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5 Film usciti quest’anno al cinema che puoi già vedere adesso su Disney +

Copertina di Rental Family

Perché Rental Family è uno tra i migliori film su Disney +?

Una scena di Rental Family (Cineteca Bologna)

Rental Family – Nelle vite degli altri è un titolo molto diverso dal precedente, ma accomunato dalla stessa attenzione verso persone che stanno cercando un posto nel mondo. Il film di Hikari è arrivato nelle sale italiane il 19 febbraio 2026, ma la produzione è del 2025. È quindi uno di quei titoli che hanno attraversato il confine tra una stagione cinematografica e quella successiva, arrivando tardi al pubblico italiano. La premessa è una delle più curiose della cinquina. Philip è un attore americano che vive a Tokyo e che sta attraversando un periodo di profonda crisi professionale ed esistenziale. Quando trova lavoro presso un’agenzia giapponese specializzata nel fornire “famiglie in affitto”, la sua vita prende una direzione completamente inaspettata. Di fatto, Philip viene pagato per interpretare qualcuno che deve semplicemente essere presente in una situazione nella quale una persona ha bisogno di colmare un’assenza.

Ma proprio qui il film trova la propria idea centrale: quanto è davvero artificiale un rapporto che, pur nascendo da un contratto, finisce per produrre emozioni autentiche? Disney + presenta il film come la storia di un attore che, immergendosi nelle vite dei propri clienti, comincia a stringere legami veri, fino a confondere progressivamente il confine tra recitazione e realtà. La domanda è affascinante, perché Rental Family suggerisce che forse l’autenticità non dipende esclusivamente dalle circostanze nelle quali una relazione nasce, ma da ciò che le persone riescono realmente a costruire. Philip inizia interpretando qualcuno. Ma per farlo bene quel ruolo deve ascoltare, comprendere, osservare. Deve capire le esigenze delle persone che incontra. E nel momento in cui comincia a farlo davvero, la distanza tra “interpretare” e “vivere” diventa sempre più sottile.

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La solitudine è il vero cuore del film

Non si tratta di una solitudine necessariamente evidente. Non quella dell’individuo completamente isolato dal mondo. È una solitudine molto più contemporanea, quella di persone che continuano a vivere, lavorare e interagire con gli altri senza riuscire a costruire legami realmente significativi. Tokyo diventa lo scenario ideale per questo tipo di racconto. Una metropoli gigantesca, affollata, moderna, piena di persone, ma nella quale l’isolamento emotivo può essere comunque profondissimo. Ed è proprio questa contraddizione a rendere Rental Family particolarmente delicato. Il film non giudica chi ricorre a una famiglia a noleggio e non dice che sia triste o sbagliato. Cerca invece di capire perché qualcuno possa avere bisogno di pagare una persona affinché interpreti un ruolo affettivo. In questo senso la pellicola diventa quasi una riflessione sul bisogno umano di presenza.

Brendan Fraser è perfetto per questo tipo di personaggio. La sua interpretazione non punta sull’eccesso, ma sulla vulnerabilità. Philip è una persona che ha perso la sensazione di avere uno scopo e che lentamente ricomincia a trovarlo proprio attraverso gli altri. È interessante che il film non gli offra una soluzione professionale straordinaria, in quanto il suo successo consiste nel ritrovare un senso di appartenenza. Ed è proprio questo a renderlo uno dei migliori film su Disney+ se si cerca qualcosa di diverso dal solito intrattenimento. È un film che non ha fretta di spiegare tutto, che lascia spazio alle situazioni e che utilizza una premessa quasi assurda per parlare di qualcosa di estremamente reale. E forse la riflessione più interessante è proprio questa: a volte non scegliamo le persone che diventano importanti per noi. Semplicemente accade. Anche quando tutto, all’inizio, sembrava soltanto una parte da interpretare.

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