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La Classifica dei 10 migliori personaggi di Breaking Bad

Hank Schrader scopre del tradimento di Walter White in Breaking Bad

7) Skyler White
The Crown
Skyler, Breaking Bad (1200×675)

Unica presenza femminile della lista, in un universo effettivamente quasi del tutto al maschile. Skyler però, nonostante la sua posizione all’interno dell’universo di Breaking Bad sia la più scomoda e ambigua in assoluto, merita eccome di stare qui dentro. Innanzitutto, la performance di Anna Gunn non è discutibile per nessun motivo: è stata in grado di mostrarsi fragile e debole, di farsi odiare e di farsi amare, dando vita ai sentimenti di una madre e di una moglie impaurita che, per amore più che per sete di potere, interpreta un personaggio completamente da zero, dimostrando di essere all’altezza di ogni situazione. Skyler è la kryptonite di Walt, da un certo punto di vista, ma il protagonista è in grado di plagiare anche la sua anima. In Skyler, tuttavia, resta vivo il senso di protezione verso i suoi figli e la sua famiglia, ed è proprio questo che la risveglia dal sonno profondo e la costringe a prendere una posizione avversa rispetto a quella del marito. Non è perfetta né tantomeno immacolata, Skyler, ma oltre ad essere un personaggio generazionale, che rappresenta l’evoluzione del ruolo della donna all’interno della famiglia occidentale, è anche un personaggio con i fiocchi, unico realmente in grado di reggere il confronto con Heisenberg, sia da insolita alleata, glaciale, che da avversaria e madre protettiva.

6) Saul Goodman

Saul Goodman (640×360)

Eccoci ancora qui, Saul. Senza quel capolavoro di spin-off non avremmo mai potuto apprezzarti fino in fondo, ed è per questo che benediciamo Vince Gilligan ogni volta che possiamo. La posizione così bassa è presto spiegata: in Breaking Bad non c’è spazio per l’uomo dietro al personaggio, non c’è mai alcun deciso accenno caratteriale a Jimmy McGill, e quello che si vede in superficie è il triste e solo prototipo dell’avvocato del diavolo. Saul Goodman non ha un’anima, in Breaking Bad, questa è come marcita, sgretolatasi per via dell’attesa, dell’inesorabile scorrere del tempo senza la sua metà, Kim, e senza la vita che faceva prima e che aveva sempre sognato di fare. Tra Saul Goodman e Jimmy McGill ci si mette di mezzo il denaro, tanto denaro. In Breaking Bad, per lui, non esiste nient’altro di importante. Le banconote sono ciò che muove tutto il suo mondo, non ci sono interessi o passioni a tenere viva la sua anima, ma soltanto una desolata landa di imbrogli e guadagni facili, di intrighi e pericolosi giochi di potere. Il Saul di Breaking Bad può fare simpatia, certamente. Si tratta di una macchietta, la più grande macchietta della serie, ma se poi impariamo a conoscere il vero uomo che è stato, allora il discorso cambia completamente.

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