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L’Ispettore Coliandro 7×03: Iva Zanicchi e la magica Bologna

ispettore coliandro

Penultima settimana in compagnia dell’Ispettore Coliandro. Penultima settimana dinanzi al dubbio amletico: Coliandro o Chi l’ha visto?

Ovviamente ho di nuovo fatto una scelta e di nuovo la puntata di Coliandro non ha deluso le aspettative. Anche questa volta la presenza di personaggi bolognesi nel cast ha dato colore e ha permesso di apprezzare ancora di più l’atmosfera romagnola. A cominciare dalla citazione che ci ha fatto venire l’acquolina in bocca: la piadina con lo squaquerun, che tra l’altro c’è anche qui da noi terun.

Ma fame a parte, vediamo la partecipazione di una splendida Iva Zanicchi. Ovviamente, come nelle puntate precedenti, le comparse seppur importanti, vengono comunque trattate come comparse. Sembra quasi che non abbiano il giusto spazio, ma così è Coliandro e giustamente il protagonista deve essere lui. O meglio, i danni che provoca. A proposito di danni, questa volta c’è un ritorno al passato e all’ordine di viveri. Come nella prima puntata, anche ieri Coliandro torna a compiere l’errore che l’ha reso famoso e che ha definitivamente cambiato la sua carriera in polizia. 20.000 vasetti di yogurt ai mirtilli. Esattamente il doppio rispetto alla prima puntata.

ispettore Coliandro

Non c’è solo la Sandrelli a rendere la puntata spumeggiante, ma anche il Nino D’Angelo romagnolo che delizia le serate della Paffo e anche le nostre. Nel mentre, si scopre che la ragazza uccisa stava facendo una tesi sulle tre sfoglie della lasagna. Malinteso che mette in mezzo anche la madre di Gargiulo, salvata dall’arrivo di Coliandro che non riesce a raggiungere i malviventi perché fermato dalla banda del catetere. La tesi però viene rubata da niente di meno che Iva, la vagona. Che poi se avessero rubato a me la tesi dopo averla fatta stampare sarei risorta dal mondo dei morti e mi sarei fatta vendetta da sola.

Tornando a noi, si fanno passi in avanti anche nel rapporto tra l’Ispettore Coliandro e il pakistano sotto casa. Incredibilmente viene invitato a cena dal negoziante e della moglie. Sarà divertente vedere cosa succederà e come si comporterà il nuovo Coliandro, più rispettoso e leggermente più raffinato.

Raffinato però fino a un certo punto. Quando c’è di mezzo una donna, per quanto elegante possa dimostrarsi, l’Ispettore Coliandro farà sempre la sua mossa. Non gli andrà mai bene, ma rimane uno degli elementi narrativi che rendono questa serie quella che è. Così come lo stesso Coliandro che, anche in questa terza puntata della nuova stagione, cresce un po’ di più, ma mai abbastanza per poter rientrare ufficialmente nei piani alti della polizia di Bologna. Probabilmente non sarebbe in grado neanche di occuparsi dello spaccio, l’abbiamo notato più volte. Ma dalla Griffoni no, nell’ufficio dell’archivio è veramente troppo sacrificato.ispettore coliandro

Riuscirà prima o poi a poter dimostrare tutto il suo potenziale con delle indagini legali? Dobbiamo rinunciare ancora per almeno una settimana a Chi l’ha visto per scoprirlo.

In questa puntata emerge anche la Buffa che, stanca di essere vittima di bullismo bonario, rivoluziona la trama risolvendo l’omicidio. Per quanto questo elemento possa sembrare insignificante, getta le basi per una nuova trama orizzontale da raccontare in una aleatoria prossima stagione. Come anche l’evoluzione dello stesso Ispettore Coliandro, che si fa importante e significativa proprio in questa stagione.

La puntata finisce come Coliandro sperava che iniziasse. E come sempre la Rai ci offre un promo della prossima puntata e non c’è assolutamente nulla da dire. Se non che si tratta dell’ultima puntata della settima stagione dell’Ispettore Coliandro ed è già triste pensarla così. Abbiamo però ancora una settimana di attesa, godiamocela e ci rivediamo qui fra 7 giorni.

Leggi anche: L’Ispettore Coiandro – il ritorno con la settima stagione

Written by Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

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