Vai al contenuto
Home » Buffy

Non dimentichiamo che Buffy è prima di tutto un coming of age

Ogni settimana migliaia di lettori ricevono i nostri consigli su cosa guardare.

Scopri come →

Vuoi smettere di perdere tempo a cercare una serie da vedere?

Trova quella giusta per te →

Non sai che serie iniziare?

Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →

Buffy l’ammazzavampiri è una serie che ha fatto la storia nell’ambito del genere soprannaturale. Per sette stagioni, essa ci ha mostrato la storia di Buffy Summers. La prescelta che, come chiarisce la sigla sin dal primo istante, è destinata ad ergersi contro i vampiri, i demoni e le forze del male. La cacciatrice. Abbiamo visto Buffy fronteggiare minacce di ogni genere, alcune davvero terrificanti, non solo per proteggere il piccolo microcosmo di Sunnydale, di cui lei e i suoi cari fanno parte, ma in definitiva l’intera umanità. 

Non bisogna però farsi ingannare, perché dietro all’apparenza mostruosa e ultraterrena di questi pericoli si nasconde spesso qualcosa di decisamente più umano. 

L’adolescenza e il soprannaturale sono così fusi nell’universo di Buffy l’ammazzavampiri che è impossibile separare l’uno dall’altro. Perché questa serie non è un teen drama ambientato in un universo soprannaturale, e non è una serie soprannaturale con protagonista un’adolescente. Tra i due aspetti c’è un intreccio profondo e continuo, che rende la serie quello che è.

PUBBLICITÀ

Buffy l’ammazzavampiri, in un certo senso, è un po’ come una fiaba. Forse sembra un paragone strano pensando alla versione disneyana e edulcorata di queste ultime. Seppur, a ben guardare, esse conservino comunque un lato oscuro nei pericoli che il protagonista deve affrontare.  Ma esso diventa estremamente più chiaro se si fa riferimento alle versioni classiche delle fiabe, in cui spesso l’aspetto dell’orrore è predominante. Le fiabe infatti si servono di un linguaggio che trasfigura le paure e i timori dell’infanzia, che risiedono dentro ognuno di noi, in personaggi più o meno mostruosi e crudeli a noi esterni, come quelli del lupo, dell’orco e della matrigna cattiva. O in oscuri sortilegi che affliggono e trasformano l’eroe, il quale deve lottare per ritornare sé stesso. Anche se non sarà mai uguale a com’era all’inizio della sua storia.

Spingendo l’acceleratore sull’aspetto dell’horror inteso in senso più moderno, Buffy fa esattamente la stessa cosa. Usa il soprannaturale come metafora diretta delle paure dell’adolescenza.

Già la figura del vampiro, centrale nella serie, è estremamente emblematica. Personaggio al contempo terrificante e affascinante, con la sua natura diabolica celata dietro un aspetto quasi del tutto umano, da sempre il vampiro rappresenta le pulsioni nascoste e segrete insite in ogni essere umano. In primis quella sessuale. E non è un caso che la figura letteraria del vampiro abbia avuto un grandissimo successo in epoca vittoriana, periodo dominato dal moralismo più ferreo. Come forse non è un caso che le prime esperienze amorose di Buffy avvengano proprio con dei vampiri. 

Al di là dell’aspetto più generale, un esempio più diretto di come la figura del vampiro arrivi a rappresentare nella serie una delle più grandi paure delle ragazze adolescenti, e non solo, è il tredicesimo episodio della seconda stagione di Buffy l’ammazzavampiri. Si tratta dell’episodio in cui Buffy fa l’amore per la prima volta con Angel, coronando finalmente la loro storia. Eppure, proprio mentre è al culmine della sua felicità, Angel perde la sua anima come effetto della maledizione che lo affligge, tornando ad essere un vampiro violento e spietato. Così al risveglio Buffy si trova accanto qualcuno di diverso, crudele. Qualcuno che non riesce a riconoscere. La serie mostra così il concretizzarsi di un timore molto comune, che effettivamente diventa reale per molte persone. Ovvero il fatto che, dopo aver avuto un rapporto intimo, la persona che amiamo possa cambiare, rivelandosi diversa da come pensavamo che fosse.

