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Widow’s Bay 1×06-1×07: La Recensione: il passato dell’isola

Widow's Bay

ATTENZIONE! L’articolo contiene SPOILERS del sesto e settimo episodio di Widow’s Bay.

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Doppio episodio di Widow’s Bay questa settimana che ormai si avvia verso il finale, rispondendo finalmente a qualche domanda. Dopo cinque episodi (qui la recensione) costruiti sul mistero, sul dark humour e su una serie di quesiti sempre più inquietanti, Widow’s Bay decide finalmente di mostrare le proprie carte. Gli episodi sei e sette, distribuiti insieme da Apple TV, rappresentano infatti un unico grande racconto diviso in due parti. Il primo guarda indietro di oltre tre secoli per raccontare l’origine della maledizione che grava sull’isola, il secondo riporta la storia nel presente e ne mette alla prova le conseguenze.

Our History“, il sesto episodio, è probabilmente il capitolo più insolito della serie fino a questo momento.

Diretto da Ti West, abbandona quasi completamente il cast principale per trasformarsi in una sorta di horror gotico ambientato nel 1702. Attraverso gli occhi di Sarah Warren, interpretata da una straordinaria Betty Gilpin, scopriamo le origini di Widow’s Bay e soprattutto la figura di Richard Warren, il fondatore dell’insediamento. La puntata interrompe dunque il flusso della storia principale per catapultarci indietro nel tempo e fornirci delle informazioni essenziali. Ma ancora non tutte le risposte.


Quello che emerge è un racconto cupo e profondamente disturbante. Richard non è soltanto il leader ossessionato dal controllo, ma un uomo convinto di aver stretto un patto con una forza superiore che richiede sacrifici continui per proteggere l’isola da orrori ancora peggiori. La serie evita di fornire spiegazioni definitive sulla natura di questa entità, mantenendo quell’ambiguità che costituisce una delle sue qualità migliori. È il Diavolo? È una divinità di un’era perduta? Un simil Kthulu? Widow’s Bay preferisce lasciare aperte tutte le possibilità.

L’episodio funziona soprattutto grazie alla chimica inquietante tra Betty Gilpin e Hamish Linklater (protagonista di Midnight Mass). Lei porta in scena una donna intrappolata in una società che non le concede alcuna libertà, lui costruisce un antagonista terrificante proprio perché convinto di essere nel giusto. Il risultato è una storia che parla contemporaneamente di superstizione, potere, fanatismo religioso e controllo patriarcale senza mai perdere la sua identità horror.

E come già avvenuto in tutti gli scorsi episodi, anche stavolta “Our History” prende a piene mani da un sottogenere specifico dell’horror: il folk horror.

A differenza dell’horror tradizionale, qui il male raramente assume la forma di un mostro concreto. Spesso è una presenza invisibile, un sistema di credenze o una comunità che vive secondo regole incomprensibili per chi arriva dall’esterno. Le campagne, le foreste, le montagne e le isole diventano spazi inquietanti. Non perché siano infestati, ma perché sembrano conservare qualcosa di antico che la modernità non è riuscita a cancellare. Uno degli elementi più affascinanti del folk horror è il rapporto con le religioni precristiane. Molte opere del genere raccontano il ritorno di culti antichi che sopravvivono ai margini della società moderna. Non vengono presentati necessariamente come malvagi. Spesso sono semplicemente diversi, più antichi e indifferenti ai valori contemporanei.


Nel sesto episodio di Widow’s Bay ritroviamo molto di The Witch, firmato da Robert Eggers prima che il regista diventasse virale. Nella pellicola con protagonista Anya Taylor-Joy sono presenti molto dei temi cari al folk horror, in primis quell’angosciante superstizione e paranoia religiosa che avvelena l’animo umano. Anche nel sesto episodio sono entrambi elementi molto presenti che minano la psiche di Sarah, il rapporto con il neo sposo e la comunità intera di Widow’s Bay. Richard Warren ha fatto qualcosa di terribile, ma cosa nello specifico non si sa. Ed è proprio questo stato di incertezza costante a rendere il tutto molto più spaventoso.

Betty Gilpin e Hamish Linklater protagonisti del sesto episodio di Widow's Bay
Credits: Apple TV

Se “Our History” costruisce il mito, “Seasickness” si occupa di smontarlo. Tornati nel presente, Tom Loftis e Wyck si trovano davanti alla possibilità concreta di spezzare finalmente la maledizione dell’isola. La rivelazione che Richard Warren sia sopravvissuto per secoli grazie al patto stipulato con la forza oscura che domina Widow’s Bay porta a una missione apparentemente semplice. Condurlo oltre il limite della maledizione e lasciarlo morire. Naturalmente nulla va secondo i piani.


Il settimo episodio rappresenta forse il punto più alto raggiunto finora dalla serie.

L’equilibrio tra commedia e tensione è quasi perfetto. Matthew Rhys continua a interpretare Tom come un uomo che cerca disperatamente di sembrare coraggioso mentre è terrorizzato da tutto ciò che lo circonda, e proprio questa fragilità rende il personaggio sempre più interessante. Anche Stephen Root trova alcuni dei suoi momenti migliori della stagione, contribuendo a dare alla vicenda una sorprendente componente emotiva.

La traversata in mare diventa così una metafora del viaggio che la serie sta compiendo. Uscire finalmente dalla zona delle leggende per affrontare la realtà. Ma Widow’s Bay è troppo intelligente per concedere una soluzione tanto semplice. Quando Richard viene apparentemente distrutto e tutto sembra concluso, arriva il colpo di scena che cambia nuovamente le regole del gioco. La maledizione non è finita perché la discendenza dei Warren potrebbe non essersi mai estinta davvero. Gli indizi disseminati tra il dipinto finale, i ricordi di famiglia e alcune rivelazioni riguardanti Ethan suggeriscono che il sangue del fondatore continua a scorrere sull’isola.

A tre episodi dalla conclusione, Widow’s Bay dimostra di non essere soltanto una brillante commedia horror.

È una serie che ha finalmente trovato il coraggio di approfondire la propria mitologia senza sacrificare i personaggi che l’hanno resa così coinvolgente. “Our History” e “Seasickness” non sono semplicemente due ottimi episodi: sono il momento in cui la serie passa dall’essere una curiosità affascinante a diventare una delle produzioni più interessanti dell’anno. E se il finale riuscirà a mantenere questo livello, Widow’s Bay potrebbe davvero approdare tra le migliori novità televisive del 2026.