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Dark Matter 2×10 – La Recensione di un finale di stagione che ci ricorda perché questa serie avrebbe tutto per diventare grande

Jason Dessen

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sulla seconda stagione di Dark Matter!!

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La fine di un incubo. L’inizio di un altro. I corridoi del multiverso si sono chiusi, stavolta per sempre. La Scatola, quell’oggetto misterioso che tanto ha fatto penare i personaggi di Dark Matter, è stata distrutta. Niente più viaggi sovradimensionali. Niente più sovrapposizioni quantistiche. Ogni versione rimane bloccata all’interno di un universo, non c’è più possibilità di creare scompiglio attraverso viaggi da una porta all’altra. Sembra una condizione di prigionia, ma in realtà è un atto di libertà. Totale. O totalitaria, dipende dai punti di vista. Il season finale di Dark Matter 2 chiude tutto. E chiudendolo, lo riapre. Perché il cliffhanger finale ci suggerisce che la 2×10 sia una puntata che può chiudere una stagione, ma non una serie.

Ma che cosa è successo nell’epilogo della seconda stagione?

Dopo aver fatto fronte comune, Jason, Blair, Amanda e Ryan concordano un piano. La Scatola si può distruggere, il modo c’è. Come abbiamo visto negli episodi precedenti, non ha senso distruggerla in un mondo, perché questa apparirebbe di nuovo da un’altra parte, in un loop senza fine. L’unico modo per distruggere davvero il passaggio tra i vari multiversi è quello di tornare all’origine. Distruggere la Scatola madre, quella che ha dato inizio a tutto. Quella che si trova nel mondo originario di Jason e Ryan. Dopo un lungo pellegrinare da una dimensione all’altra, finalmente i quattro amici si sono ritrovati per mettere insieme le loro teste e partorire il piano perfetto per tornare al mondo di prima, quello nel quale la Scatola non aveva ancora compromesso nulla.


Blair e Jason nel finale di Dark Matter 2
Apple TV Press

La missione dell’episodio finale di Dark Matter 2 si divide su due piani: Jason e Blair devono distruggere la Scatola originaria, Ryan e Amanda devono portare la cura nel mondo devastato dalla malattia dell’iride nera. Entrambe le missioni vanno a buon fine. L’episodio si prende un po’ di spazio per aumentare la tensione e rendere più complessa del previsto l’operazione dei due gruppi. Ma alla fine, tutti riescono a raggiungere l’obiettivo. Il punto è che non è questo il punto di Dark Matter 2×10. Il pubblico sa bene che, mentre scatta il conto alla rovescia per distruggere il ponte del multiverso, Charlie e Daniela stanno viaggiando a ritroso nella Scatola.

Charlie ha trovato suo fratello Max in una dimensione in cui i Dessen sono felici e affiatati.

Il ragazzo è riuscito a colmare un po’ di quel vuoto che avvertiva dentro ed è pronto a guardare avanti, come gli ha suggerito una delle tante versioni di suo padre. Daniela, con l’aiuto di un altro Jason, è riuscita a trovare suo figlio (e persino a confrontarsi con l’altra versione di se stessa, quella che si è perdonata per il passato). Madre e figlio sono pronti a lasciarsi tutto alle spalle e a tornare a casa, stavolta davvero. Proprio mentre sono nei corridoi della Scatola però, il countdown scocca il suo ultimo rintocco e il multiverso si chiude. Charlie e Daniela restano intrappolati nella Scatola. Noi lo sappiamo, Jason no. Il biglietto lasciato qualche episodio fa da Daniela tra gli appunti di Jason non è stato mai trovato.

Leighton e Jason 2
Apple TV Press

Lui non potrebbe mai sospettare che moglie e figlio si siano incamminati in un viaggio nel multiverso. E questo è il maggiore elemento di tensione narrativa di questo finale di stagione di Dark Matter 2. Il cliffhanger finale, con la camera che si ferma sui visi spaesati e sconvolti di Charlie e Daniela che sono appena piombati in un mondo sconosciuto, apre probabilmente le porte a una nuova stagione. E la domanda sorge spontanea: come faranno i due personaggi a tornare indietro? Jason sarebbe in grado di ricostruire da zero la Scatola? Quale impatto questo potrebbe avere sul resto dei personaggi e sui mondi che hanno visitato?


E poi c’è Leighton.

Dopo aver avuto un confronto molto aperto e sincero con Jason 2, il finanziatore del progetto della Scatola – quello che sembrava animato da idee troppo ambiziose per poter porre fine al suo disegno – ha deciso che è arrivato il momento di farla finita. Di distruggere il lavoro di decenni e di riportare tutto a una sola dimensione. Seppur animato da buoni propositi, Leighton si rende conto che la Scatola ha provocato più danni che benefici. Ed è disposto a distruggerla, una volta per tutte. La sua versione più ambiziosa però, Oluko, non è dello stesso avviso. In Dark Matter 2×10 i due personaggi si scontrano, finché Oluko non sferra un colpo mortale al Leighton originario.

