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Don Matteo 13 – La Recensione della sesta puntata: l’inizio di una nuova era

Un ex carabiniere delle forze speciali. Ecco chi è il nuovo Don Matteo. Dopo averci lasciato sulle spine, la quinta puntata ha chiarito ogni dubbio. Ora sappiamo che il parroco che Terence Hill ha interpretato per oltre vent’anni sta bene e sta continuando a fare del bene. Raoul Bova, invece, sembra essersi calato perfettamente nella tonaca, a partire dalla nuova sigla, in cui sfreccia disinvolto sulle due ruote a motore. Anche la relazione tra il maresciallo e il nuovo don si fa interessante. All’inizio reticente, Cecchini decide di dargli una possibilità invitandolo a giocare a scacchi. L’alternativa, in fondo, è lavorare per davvero. Così Nino rispolvera la scacchiera e, finalmente, ammette il significato di quelle lunghe partite con il parroco: aggirare le regole per parlare delle indagini (confidenziali) e lasciare i casi a qualcuno più qualificato, cioè un prete. E ora che quello nuovo è davvero qualificato, essendo un ex carabiniere, il maresciallo non può non approfittare dell’occasione. Proprio adesso che ha trovato qualcuno più scarso di lui a giocare a scacchi. Don Massimo è quindi l’anti Don Matteo. E funziona! Anche il pubblico di Rai 1 sembra aver apprezzato la gestione dell’uscita di scena della vecchia guardia e l’ingresso della nuova. Un passaggio di testimone tanto atteso, eseguito nel modo migliore che ha saputo introdurre la novità nella tradizione. Nonostante le minacce di abbandonare la visione da parte degli ultras del parroco interpretato da Terence Hill, l’episodio dell’ingresso di Bova ha radunato una audience maggiore: 6.486.000 spettatori (share 31,14%). Come San Tommaso, però, non ci abbiamo creduto finché non l’abbiamo visto con i nostri occhi. Ora possiamo ammettere che Don Matteo senza Don Matteo è possibile. Una sostituzione riuscitissima avvenuta con una sola puntata: un piccolo miracolo televisivo. La nuova era religioso-investigativa è dunque iniziata. Vediamo cosa è successo nel sesto episodio di Don Matteo 13, intitolato L’innocente, trasmesso giovedì 5 maggio su Rai 1 e in streaming su RaiPlay. Una puntata iniziata con una citazione decisa e moderna, proprio come la nuova colonna sonora e il nuovo parroco di Spoleto:

È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.

Albert Einstein

L’innocente (13×06)

Don Matteo 13x06

La chiesa di Sant’Eufemia è vuota. Peccato che gli abitanti di Spoleto non si fidino ancora del nuovo parroco. In paese hanno addirittura organizzato una raccolta firme per destituire l’impostore e far tornare Bondini! In pochi hanno accettato l’abbandono di Don Matteo. In effetti anche noi eravamo scettici, ma ammettiamolo: ‘sto Don Massimo non è per niente male. Diamogli almeno un momento per ambientarsi. Non ha fatto in tempo a insediarsi che ha già ucciso il marito di una donna nel primo mentre nel suo secondo episodio si è beccato un’estrema unzione con confessione in punto di morte per omicidio seguita da un’esplosione con finta vittima. Senza contare l’ostilità di Natalina. È vero che Don Massimo non è Don Matteo, ma è un bene. Invece di rimpiazzarlo con una copia esatta, hanno optato per un anti Don Matteo. In più questo qui ha anche una memoria prodigiosa, è molto amico dell’originale, è un ex carabiniere, è sempre presente quando accade una sciagura e si sposta comunque su due ruote. Insomma, non potevamo sperare in un sostituto migliore. Eppure Pippo e Cecchini, per ora, sembrano essere gli unici sostenitori.

