paziente.
Durante la narrazione noi spettatori veniamo colpiti principalmente dall’atmosfera angosciante del luogo e dalle azioni dei due protagonisti. Di conseguenza non ci accorgiamo minimamente dei comportamenti inspiegabili degli altri attori in campo, come quelli delle guardie che, all’arrivo di Teddy e Chuck sull’isola, sono tesissime e diffidenti. Il fatto stesso che Chuck non sappia usare una pistola dovrebbe metterci in allarme.
E invece anche in questo caso non sospettiamo quasi di nulla, fino al trauma finale in cui scopriamo che Teddy non è un agente federale ma si chiama Andrew, il paziente più pericoloso del manicomio. L’intera indagine è un gigantesco gioco di ruolo orchestrato dai medici per fargli accettare la realtà (ha ucciso la moglie dopo che lei aveva annegato i loro tre figli). Sapendo questo, il secondo rewatch è impressionante, perché ci accorgiamo che tutti intorno a lui stanno recitando e sono terrorizzati da quello che Teddy potrebbe fare da un momento all’altro.




