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The One About Matthew Perry – La Recensione della convincente docuserie di Netflix

The One About Matthew Perry

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A tre anni dalla morte dell’attore conosciuto da tutti come Chandler Bing in Friends, arriva il documentario dedicato alla sua vita professionale e anche personale. Mary Robertson crea per Netflix una piccola docuserie, tre episodi piuttosto lunghi che raccontano in maniera dettagliata la complessa esistenza di Matthew Perry. È importante fare un piccolo disclaimer in apertura: se vi aspettate una commovente reunion del cast di Friends, The One About Matthew Perry non fa per voi. Il cast della serie cult anni Novanta, infatti, non fa parte delle interviste che vediamo nel documentario di Netflix, né i creatori di Friends Marta Kauffman e David Crane.

Pare che l’obiettivo della creatrice di The One About Matthew Perry fosse proprio escludere quello che è stato il suo più grande successo per concentrarsi sulla sua vita reale, sulle emozioni personali che l’attore ha portato avanti per l’intera durata della sua vita.

Insomma, il focus è sulla complessità dell’uomo più che sulla versatilità dell’attore che ci ha fatto innamorare del personaggio di Chandler Bing. A parlare, infatti, sono i suoi amici più cari, quelli che sono cresciuti con lui e che lo hanno visto crescere. E soprattutto, è Mia Perry Bowick, sorella di Matthew Perry. 


The One About Matthew Perry
credits: Netflix

La sua è la voce più autorevole e più emozionata, come è normale che sia. Ed è anche la voce che più delle altre sembra voler separare la vita personale dell’attore da quella professionale. I due si portavano circa quattordici anni e Mia Perry Bowick racconta più volte di come Perry fosse un esempio per lei, durante la sua crescita. Nonostante i problemi crescenti di dipendenze, nonostante il tempo “buttato” solamente a lavorare, la sorella di Matthew Perry ammette di avere sempre visto l’attore come un uomo saldo e coerente, divertente e affezionato. Un uomo simpatico a tutti, generoso con tutti e soprattutto molto entusiasta della vita.

Ma quello che vediamo realmente in The One About Matthew Perry è la lenta discesa verso un lato della vita di Perry molto doloroso. I tre episodi sono ben divisi, ben delineati nella loro forma di documentario.

Sono piuttosto lunghi e ci sono alcune parti fin troppo dettagliate che forse avremmo potuto risparmiarci (la descrizione del mausoleo dove è sepolto non era esattamente ciò che ci aspettavamo), ma nel complesso la narrazione documentaristica di The One About Matthew Perry funziona. Coinvolge intensamente, ed è molto facile andare avanti e finire i tre episodi in pochissimo tempo. 

The One About Matthew Perry
credits: Netflix

Nel primo episodio vediamo soprattutto la nascita della carriera di Matthew Perry, dalle serate con gli amici passate a far ridere storcendo la bocca in maniera iconica, per arrivare ai primi lavori in televisione. Boys Will Be Boys, Who’s The Boss?, 240 Robert sono solo alcuni di quelli che vengono citati per raccontare i principi della carriera di Perry che, come obiettivo principale, sembra avere sempre avuto il successo televisivo e cinematografico.


Ad un certo punto, poco prima di arrivare a Friends, per Perry la fama sembra una vera e propria ossessione. Tanto da cambiare umore, già in giovanissima età, di fronte a provini andati male e a progetti non ottenuti. Roger Castillo e David Pressman, amici di infanzia di Matthew Perry, raccontano la foga con cui l’attore si presentava ai provini. Sapeva di essere bravo, sapeva di saper far ridere con naturalezza, sapeva che avrebbe potuto riuscire. Attori a loro volta, gli amici raccontano di un atteggiamento più che altro appassionato di Perry nei confronti della sua carriera.

Citando il suo stesso libro, sembrava che chiedesse a Dio solamente di essere famoso, sacrificando quello che c’era da sacrificare.

