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L’ispettore Coliandro 7×01 – Un ritorno a dir poco bestiale

l'ispettore coliandro

Difficile credere che sia passato così tanto tempo dall’ultima puntata della serie tv l’ispettore Coliandro: rivederlo in questa nuova stagione è come rivedere un vecchio amico. Beh, ovvio, quell’amico bigotto, razzista e ignorante. Ma almeno fa ridere e non è in politica.

E poi Bologna, la meravigliosa, stupenda Bologna. Ormai ha guadagnato punti e continua a guadagnarne grazie a questa serie tv che mostra tutto ciò che questa città tiene nascosto. Cominciamo in questa 7×01 a muovere i primi passi nella nuova sede della questura, allestita all’interno dell’Autostazione. Giusto per aumentare di poco l’hype di noi fan che nei prossimi viaggi a Bologna scenderemo dal treno come Coliandro scende dalla sua auto. Occhiali da sole e pizza del pakistano annessi. Non mancano mai, neanche in questa nuova apertura di stagione. Non potremmo farne a meno, addirittura neanche dopo una cena giapponese del costo di 100 euro. Che poi ammazza, cento euro per una donna che neanche dovrebbe esistere perché si finge morta, è veramente una truffa. Ma d’altronde lei lo aveva avvertito, ‘andare a scrocco’ sarebbe stata la sua intenzione. Poi è stata rapita e va beh.

L’ispettore Coliandro ci prova a fingersi gentile, carino e coccoloso, ma c’è sempre qualcosa che non riesce a calcolare, sarà forse la sfortuna o semplicemente il karma.

Fatto sta che dopo un intensa dimostrazione d’affetto da parte di Kayo nei suoi confronti deve scappare in bagno e perde l’occasione e pure la ragazza. Prima di essere rapita però, Kayo chiama il fratello. Adesso, capiamo il personaggio, gli abboniamo tantissimi errori ma l’assenza di una password come sblocco del cellulare no. Poi è normale che accadono queste cose.

Mentre Kiki, il fratello di Kayo, si prepara per andare a trovarlo, l’ispettore Coliandro passa dal pakistano sotto casa e fa un altro dei suoi madornali errori. Compra i pennarelli indelebili da 3 euro e 90 invece di quelli adatti a essere cancellati comodamente, a 12 euro. Che poi lo vorrei anche io un negozio sotto casa che mi vende cinque pennarelli indelebili a 3.90. Ma andiamo via a passi svelti dal supermercato di Kabir Bedi per tornare a casa di Coliandro, perché dopo l’uscita del caffè che gorgoglia in tipico stile tradizionale siciliano anni ottanta, appare Kiki. Insieme a lui compaiono anche i due personaggi che abbiamo visto precedentemente con le loro barbe ingombranti.

Menzione d’onore al barbiere che ha fatto un ottimo lavoro: potrebbero pensare di fargli fare l’uomo coi baffi testimonial di una famosa birra, anche solo il gesto del passarsi il dito sulla barba per togliere la schiuma della birra rimasta. Raffinatezza e stile stupendi. Poi nella loro eleganza fuggono via lasciando Coliandro intento nel suo monologo a Bruce Lee. Poi si lascia fregare cadendo come corpo morto cade.

Altra menzione d’onore ai Manetti Bros: hanno incluso nel cast Francesco Pannofino che ormai è come se interpretasse Renè Ferretti sempre. Anche se lo spazio che gli è stato dedicato è evidentemente poco, ha saputo comunque lasciare la sua impronta e farlo bene.

Innovazione di questa puntata è stata sicuramente l’introduzione di un ausilio visivo del racconto di Kayo sul tradimento da parte del fratello alla Yakuza. Con un espediente per nulla scontato, si è voluto sostituire un banale flashback con un più adatto corto fumettistico. Per quanto lontano dalle solite modalità a cui l’ispettore Coliandro ci ha abituati, non si è percepito un netto distacco, ma solo un adattamento alla trama e al focus della puntata.

Ciò che però secondo me ha reso questo primo episodio della settima stagione ancora più entusiasmante e divertente è stata sicuramente l’affinità di coppia. Coliandro si trova a dover collaborare con Kiki, andando contro una marea di norme, ma questa volta avviene in maniera diversa. Lascia che sia il suo partner a istruirlo, e abbiamo straordinariamente assistito a un Coliandro riconoscente. Come allievo e come devoto al maestro che insegna e lo salva. Non ci sono Berta o Gambero, ma solo Kiki, che sì, sfiata uguale uguale a Gambero. Parallelamente vengono introdotti nuovi elementi come i due compari che mangiano ogni sera in un ristorante diverso di Bologna e indovinano il conto manco fossero Borghese.

Kenzaburo e Coliandro diventano gli antagonisti di questa coppia e della coppia dalle barbe ingombranti.

Il poliziotto cattivo e l’Anticristo, questa non l’abbiamo capita manco noi ma non importa perché tanto c’è Kiki che risolve tutti i problemi prima ancora che esistano.
Tutti tranne la caduta di Coliandro dopo essere inciampato da solo. Ammettiamolo, stiamo ancora ridendo come i ragazzini sotto casa sua.

E ridiamo fino a rotolare ricordando l’idea geniale di usare la padella invece dei cucchiai per tramortire i due. Un gesto da vero eroe dei nostri tempi. Roba che dovrebbero darla in dotazione insieme al distintivo. Questa volta aveva trovato anche la ragazza giusta, ma poi Kiki diventa suo fratello, lui è il fratello di Kayo, quindi sarebbe sua sorella e niente da fare. Prima della partenza però lascia un importante ricordo che lo renderà impresentabile davanti al ministro svedese. Tutta colpa dei pennarelli da 3 euro e 90 centesimi!

Minchia Colià, che sfiga!

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Written by Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

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