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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Si è conclusa una serie tv che tra polemiche e scandali ha indubbiamente segnato un’epoca. Creata da Sam Levinson, Euphoria raccontava i vizi e le dipendenze di un gruppo di adolescenti della provincia americana. Da quando è andata in onda per la prima volta nel 2019 si è imposta nel panorama seriale lanciando degli attori che sono diventati delle super star mondiali. La serie ha fatto conoscere al mondo l’immenso talento di Zendaya ed è stata fucina di talenti come Sydney Sweeney, Hunter Schafer e Jacob Elordi, su tutti. Nel corso delle tre stagioni è stato inondato di premi e riconoscimenti importanti e anche l’ultima discussa stagione ha ricevuto sette nomination agli Emmy Awards.
Ora che la serie Tv è finita la domanda sorge spontanea: qualcuno riuscirà a raccogliere la sua eredità?

Uno dei primi elementi che ha mostrato fin da subito quanto questa produzione fosse diversa dalle altre è stata la sua estetica. La fotografia, le scenografie, il makeup, i costumi lavorano insieme per amplificare le emozioni e i conflitti interiori dei protagonisti. La fotografia di Marcell Rév, costruita su luci al neon, viola intensi, luci sature e colori acidi, trasformano i luoghi attraversati da Rue, Nate e gli altri in strani paesaggi surreali e sognanti. Impossibile non ricordare i momenti in cui Rue, dopo aver assunto delle droghe, veniva avvolta in una nebbia viola mentre vagava tra desideri e allucinazioni. Sam Levinson è riuscito a donare un effetto particolare alle immagini anche utilizzando la particolare pellicola Kodak Ektachrome, che era uscita fuori catalogo e che è stata prodotta appositamente per la serie.
Poi c’era il make-up ricco di glitter e colori accesi che definiva l’anima di personaggi come Maddie, Cassie e Jules. Col passare delle stagioni anche i look si sono evoluti e sono diventati più cupi e maturi, mantenendo comunque una cifra stilistica precisa. E infine la musica, al pari della fotografia, amplificava le storie e le emozioni che venivano raccontate sullo schermo. Nelle prime due stagioni è stato il produttore britannico Labrinth a firmare la colonna sonora, creando un mix ipnotico che fondeva cori gospel e musiche elettroniche. La musica amplificava i drammi dei protagonisti, oltre a contribuire a fissare l’identità stilistica di Euphoria. Avvolgente, disturbante ed emozionante la musica è spesso diventata la protagonista in alcune sequenze indimenticabili come il finale della prima stagione nel quale con un numero musicale si descrive la ricaduta di Rue nel tunnel delle dipendenze.
Con la terza stagione, che ha abbandonato le atmosfere adolescenziali ed è diventata un crime thriller, anche la soundtrack si è evoluta. Al timone della colonna sonora si è posizionato Hans Zimmer, che ha preferito un sound più orchestrale e maturo.

Il punto forte della serie tv tuttavia è nelle storie che ha raccontato e che ha tenuto incollati allo schermo migliaia di spettatori.
Senza cliché e con un un estremo realismo ha mostrato i dolori e le inquietudini delle nuove generazioni, smarrite tra interrogativi e dipendenze. Pochi show hanno saputo raccontare così bene la lotta contro le dipendenze e la forza di questo demone che inghiotte e uccide centinaia di giovani ogni anno. Anche se talvolta le storyline sono state un po’ esagerate, per sconvolgere il pubblico e far discutere, ha saputo affrontare con spietato realismo diversi argomenti tabù. La scelta inoltre di soffermarsi sui personaggi, dedicando spesso l’inizio delle puntate ai traumi che li hanno segnati nell’infanzia, ha permesso al pubblico di comprendere le motivazioni dietro le loro azioni. Infine le interpretazioni ottime di un cast ricco di enormi talenti ha contribuito a rendere credibilità a quelle storie. Ciascuno di loro sembrava essere nato per interpretare quel ruolo.
Dietro il grande successo di Euphoria ci sono state anche tantissime ombre: scandali, un set estremamente tossico e continue liti tra gli attori.
Sicuramente a pompare il successo della serie della HBO saranno stati tutti i problemi accaduti dietro le quinte, che hanno fatto discutere gli utenti sui social. Le comparse, che vi hanno lavorato, hanno parlato di turni massacranti di 18 ore e di pasti negati. Inoltre si vociferava che Sam Levinson avesse litigato con Barbie Ferreira e che questo avesse spinto il creatore a ridimensionare la presenza del personaggio in scena, spingendo l’attrice ad abbandonare la serie. La terza stagione poi è stata rimandata più volte, cancellata, riscritta e modificata su pressioni della HBO. Ecco cosa è accaduto tra la seconda e la terza stagione. Infine Labrinth ha ritirato tutta la musica, che aveva realizzato per la stagione finale, a poche settimane dal debutto lasciando intendere di aver discusso con la produzione. Presto potremmo saperne di più, dal momento che è stato rivelato che un documentario ci mostrerà il dietro le quinte della Serie Tv (ecco la data d’uscita e il trailer). Durante la messa in onda sono esplose poi innumerevoli polemiche verso la serie accusata di promuovere l’abuso di droghe tra adolescenti e la nudità.
Questi sono i motivi che hanno reso Euphoria un successo davvero difficile da ripetere. Dubitiamo che nell’immediato futuro un teen drama possa raggiungere i medesimi risultati.

Non sarà facile per una nuova serie tv riuscire a unire generazioni così diverse, spingendole a mettersi davanti alla televisione a seguire le drammatiche vicende dei suoi protagonisti. Euphoria ha conquistato tutti e sui social dopo ogni puntata non si vedevano altro che post riguardanti lo show. In un mondo, come quello di oggi, che è saturo di serie tv, sarà difficile che una produzione riesca a ottenere il medesimo effetto sulla cultura pop. Il successo di questa serie ha influenzato i teen drama che sono venuti dopo, spingendoli ad affrontare anche tematiche più ostiche. Tuttavia nessuno ha avuto il coraggio di osare e competere con l’opera di Sam Levinson, alzando l’asticella e scioccando il pubblico.
Probabilmente anche le rigide regole delle piattaforme di streaming, che concedono meno libertà rispetto alla HBO, metteranno innumerevoli paletti e impediranno agli sceneggiatori di costruire una narrazione di questo tipo. Per seguire i desideri della gen Z, che vuole storie meno cupe e controverse, potrebbero non seguire la scia di Euphoria. Inoltre, quando guardavamo la serie, avevamo l’impressione di guardare una vera opera d’autore capace di competere con i migliori prodotti della HBO. Regia, recitazione e fotografia erano, infatti, indubbiamente di alto livello. I teen drama invece solitamente non puntano molto sulla qualità, anche perché non possono contare su degli alti budget. E poi diciamoci la verità: riuscire a replicare un cast ricco di grandi talenti come quello di Euphoria è davvero difficile. Si è trattato di un unicum nel panorama seriale che difficilmente si ripeterà. E per questo Euphoria ci mancherà terribilmente.







