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Analisi psicologica di Jesse Pinkman

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Scegliere di scrivere l’analisi psicologica di Jesse Pinkman è un’impresa non facile. Lo è non solo per tutte le sfaccettature della personalità di uno dei protagonisti di Breaking Bad, ma soprattutto per le opinioni discordanti che chi legge potrà avere di fronte a un’analisi del genere.

Un personaggio come Jesse, d’altronde, o lo odi o lo ami. Difficilmente ci sono vie di mezzo: o lo consideri un poveraccio che non è mai riuscito a uscire dai suoi problemi con la droga oppure lo vedi come un ragazzino molto poco maturo, vittima e contemporaneamente carnefice del suo stesso destino.

Per questo i pareri saranno sempre discordanti, e allo stesso modo lo saranno le valutazioni sui tratti di una personalità come quella di Jesse Pinkman. Per iniziare a delinearne i tratti dobbiamo fare un passo indietro.

Chi è Jesse Pinkman?

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Jesse Bruce Pinkman è un giovane ragazzo di Albuquerque nato da una famiglia benestante, la classica famiglia che vive il suo sogno americano dopo essere riuscita a permettersi una villetta con giardino. Jesse non ha mai avuto un buon rapporto con la sua sfera familiare e in Breaking Bad si intuisce che la considerazione dei suoi genitori fosse già molto bassa prima che lui avesse i primi contatti con la droga. Insomma, Jesse è la pecora nera della famiglia mentre suo fratello minore è l’esatto opposto di lui: studioso, eccelle nelle materie scolastiche e non. Probabilmente è in questi momenti, che Breaking Bad non racconta, che Jesse inizia a maturare una consapevolezza che si porterà dentro per molto tempo. Una consapevolezza sbagliata e nociva: quella di non essere buono a nulla, di non essere in grado agli occhi degli altri di combinare nulla di positivo.

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Se si ha una personalità fragile e desiderosa dell’approvazione altrui come quella di Jesse, essere convinti di essere buoni a nulla è il colpo di grazia finale. Perché basta trovare una cosa che si è abili a fare, riconosciuta dagli altri, e ci si butta a capofitto. Nonostante questa abilità possa essere qualcosa di davvero sbagliato, come produrre droga. Questo lo si capisce anche dal “racconto della scatola” di Jesse: in uno dei suoi momenti più cupi, questo personaggio racconta di come al liceo si fosse impegnato molto per costruire una scatola di legno, commissionata per un progetto scolastico. Dopo essersi reso conto di essere effettivamente capace di fare quella cosa, Jesse ci mette tutto l’impegno possibile risultando un perfezionista. Peccato, però, che abbia fatto lo stesso per produrre metanfetamina.

Tra tutti questi elementi che tracciano la personalità di Jesse c’è n’è uno così evidente da apparire scontato: la quasi totale assenza di fiducia e autostima.

Breaking Bad Jesse Pinkman

Questo giustifica e motiva molte delle scelte di Jesse: il suo continuare a produrre metanfetamina, il suo accettare quasi sempre passivamente gli insulti di Walter ma sopratutto il suo attaccarsi alle sostanze. In un personaggio come lui il pensiero “Dovrei fare qualcosa di meglio della mia vita” non lo sfiora praticamente mai. Jesse, nella sua ricerca di approvazione, si è conquistato prima la stima dei suoi amici, che felicemente “assaggiano” le sue nuove produzioni e che sembrano non avere alcun interesse per lui se non per motivi legati alla droga. Si è poi conquistato un posto nella piazza di spaccio di Albuquerque (e non solo): insomma, Jesse è diventato veramente qualcuno, qualcuno che sa fare una determinata cosa molto bene. E solamente in questo modo riesce a sentirsi davvero importante. La droga è l’ennesima prova di tutto ciò: drogarsi lo rende più tosto, più cool agli occhi degli altri e soprattutto dice molto della sua considerazione di sé.

Ecco un altro problema che delinea questa personalità: Jesse Pinkman è allergico alla noia.

Non è per niente in grado di gestire l’attesa, qualsiasi essa sia, o i momenti morti e questo lo vediamo nella divertente scena in cui, dovendo aspettare Walt in laboratorio, finisce per gonfiarsi la tuta da lavoro con l’elio pur di non rimanere con le mani in mano. Inoltre, uno dei motivi per cui Jesse è dipendente dalla metanfetamina ce lo dice lui stesso: questa sostanza rende “tutto più interessante”, come se la semplicità della vita normale lo annoiasse terribilmente. Una personalità così ha bisogno di continui stimoli, di non rimanere fermo con la testa o con il corpo per un secondo, e questo per un semplice motivo: guardarsi indietro lo spaventa a morte. Mettersi a pensare al proprio percorso, a cosa stia facendo o dove stia andando lo manda in crisi, perché rendersi conto di quanto la sua vita sia miserabile lo butterebbe ancora più giù.

Per motivi simili, Jesse non è in grado di gestire il dolore. Non sto parlando di quello fisico, ma di quello psicologico. Non è capace di affrontare i drammi, la perdita, la morte. Questo ci è chiaro quando muore Combo, il suo amico, e Jesse si rifugia nell’isolamento e nella droga. Ancora di più quando Jesse perde, nel modo più tragico possibile, Jane. I sensi di colpa che lo divorano non lo portano subito a volersi distaccare da quello stile di vita, a voler fuggire per dimostrare di essere migliore: Jesse si rintana in un tunnel di droga e annebbiamento, perché tutto quello che vuole fare è non pensare.

Assenza di autostima, essere convinti di non avere alcun valore come persona, iper-attività fisica ed emotiva, tendenza ad attaccarsi morbosamente a ciò che fa stare bene: sono questi i tratti principali della personalità di Jesse Bruce Pinkman. E tutti questi tratti sono anche largamente responsabili della discesa agli inferi di questo personaggio. Jesse Pinkman, con le sue azioni, si è scavato la fossa da solo.

Ma allora, se questo personaggio ha caratteristiche così negative, perché risulta uno dei più amati di Breaking Bad? Che cosa lo rende tale?

È vero, Jesse si è scavato la fossa da solo, ma il destino ha dato una gran mano alla sua rovina. La sua vita sarebbe andata in modo diverso se non avesse conosciuto Walter, Jane, se molte volte avesse saputo dire no, se Combo non fosse morto. “Del senno di poi son piene le fosse” qualcuno diceva. Eppure, la fragilità di Jesse è ciò che ci fa amare questo personaggio, un po’ in balia di se stesso un po’ degli eventi. Ed è anche ciò che lo rende estremamente umano: Jesse si è reso debole cavalcando le sue stesse debolezze.

Leggi anche – Breaking Bad: I 5 momenti in cui siamo immedesimati di più in Jesse Pinkman

Written by Caterina Bertoni

Vedo gente. Scrivo cose. Vedo serie e le preferisco alla gente, perché molta gente, in fondo, non è poi così seria.
Amo le parole e la pasta al sugo: penso che siano proprio le parole a dare sugo a questa nostra vita.

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