PUBBLICITÀ

Eppure, oltre che nel vampiro, questo aspetto si espande e si incarna in numerose altre creature che popolano il liceo di Sunnydale.

Ciò è evidente sin dalla collocazione di quest’ultimo, che è costruito sulla bocca dell’inferno. Nel caso di Buffy, dunque, il liceo è davvero un inferno, al contempo letteralmente e metaforicamente. La perfetta ambientazione per la messa in scena delle paure più profonde di molti adolescenti. In cui gli incubi prendono vita.

Fare i conti con le aspettative dei genitori non è mai facile, soprattutto quando essi vogliono cercare di vivere o di rivivere i loro sogni di gioventù attraverso i loro figli. Ma in Buffy l’ammazzavampiri questo desiderio latente può diventare realtà se tua madre è una strega e si impossessa del tuo corpo per cercare di entrare nella squadra delle cheerleaders. Mentre una sensazione comune come quella di sentirsi emarginati e non considerati dai propri coetanei, può concretizzarsi nel diventare davvero invisibili. I bulli che traggono la loro forza dal branco diventano davvero un branco di iene in preda a istinti di violenza in uno degli episodi più cruenti della serie, intitolato proprio Branco. Che mostra come anche un amico fidato, in questo caso Xander, possa venire influenzato dalle dinamiche di gruppo. E la pubertà stessa, con tutti i cambiamenti che essa comporta al corpo e i suoi sbalzi d’umore incontrollabili, viene incarnata in un’altra figura classica, ovvero il lupo mannaro. I mostri dunque rappresentano ansie molto concrete dell’adolescenza. Le metafore sono estremamente dirette e i la realtà a cui alludono non è difficile da intuire. E, proprio per questo, funzionano a meraviglia. 

Buffy, però, non si limita a mostrarci le paure, ma, proprio come le fiabe, trasfigurandole ci permette di esorcizzarle. Ci aiuta ad affrontarle.

L’essere una cacciatrice è una parte fondamentale dell’identità di Buffy, non potrebbe essere altrimenti. Eppure, all’inizio viene reso evidente e chiaro che la ragazza porta sulle proprie spalle una responsabilità fin troppo grande per la sua giovane età. Buffy in fin dei conti è solo un’adolescente che vorrebbe cercare una propria identità, ma alla quale al contempo questa possibilità viene negata perché il suo destino è già scritto. Ma in fondo, quale adolescente non si sente così? Solo, confuso e incompreso? I problemi che una volta arrivati all’età adulta sembrano inezie, durante l’adolescenza non vengono forse vissuti come una questione di vita o di morte?

La serie fa un lavoro fantastico nel mostrare allo spettatore il tormento interiore del personaggio di Buffy, alle prese con un destino che non ha scelto. Ma che non può davvero rifiutare, perché in fin dei conti sente che fa parte di lei. Un destino che inizia a farsi più chiaro quando inizia a non nasconderlo più, per condividerne il peso con le persone a lei più care. Che la porta più volte alla morte, prima temuta poi scelta come estremo sacrificio. Così anche le morti di Buffy non sono definitive, ma diventano anche esse la metafora e il segno di una trasformazione in atto in lei.

Buffy diventa adulta quando riesce ad abbracciare la sua identità in tutte le sue sfaccettature, incluso il suo essere una cacciatrice.

Vedendo Buffy affrontare la vita, non senza dubbi o errori, ma con forza e determinazione e compiendo scelte difficili, abbiamo davvero creduto di poterlo fare anche noi. Nel finale, Buffy condivide il suo potere di cacciatrice con altre ragazze che hanno deciso di sceglierlo. E, in fondo, anche con noi spettatori. Finalmente non è più sola, ma capisce anche che forse non lo è mai stata. Tutti facciamo i conti con le stesse paure, le stesse ansie e le stesse difficoltà. Sta a noi scegliere come affrontarle. Normalizzando il crescere facendo i conti col trauma, anche quando questo non aveva nulla di soprannaturale, Buffy ci ha cresciuti con sé. Ci ha fatto diventare adulti.

Perché, quando mancano gli amici, le armi e la speranza, come ci ricorda Buffy resta ancora una cosa su cui possiamo contare: noi stessi.

La stagione migliore di Buffy l’Ammazzavampiri