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Democracy: il GDPR non è mai stato così vicino a un thriller politico

Se qualcuno provasse a vendervi un film dicendo che parla della costruzione di una normativa europea sulla protezione dei dati, probabilmente non pensereste subito a un thriller. E invece è esattamente la sensazione che riesce a creare Democracy: trasformare regolamenti, negoziati e corridoi istituzionali in una storia di potere sorprendentemente tesa.

Democracy di David Bernet, documentario sulla nascita del GDPR riproposto a IDFA 2025
Democracy di David Bernet racconta dall’interno la lunga battaglia politica dietro alla protezione dei dati in Europa.

Democracy di David Bernet, realizzato nel 2015 e tornato ad Amsterdam nel programma dell’IDFA 2025, segue dall’interno il lungo percorso politico che porterà alla definizione del GDPR, trasformando quello che sulla carta sembra un argomento tecnico in una storia fatta di pressioni, compromessi, interessi economici e battaglie ideologiche.

Al centro troviamo Jan Philipp Albrecht, il politico tedesco incaricato di accompagnare il regolamento attraverso un sistema europeo fatto di parlamentari, lobby, attivisti per i diritti digitali, funzionari e grandi aziende. Ogni parola conta, ogni modifica può cambiare l’equilibrio della legge e ogni concessione rischia di diventare una vittoria per qualcuno e una sconfitta per qualcun altro.

Quando Bruxelles sembra una serie politica

È questo l’aspetto più sorprendente del film: la velocità con cui riesce a farci dimenticare di stare guardando un documentario sulla legislazione europea. Democracy non dà quasi mai la sensazione di assistere a una lezione di diritto. Al contrario, sembra di osservare una partita giocata dietro porte chiuse, con alleanze provvisorie, pressioni esterne e conseguenze che riguarderanno milioni di cittadini.

Il GDPR, che oggi percepiamo quasi come una presenza naturale della nostra esperienza online, nel film torna a essere qualcosa di incerto, combattuto e tutt’altro che inevitabile. Chi deve controllare i nostri dati? Quanto potere possono avere le grandi aziende? E fino a che punto le istituzioni europee sono davvero in grado di proteggere i cittadini quando gli interessi economici in gioco diventano enormi?

Visto oggi, Democracy acquista anche una seconda vita. Intelligenza artificiale, profilazione, algoritmi e quantità sempre maggiori di informazioni personali hanno reso la questione dei dati ancora più centrale rispetto a quando il film venne realizzato. È probabilmente anche per questo che la sua presenza nel programma di IDFA 2025 risulta particolarmente interessante.

La risposta del documentario non è mai semplicistica. Mostra piuttosto quanto la politica europea sia fatta non solo di procedure e burocrazia, ma anche di persone, conflitti, interessi e decisioni che possono avere conseguenze molto concrete sulla nostra quotidianità.

Alla fine, Democracy riesce in una piccola impresa: trasformare i corridoi delle istituzioni europee in uno spazio narrativo pieno di tensione. Altro che scartoffie di Bruxelles. Qui la politica europea sembra davvero una serie prestige, con una differenza importante: le decisioni che vediamo prendere non cambiano il destino di personaggi immaginari, ma il nostro.