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L’odissea di Arrested Development

Arrested Development

Ci risiamo. Ormai è tutt’altro che azzardato affermare che le peripezie dei Bluth suonino come bazzecole in confronto a quelle susseguitesi negli anni per portare avanti lo show che li vede protagonisti. Parliamo ovviamente di Arrested Development.

Se appartenete alla piccola ma fitta schiera di fan della famiglia in questione, tutto ciò non vi giungerà nuovo, ma è opportuno fare un breve riassunto delle puntate precedenti per coloro che non hanno mai sentito parlare di questa Serie. E sono in tanti, sfortunatamente.

Ecco a voi la storia di una facoltosa famiglia che perse tutto, e dell’unico figlio che aveva la possibilità di tenerla ancora unita.

arrested development


Ogni puntata di Arrested Development inizia così, ragguagliandoci brevemente su ciò cui stiamo per assistere.

La serie datata 2003 creata da Mitchell Hurwitz narra le tragicomiche vicende della famiglia Bluth, caduta in disgrazia in seguito all’arresto del patriarca, imprenditore dai loschi trascorsi. Toccherà a Michael, unico figlio assennato della casata, rimettere insieme i cocci della sua folle e disastrata famiglia. Barcamenarsi nel caos parentale e salvare la compagnia dal fallimento non sarà una passeggiata, per usare un eufemismo.

Il cast è gremito di attori noti anche al grande schermo. Si va da Jason Bateman, nel ruolo del protagonista Michael, a Jeffrey Tambor, da Michael Cera a Will Artnett. Realizzata con la tecnica del mockumentary (una delle prime in assoluto, assieme a The Office) la serie annovera nientemeno che Ron Howard nella veste di produttore esecutivo e narratore. Ciliegina sulla torta, una lista di guest star più o meno ricorrenti nell’arco delle stagioni più che invidiabile. Charlize Theron, Liza Minelli, Bob Odenkirk, Henry Winkler, Ben Stiller e Julia Louis-Dreyfus solo per citarne alcuni. Niente male, eh?

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Nonostante dunque ci siano tutti gli ingredienti per avere uno show duraturo e di successo, le cose non sono andate esattamente cosi.

Seppur premiato dalla critica con 6 Emmy (su ben 25 nomination) e con un Golden Globe al seguito, Arrested Development ha faticato non poco a far breccia nel grande pubblico generalista. Malgrado una fan-base tuttora viva e affezionata, la 20th Century Fox ha così deciso di procedere alla cancellazione dopo sole tre stagioni. Il potenziale di un prodotto di tale livello non è rimasto a lungo inosservato, e dal 2006 in poi in molti hanno cercato di rimettere le mani sui Bluth. Gli stessi attori per anni sono stati incalzati su un possibile ritorno, dichiarandosi più che disponibili a rivestire i panni dei propri personaggi.

In più, col passare del tempo, alla fedele fan-base si è aggiunto chi ha avuto modo di recuperare la serie grazie all’avvento dello streaming online e alle infinite possibilità di fruizione dell’era internettiana. Dopo le voci su un possibile lungometraggio, una miniserie o un revival di qualche puntata, è stata Netflix ad agire concretamente, acquistando i diritti e ordinando una quarta stagione nel 2013. Sappiamo bene quanto il colosso dello streaming sia vigile e interessato al recupero di serie concluse o cancellate, per provare a rilanciarle nel mercato di oggi (vedere alla voce Gilmour Girls).

Purtroppo però dal rilascio dell’ultima stagione, sebbene sia stata confermata anche una quinta, a oggi non è stata ancora annunciata una data di uscita ufficiale.

I problemi intorno al destino di questa sfortunata serie sembrano ben lontani dall’essere scomparsi.

Innanzitutto il perché dei ritardi nella realizzazione della nuova stagione è imputabile ai numerosi impegni del cast. Sappiamo bene quanto Jason Bateman sia coinvolto spesso e volentieri in progetti sul grande e piccolo schermo (l’abbiamo apprezzato di recente in Ozark). Discorso analogo per Jeffrey Tambor (star pluripremiata di Transparent, fino a poco tempo fa), Will Artnett (protagonista di Flaked e doppiatore di Bojack Horseman, tra le altre) Cera e tutti gli altri protagonisti. È facile intuire quanto sia difficile riunire la truppa al completo, ma qualcosa a maggio scorso finalmente si è mossa.

