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Sono passati quattro anni dalla fine della seconda stagione di Euphoria, e nel frattempo tutto è cambiato. Da uno dei teen drama simbolo della nuova televisione sono emersi talenti che si sono rapidamente affermati, diventando tra i volti più richiesti di Hollywood. È successo con Zendaya, inizialmente unica grande star della Serie Tv, e poi con Sydney Sweeneye Jacob Elordi, arrivato persino a una candidatura agli Oscar come Miglior Attore Protagonista.
Molte cose sono cambiate, dicevamo. E questo mutamento ha attraversato tanto il fuori quanto il dentro lo schermo. Perché i quattro anni trascorsi tra la seconda e la terza stagione non sono stati cancellati dalla narrazione. Ignorarli era impossibile, e fingere che il tempo non fosse passato avrebbe tradito ogni credibilità. Bisognava affrontarlo, quel tempo, guardarlo negli occhi. Per questo HBO ha scelto di inglobarlo dentro la stessa Euphoria, costruendo un salto temporale di circa quattro anni. Niente più liceo. Niente più aule, coprifuoco, fughe immaginarie. Rimane soltanto la verità, brutale e deformata, di una vita che ora presenta il conto. E lo fa nel modo più spietato possibile.
Nel corso del primo episodio abbiamo incontrato i protagonisti di Euphoria dopo circa 4 anni. Ma cosa è successo quindi nel mezzo? Cosa è successo tra la seconda e la terza stagione di Euphoria?

Sono passati quattro anni anche in Euphoria. Il tempo è scivolato via come nella realtà, trascinando con sé le prime conseguenze. Nessuno sembra davvero felice. Ognuno, in modo diverso, si ritrova a fare i conti con dolore, responsabilità e cicatrici che non si sono mai rimarginate. La vita non è migliorata, e lo si percepisce da come ritroviamo i protagonisti. Rue, per esempio, è ancora intrappolata nei debiti del passato. Dopo il liceo ha lavorato in un chiosco: nessuna forte ambizione, solo sopravvivenza e il fragile miraggio di una normalità. Ma quella possibilità è stata spazzata via dal ritorno di Laurie, a cui deve 100 000 dollari.
Per saldare il debito, Rue ha iniziato a lavorare come corriere della droga per lei, affiancando a questo incarico anche quello di autista. Nel primo episodio scopriamo inoltre che l’amicizia con Lexi è sopravvissuta al tempo, anche se quest’ultima ignora completamente la vera natura della vita dell’amica. Nel frattempo, Lexi è diventata assistente di produzione della soap opera L.A. Nights e sta cercando di ritagliarsi uno spazio nel mondo del cinema. Nello stesso ambiente si muove anche Maddy, che ricopre il ruolo di manager per attori e influencer. Le loro vite ci vengono appena accennate, tratteggiate senza entrare davvero nel dettaglio, lasciando sospesa ogni possibile evoluzione.
Una cosa però è certa: Maddy non ha più alcun rapporto con Cassie e Nate, che scopriamo essere ancora insieme. Non si sono mai lasciati dopo il liceo e ora sono persino prossimi al matrimonio. Nate ha preso in mano l’azienda del padre, sostenendo ogni spesa e mantenendo una lussuosa villa insieme a Cassie, la sua promessa sposa. Lei, priva di un lavoro stabile, ha scelto OnlyFans come fonte di guadagno per potersi permettere il matrimonio che ha sempre voluto e per cominciare a contribuire alle spese dopo aver tentato una carriera sui social. Rimane invece fuori campo Jules, mai mostrata in questo episodio. Secondo quanto racconta Lexi, la sua vita avrebbe preso una direzione completamente diversa: oggi sarebbe una sugar baby.

Anche il destino di Fezco viene finalmente svelato. Sappiamo perché il suo volto non potrà più apparire nella Serie Tv, ma Euphoria sceglie di non cancellarlo. Al contrario, decide di concedergli una forma di sopravvivenza narrativa, lasciandolo esistere oltre l’assenza. Fezco è vivo, ma condannato a trent’anni di carcere.
Questa verità emerge durante l’incontro tra Rue e Lexi. È proprio Lexi a rivelare la distanza che si è creata: ha smesso di rispondere alle sue chiamate, nascondendosi dietro scuse e silenzi. Non è stata una rottura improvvisa, ma un lento allontanamento, una scelta lucida, forse necessaria, per tagliare via ciò che faceva troppo male.
I quattro anni che separano la seconda dalla terza stagione – adesso disponibile su Sky e in streaming su HBO Max e NOW – restano, in parte, avvolti da un’ombra di incertezza. I passaggi che hanno condotto i personaggi fin qui non sono sempre nitidi, come se mancassero frammenti essenziali di un mosaico ancora incompleto. Conosciamo a fondo la caduta di Rue, ma il percorso degli altri rimane sfocato, sospeso.
Eppure è proprio in questa mancanza che si nasconde la promessa più potente. Perché ciò che oggi appare come una cornice incompleta potrebbe presto trasformarsi in un quadro devastante e definitivo. Il tempo, in Euphoria, non si è limitato a passare. Ha scavato. Ha distrutto. E adesso pretende di essere raccontato fino in fondo.






