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Spezzo una lancia a favore di 13 Reasons Why

Non è facile essere all’altezza di una Serie Tv come 13 Reasons Why che, per moltissimi motivi, è diventata un cult già dalla prima stagione. Non era nemmeno semplice riproporre un’idea originale come quella delle tredici cassette che spiegano perché Hannah Baker è arrivata a togliersi la vita.

Eppure, contrariamente a molti (persino a una mia collega), a me la seconda stagione di 13 Reasons Why è piaciuta molto. Il mondo è bello perché è vario, giusto?

Prima di tutto sono riuscita a divorarla in due soli giorni. La trama continua a essere avvincente e lo è principalmente perché la prima stagione non è autoconclusiva. Sappiamo perché Hannah è morta e conosciamo tutti gli intrighi e i complotti che l’hanno spinta a tagliarsi le vene, ma questo non basta e non può bastare. Ci sono dei colpevoli e ci si aspetta delle punizioni.

13 reasons why

Insomma, la scuola, il preside, molti insegnanti e tanti ragazzi devono ancora pagare il prezzo per la morte di Hannah. Non se la possono cavare così facilmente. E, per gran parte di questa stagione, molti hanno quello che si meritano. Il signor Porter forse paga il prezzo più alto poi Marcus, Montgomery e svariati genitori assenti o disastrati. Non Bryce perché lui riesce sempre a cadere in piedi, ma vederlo vacillare è stata una vera goduria (bravissimo l’attore che è riuscito a renderlo viscido, viziato, antipatico e borioso. E’ lui il vero cattivo della storia).

Inoltre, con questa seconda stagione siamo riusciti a capire qualcosa di più su molti personaggi: Justin, caduto in disgrazia, che mostra tutte le proprie vulnerabilità e il lato buono del suo carattere; Jessica che finalmente riesce ad aprire gli occhi e a vedere oltre a quello che gli altri vogliono che veda; Alex è ostinato a scoprire ciò che la sua amnesia gli ha fatto dimenticare. Non ci sono quasi più personaggi stereotipati. Soprattutto perché anche l’atleta con la madre over-achiever, Zack, fa vedere lati del proprio carattere che, nella prima stagione, erano rimasti del tutto nascosti.

E poi c’è Hannah.

13 reasons why

Su Hannah sapevamo molte cose fin dall’inizio di 13 Reasons Why.

Sapevamo che era contorta, logorroica e bisognosa di attenzioni. Era desiderosa di piacere ed  era attratta dai ragazzi in maniera ossessiva. Era riflessiva e molto vulnerabile. La si può biasimare per essere quello che sono moltissimi adolescenti fin dalla notte dei tempi? Non è lei che è ossessionata da Clay ma è lui che, per sua stessa ammissione, non riesce a lasciarla andare. È lui che, arrabbiato e ferito, non sa come superare la sua morte.

13 Reasons Why ha anche il pregio di riuscire a parlare ai ragazzi dei ragazzi. Non si mette mai in una posizione di indulgenza, ma affronta molte tematiche spigolose (autolesionismo, bullismo, sesso non consensuale, suicidio, droga e abuso di alcol) senza “indorare la pillola”.

13 reasons why

Non c’è nulla di glamour in questi ragazzi e anche la morte di Hannah, che è il centro di tutto, è una morte che poteva essere evitata in mille modi. Il suo gesto viene rimpianto da quasi tutti quelli che la conoscevano.

Una nota di merito va al cast, specialmente a Brandon Flynn, Justin, che ha un cambiamento fisico incredibile e scioccante, Alisha Boe, Jessica, che riesce a essere bellissima e fragilissima, il già citato Justin Prentice nei panni di Bryce e, ovviamente, Dylan Minnette che con la sua faccia da bravo ragazzo riesce a dare credibilità al personaggio di Clay.

Per quanto mi riguarda c’è un attore che ha superato tutti ed è Devin Druid nei panni di Tyler. A lui è affidata una delle scene più sconvolgenti e brutali di tutta la Serie, qualcosa che, onestamente, si fa fatica a vedere senza sentirsi in obbligo di distogliere lo sguardo. Questo attore è riuscito a far sembrare Tyler un nerd problematico, uno psicopatico borderline, un ragazzino preso di mira, una vittima sacrificale. Qualcuno che è molto solo e cerca semplicemente un amico pur essendo un potenziale serial killer, restando credibile in ogni scena.

Finita la seconda stagione di 13 Reasons Why non si può far altro che aspettare la terza.

Leggi anche – 13 Reasons Why: 20 cose che avrei potuto fare durante la seconda stagione

Written by Bruna Martinelli

Laureata in lingue e letterature straniere, impiegata, moglie e mamma felice. Appassionata di serie tv, viaggi, musica, cucina. Scrivo di tutto, da sempre, per tutti. Non prendetemi mai sul serio, non lo sono quasi mai.

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