Dopo mesi e anni di ipotesi e speculazioni, è Variety a titolare

Arrested Development season 5 is happening

annunciando l’uscita prevista nel 2018, (niente data, ma è già un inizio) sempre su Netflix.

Confermata l’intera crew di attori e creativi, sembrava finalmente giunta al lieto fine questa lunga e sofferta gestazione durata ben cinque anni. Sembrava, appunto.

Il terremoto Weinstein e le sue conseguenze su tutta Hollywood: il caso Tambor

jeffrey tambor

Come sapete lo scandalo Weinstein e il susseguente Molestie-gate è stato l’uragano dell’anno a Hollywood, una tempesta che ogni giorno che passa rischia di spazzar via intere carriere di mostri sacri e vittime illustri. Oltre a Kevin Spacey e Louis CK, tanto per nominarne un paio, recentemente è stato proprio Jeffrey Tambor a finire nell’occhio del ciclone. Sono due gli episodi di molestie imputati all’attore, avvenuti sul set di Transparent ai danni del suo assistente e dell’attrice transgender Trace Lysette.

Nonostante un’iniziale e ferma smentita, Tambor ha scelto di abbandonare la serie che lo ha pluridecorato con premi e riconoscimenti. In un’intervista al sito americano Deadline, il trionfatore agli Emmy e ai Golden Globes ha così giustificato la sua sofferta decisione.

Interpretare Maura Pfefferman in Transparent è stato uno dei più grandi privilegi e una delle più importanti esperienze creative della mia vita. Ciò che è divenuto chiaro nelle scorse settimane, tuttavia, è che questo non è più il lavoro che ho accettato quattro anni fa. Ho già espresso il mio rammarico se alcune mie azioni sono state mal interpretate o ritenute aggressive da qualcuno, ma l’idea che io potrei deliberatamente molestare quel qualcuno è falsa. Data l’atmosfera politica che sembra aver colpito il nostro set, non vedo come possa tornare a recitare in Transparent

 

Per ora Netflix si è trincerata dietro un laconico “No comment” sulla vicenda, e non è chiaro cosa bolle in pentola, considerato il benservito ancora fresco riservato a Spacey qualche settimana fa.

Il caso Cross

David Cross

La vicenda in questione va ad aggiungersi a quella altrettanto sgradevole capitata lo scorso ottobre a David Cross, altro apprezzato protagonista di Arrested Development. Il comico è stato accusato dalla collega e attrice Charlyne Yi , che in un tweet dello scorso Ottobre denuncia presunti commenti razzisti da parte di Cross nei suoi confronti.

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La querelle tra i due è andata avanti per giorni su Twitter, tra accuse e smentite, contribuendo ad alimentare il dibattito su cosa possa realmente configurarsi come molestia e su quanto siano ricorrenti i modi inappropriati di lavorare di alcuni attori.

Problemi di ben altro spessore va detto, almeno per il momento, rispetto a quelli della star di Transparent, ma che vanno ad aggiungersi a un quadro generale che desta più di qualche preoccupazione tra i fan della serie.

Le buone notizie

L’ultima, o a questo punto unica, buona nuova sullo show risale alla fine dello scorso Novembre. Tony Hale, interprete di Buster Bluth, sul suo Twitter ha aggiornato i fan e indirettamente confermato l’avvenuta fine delle riprese di questa tanto agognata nuova stagione.

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Resta ancora da capire come si comporterà Netflix e in che direzione si muoverà in risposta all’affair Tambor.

Non ci resta dunque che rimanere in attesa di eventuali sviluppi riguardo il destino del suo personaggio in post produzione, di una data ufficiale di uscita e soprattutto di un po’ di buona sorte per una così valida Serie quale è Arrested Development.

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Written by Andrea Scoppetta

Di solito quando scrivo non faccio che usare parole come pasghetti e mopodori, faccio continui riferimenti minacciosi e immotivati all'ONU e alla fine non faccio che ripetere vaffaflanders e altre cose che non posso dire.
Anche simpaticamente.

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