Natalina (Nathalie Guetta) è sul piede di guerra. Don Massimo si rifà il letto da solo, stira, fa le lavatrici, si fa il caffè da solo, è ordinato e svolge il suo compito a dovere. Un vero disastro per Natalina che sta sfiorando l’orlo della depressione perché si sente una perpetua inutile. Passi la sostituzione del protagonista che fa pure le pulizie, ma non sarebbe la fiction prodotta dalla Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction se non ci fossero gli equivoci. E quelli della quinta puntata sono a dir poco scabrosi. L’aspetto fisico del nuovo prete desta non pochi sospetti. E così, un abbraccio di consolazione con Alice, la figlia di una vittima, aumenta addirittura l’astio tra i suoi detrattori. Angese Martelli è la prima vittima di questa nuova puntata. O almeno così sembra. Cioè quella che prima di morire ha confessato al prete l’omicidio di Alice Barbagallo, per il quale è stato accusato suo marito che è in carcere da cinque anni. La figlia del presunto innocente e di Alice, Stella, è un tipetto combattivo, ma bisognoso di aiuto: pane per i denti di Don Massimo. Ma il nuovo parroco è acuto e non si fa ingannare dai numerosi depistaggi. Sa leggere gli indizi prima dei carabinieri che instrada sulla retta via. Quella per risolvere il caso, ovvio.

Lui, lei, l’altra

Don Matteo

Io e Valentina ci siamo baciati.

Il seme del poké ha dato i suoi frutti. Nel quinto episodio Valentina Anceschi (Emma Valenti) e Marco Nardi (Maurizio Lastrico) si sono baciati nell’esatto momento in cui Anna Olivieri (Maria Chiara Giannetta) ha deciso di dichiarare il suo amore al PM. Valentina cinguetta come un usignolo a tal punto che Cecchini (Nino Frassica), insospettito, si mette a frugare tra le sue cose trovando una “maglietta strana con i diavoli, Renato Zero e i Ki 44” (traduciamo per i più giovani: una semplice maglietta dei Kiss). Questo significa che Cecchini avrà il suo gran bel da fare anche in questa puntata, cioè capire con chi esce la sua nipotina. E anche questa volta il caso di omicidio lo risolverà Don Massimo. Ma non prima di aver fatto la voce grossa con il nuovo arrivato, redarguendolo subito per il vizietto di ficcanasare: “ma lei chi si crede di essere, Don Matteo?“. Il maresciallo, acuto come sempre, si convince che Anna e Marco siano tornati insieme, contribuendo a far ingelosire Valentina e a creare la solita cascata di casini. Anche tra Greta Alunni (Giorgia Agata) e Federico Limoni (Mattia Teruzzi) la tensione iniziale si risolverà con un lieto fine. Le maniere forti del nuovo prete sono un toccasana per l’irascibilità di Federico, il quale non ha bisogno di clessidre, ma del duro lavoro dei campi e di un prete moderno che combatte contro i pregiudizi. La ragione e il beneficio del dubbio vengono prima della fede, anche davanti a una prova schiacciante come il Fentanyl, rinvenuto nel cassetto di Limoni.

Magalli vescovo subito

Don Matteo Giancarlo Magalli

Il cameo di Giancarlo Magalli nei panni del vescovo è imperdibile. E così entra in scena il nuovo amico e confidente di Don Massimo che risolve i suoi dubbi con il classico degli escamotage all’italiana dello scaricabarile: “parla con Dio, lui saprà cosa consigliarti”. Alla fine ogni equivoco, dilemma e pregiudizio verranno risolti. Perfino Natalina decide di dare una possibilità al nuovo don, difendendolo contro le malelingue del paese e riportando le pecorelle all’ovile. A patto che Don Massimo le lasci stirare le camicie. E infine, l’ultimo gesto simbolico: gli scacchi lasciano il posto a un nuovo gioco, la briscola.

Non è come Don Matteo però se la cava.

Natalina

La versione 2.0 della fiction più longeva della Rai funziona anche senza il suo volto storico. Nel giro di una sola puntata il vecchio ha fatto largo al nuovo senza creare frizioni, prenderne il posto e senza uccidere nessuno. Cioè nessuno dei protagonisti, ovvio, perché gli abitanti umbri continuano a morire come mosche. Riuscirà Don Massimo a conquistare il cuore di Spoleto? Per saperlo dovremo pazientare una settimana in più. La prossima puntata, infatti, slitta alla settimana seguente per via dell’Eurovision Song Contest. Ci ritroviamo in prima serata su Rai 1 e in streaming su RaiPlay alle 21.25 martedì 17 e giovedì 19 maggio per la settima e ottava delle dieci puntate di Don Matteo 13, ormai senza Don Matteo.

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