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I 3 episodi più sopravvalutati di Breaking Bad

2) Nudo come copertura

Breaking Bad Walter

Punto da un’ape morta è il terzo episodio della seconda stagione di Breaking Bad. Walter e Jesse si costruiscono due alibi per giustificare le rispettive assenze e la presenza dell’auto del secondo nella casa di Tuco. L’episodio è particolarmente noto per la scena che vede il signor White fingersi in stato confusionale e aggirarsi nudo per un market. Molto apprezzata dal pubblico la puntata presenta una costruzione ben orchestrata dal punto di vista della trama ma poco significativa nei contenuti.

Sono lanciati continui spunti che avrebbero potuto avere un’evoluzione in corso d’opera ma che rimangono inspiegabilmente inespressi a vantaggio del mero intreccio. Un esempio? La nudità di Walt rappresenta – come già l’essersi rasato – uno svuotamento del vecchio sé, un gesto simbolicamente allusivo alla spoliazione in corso del professor White. Nello stesso tempo è per antitesi una maschera. Per mezzo di quell’espediente riesce a giustificare la sua assenza, a “coprirsi”. Una raffinatezza non da poco, vero?

Purtroppo questa allusività che sarebbe potuta proseguire in corso d’opera viene invece accantonata.

Piuttosto avulsa nell’economia generale dell’episodio sembra anche la scena di Walt isolato nel bus (e nascosto nella sua stessa casa). La splendida musica di accompagnamento sottolinea come Walt non sa “dove questa sporca strada mi sta portando // quindi immagino che continuerò a giocare d’azzardo” perché “È più semplice che aspettare soltanto di morire”. Così anche il quadro in ospedale, altamente simbolico, che rappresenta una persona che abbandona in barca i suoi familiari, rimane incredibilmente svincolato dall’episodio.

Perché non scegliere di inserire queste scene in una puntata a tema? Perché non legarle irrimediabilmente, ad esempio, al finale di stagione in cui Walt rischierà di perdere i suoi cari in una costruzione, in quel caso sì, leggendaria? Vince Gilligan mostra, come sempre, in questo episodio una straordinaria capacità di affiancare intreccio e simbolismo costruendo una narrazione senza confronti. Ma almeno in questa occasione è mancata l’unitarietà che avrebbe reso un buon episodio un capolavoro della serialità.

Written by Emanuele Di Eugenio

Esteta contemplativo (un modo elegante per dire nullafacente), vive immerso tra libri impolverati e consunti osservando il mondo da una finestra. Che sia quella dello schermo di una tv, di un pc o le pagine di un romanzo russo poco importa.

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