Questo significa che il progetto della Piramide – una Scatola molto molto più grande – va avanti con Oluko. Che infatti, nel finale dell’episodio, sparisce nei corridoi della Piramide per approdare chissà dove. Ci sono quindi troppe questioni rimaste aperte per pensare che Dark Matter possa terminare qui. Una terza stagione si rende a questo punto necessaria. Per questo secondo capitolo invece, è arrivato il tempo dei bilanci. La seconda stagione di Dark Matter ha sacrificato l’azione e la tensione rispetto al capitolo precedente. Al suo esordio, lo show Apple TV ha puntato molto su un intrattenimento fatto di azione serrata, suspence e ritmo accelerato. I nuovi episodi hanno invece rivisto questo concetto.


Charlie e Daniela tentano di tornare a casa
Apple TV Press

Dark Matter è tratta dal libro di Blake Crouch e la prima stagione è una trasposizione piuttosto fedele del romanzo.

Poi la serie ha preso però una strada diversa, autonoma. La sceneggiatura – a cui ha collaborato lo stesso Crouch – ha creato da zero la seconda stagione e, sfilatosi dalle pagine del libro, lo show ha scelto un tono più cupo. Dark Matter diventa così un prodotto molto più riflessivo, molto più lento. La trama è complessa e articolata su più livelli. È difficile star dietro a calcoli quantistici, personaggi che hanno diverse versioni di se stessi e sottotrame che si muovono su più dimensioni. Dark Matter non è certo una serie da guardare con leggerezza e scarsa attenzione. Basta perdersi un passaggio per non afferrare più il filo della trama. La dispersione del racconto è un punto debole dello show. A volte si ha la sensazione di girare in tondo, lontanissimi dalla soluzione.

I personaggi hanno sempre le stesse facce, le stesse acconciature, gli stessi volti imbronciati e non è sempre automatico capire con quale versione di loro stiamo avendo a che fare. Perciò la visione dello show potrebbe essere poco adatta a un pubblico che non ha la pazienza di aspettare e veder avanzare la trama un episodio dopo l’altro. Dal punto di vista dell’intrattenimento, Dark Matter 2 ha rinunciato alla parte spettacolare per affidarsi a un’esplorazione lenta dei singoli personaggi. Ciascuno dei protagonisti, nei nuovi episodi, ha trovato spazio per raccontare il proprio trauma. Daniela e Jason non sono più i coniugi che devono tenere insieme la famiglia contro le minacce delle altre versioni di Jason. Sono due personaggi molto più intricati, più stratificati.

Dark Matter 2 ha esplorato a fondo la psicologia dei suoi protagonisti, entrando nei loro traumi e cercando di capirne le radici.

Daniela incontra Max nel finale di Dark Matter 2
Apple TV Press

Da questo punto di vista, lo show Apple TV ha fatto notevoli passi avanti (oltre a Dark Matter ci sono altre serie uscite nell’ultimo periodo da tener d’occhio). Ci sono interi episodi che scelgono di mettere in pausa la storia principale per concentrarsi sui risvolti psicologici che gli eventi hanno sui protagonisti. Le ossessioni di Jason, il passato traumatizzante di Daniela, le voragini interiori di Charlie, le motivazioni di Ryan e Amanda. Figure che nella passata stagione servivano solo da contorno, diventano qui personaggi tridimensionali che non solo orientano le trame del racconto, ma hanno una sfera emotiva da sviscerare a fondo. Episodi come il quinto – forse il migliore della serie – o come quello dedicato al personaggio di Laurel (Margo Martindale) si dimenticano quasi del tutto della trama principale, ma sono potentissimi sul piano emotivo perché scavano a fondo nella natura di ogni personaggio.


La seconda stagione di Dark Matter ha quindi qualche punto debole nell’impostazione delle trame principali, ma diventa molto intensa quando si occupa della costruzione dei suoi personaggi. La fantascienza, ancor più che nella prima stagione, è solo uno strumento per raccontare le paure e i tormenti dei Dessen e degli individui che li circondano. La parte più movimentata si è concentrata nel finale, il resto ha seguito un andamento molto lento, ma capace di regalare le migliori emozioni di questa serie. Se l’eventuale terza stagione – ancora non confermata da Apple TV – riuscisse a bilanciare bene le due anime, questo show potrebbe rintracciare una fetta di pubblico molto più ampia.