Alla fine del primo episodio arriva Friends, arriva il successo. Seppur inaspettato per tutti. La sitcom che alla fine ha reso iconici gli anni Novanta, non aveva nessuna aspettativa di riuscita, quando è stata creata. Né tantomeno il cast che oggi conosciamo così bene si sarebbe mai aspettato tutto quel successo. La parte più emozionante e interessante riguardo Friends in The One About Matthew Perry è quella dedicata al provino stesso di Matthew Perry. Arrivato per ultimo nel cast, proprio quando i creatori non sapevano più come fare. Perry conosceva il ruolo perché i suoi stessi amici gli chiedevano consiglio su Chandler, dato che lo consideravano molto simile a lui.


The One About Matthew Perry
credits: Netflix

Oggi lo sappiamo, Matthew e Chandler sono piuttosto sovrapponibili. Umorismo affilato, movenze divertenti e controllate, intelligenza sfacciata e brillante, generosità spassionata. Forse Matthew non se lo aspettava davvero, ma Chandler era e sarà sempre e solo per lui.

Insomma, la fine del primo episodio è l’apice della carriera di Perry, è il punto d’arrivo della sua vita, quello che aveva sempre voluto sta per diventare realtà. Nel secondo episodio, poi, dopo una piccola digressione sulle sue relazioni e sul consolidamento della serie Friends, arriviamo al dunque. Perry è finalmente un attore affermato, con una certa credibilità nel mondo dello spettacolo. 

Come sappiamo, questo si porta con sé una certa dose di malinconia e di pressione. The One About Matthew Perry divide perfettamente a metà il tempo dei tre episodi, dedicando il primo e un pezzo del secondo alla carriera di Perry e il terzo e un pezzo del secondo alla complessa lotta con le sue dipendenze. Un plauso va fatto al modo in cui Robertson decide di affrontare il tema delle dipendenze. Viene raccontato molto bene di come Matthew Perry fosse sempre stato molto consapevole di quello che stava facendo, delle decisioni che stava prendendo e anche delle conseguenze che si preparava ad affrontare.

I limiti fisici, l’allontanamento dagli amici (anche se solo temporaneo) e poi infine le cattive amicizie. Matthew Perry comincia lentamente a perdere la sua luce, la sua ironia e la sua vitalità.

Per lasciare spazio ad una oscura sensazione di colpevolezza ma anche di risentimento. Mia Perry Bowick, la sorella che è anche terapeuta nella vita professionale, espone molto bene questa sensazione provata dal fratello. Ed è molto bello come venga sottolineato anche il lavoro che Perry fece per la comunità degli AA, piuttosto che concentrarsi solo sul suo problema.  


The One About Matthew Perry
credits: Netflix

Insomma, da The One About Matthew Perry viene fuori molto bene la persona che Matthew Perry era. E non solo l’attore che amavamo già e che, effettivamente, non aveva bisogno di tante altre presentazioni. Manca un po’ la testimonianza del cast di Friends, per il semplice motivo che sarebbe stato interessante comprendere cosa succedeva dietro quella telecamera così patinata. Ma è interessante la scelta di eludere completamente la parte più alta della carriera di Perry, per concentrarsi sulle parti più buie e, infine, letali.

Eppure, da The One About Matthew Perry ne esce anche un uomo generoso, appassionato e divertente che aveva come obiettivo di vita il benessere di chi lo circondava.

E forse la pressione era tanta e sicuramente ha lottato tutta la vita contro se stesso, eppure oggi ci ricordiamo molto altro. È bello come The One About Matthew Perry riesca a sottolineare moltissime cose positive di Perry pur raccontandone anche le ombre più scure. A dimostrazione del fatto che l’uomo vale sempre di più della sua carriera, la persona vale sempre più del personaggio. E anche se Chandler e Matthew si somigliano, Matthew ci mancherà per sempre e Chandler non morirà mai.