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#VenerdìVintage – Un tuffo nostalgico nei bellissimi pomeriggi di Bim Bum Bam

Bim bum bam
Bim bum bam

Bim Bum Bam, il contenitore caleidoscopico di Italia 1 e Canale 5 ripieno di tutto quello che un ragazzino e una ragazzina potevano desiderare in un’epoca priva di social network e piattaforme streaming. Un programma atteso con lo stesso entusiasmo con cui attendevamo la calza della befana. Si passava dagli sketch surreali, ai cartoni animati giapponesi con le sigle cantate da Cristina D’Avena; dai giochi di squadra, ai pupazzi parlanti… insomma il paese dei balocchi in pillole televisive che dopo la scuola ci ipnotizzava sia con Bim Bum Bam – Ritorno da scuola che con il programma stesso.

La parola d’ordine della tv generalista era accontentare tutti.

Bim bum bam

E Bim Bum Bam ci è riuscito senza appiattire la sua offerta, anzi ha creato dei riferimenti pop validi per tutti i gusti, che ancora oggi vivono nell’immaginario collettivo di almeno tre generazioni. All’inizio Bim Bum Bam era trasmessa da Antenna Nord fin quando, nel 1982, la neonata Fininvest acquisisce la rete e con essa anche il programma per ragazzi. Dopo alcune iniziali modifiche, intenzionati a far diventare Italia 1 la rete del futuro, e grazie anche alle attenti cure di Alessandra Valeri Manera, Bim Bum Bam si arricchisce non solo di ottimi cartoni animati, ma anche di siparietti comici e rubriche innovative.

Ci siamo affezionati ai conduttori come Paolo Bonolis, il quale prima di fare coppia fissa con un compagno giocherellone, buffo e dalla voce stridula faceva coppia con Uan. Poi abbiamo riso con Roberto Ceriotti e abbiamo sognato insieme alla guest star per eccellenza: Cristina D’Avena.

Bonolis e Uan Bim Bum Bam

21 anni di trasmissione che hanno rappresentato per la maggioranza dei ragazzini/e l’Appuntamento pomeridiano con la A maiuscola.

Dopo qualche anno su Canale 5, ritorna su Italia 1 ma sul finire degli anni ’90, un po’ per i tagli al budget, un po’ per la nascita di nuove fonti di intrattenimento, la forza di Bim Bum Bam inizia a spegnersi. Nel 2000 il programma sarà soltanto una contenitore di cartoni animati e nel 2002 verrà definitivamente chiuso. Ma cosa ci fa sospirare ancora oggi quando pensiamo a questo programma tv?

Il pupazzo Uan: la linea comica del programma.

Uan Bim Bum Bam

Mezzo cane dal ciuffo rosa e mezzo bambino dispettoso. Animato dal Gruppo 80 e doppiato storicamente da Giancarlo Muratori, il suo nome è il frutto dell’italianizzazione del numero 1, cioè One, proprio come il numero della rete che ospitava il programma. Uan ha delle fissazioni che sfociano nell’ilarità compulsiva più spinta. Un giorno non può smettere di battere a macchina, il giorno seguente monta le uova come non ci fosse un domani. Affetto da vari disturbi, come quello del titic titac, è ancora oggi uno dei pupazzi più amati di sempre.

Nel programma ce ne sono anche altri, come La Signora Regia o il temibile Signor Brandolin. Anni dopo arriverà anche il leone Ambrogio, e i cugini Four su Rete 4 e Five su Canale 5, i quali però non otterranno mai la fama di Uan. La passione per i pupazzi, pensiamo anche a Topo Gigio o a Dodò de L’Albero Azzurro, ha rappresentato per migliaia di ragazzini un riferimento comico indelebile, tanto da essere sfruttato recentemente per creare Tciù, il pupazzo perverso e malefico dalla serie Romolo + Giuly: La guerra mondiale italiana.

I conduttori e lo studio.

Ve li ricordate i giochi da tavolo formato gigante che vedevano sfidarsi all’ultimo sangue due squadre di agguerritissimi bambini e bambine!? Il progetto nasce agli inizi degli anni ’90 da una partnership tra Bim Bum Bam e la Milton Bradley Company (MB), i quali danno vita a delle scenografie spettacolari dei giochi da tavolo più amati, come Spago Spaghetti, Indovina Chi?, Forza quattro, Hotel e Frega la strega. Una strategia per vendere di più sotto Natale? Certo, ma noi ce li siamo goduti lo stesso.

La conduzione di Bim Bum Bam era una componente fondamentale per il successo del programma. Agli inizi vennero presi i conduttori di 3, 2, 1…contatto – un programma della Rai – come Paolo Bonolis e Sandro Fedele. Poi la conduzione del programma passa al trio composto da Bonolis, Licia Colò e il pupazzo Uan; qualche anno dopo la Colò viene sostituita da Manuela Blanchard e negli anni ’90 si alterneranno presentatori, oggi più o meno noti, come Carlo Sacchetti, Debora Magnaghi, Carlotta Pisoni Brambilla, Roberto Ceriotti, Marco Bellavia (Steve di Love me Licia!) e il giovanissimo e invidiatissimo Alessandro Gobbi.

C’erano i cartoni animati “di una volta”.

cartoni animati Pollon

Il segreto del suo successo è stato senza dubbio la programmazione variegata e innovativa dei cartoni animati proposti. Non solo il programma ha messo in onda dei prodotti poco conosciuti che trasmetteva solo qualche tv locale, ma ha lanciato e acceso la mania per i nuovi cartoni animati giapponesi. È il caso di C’era una volta… Pollon, Carletto il principe dei mostri, Che campioni Holly e Benji!!!, È quasi magia Johnny, Georgie, Hello! Spank o Lupin, l’incorreggibile Lupin.

Tra i cartoni più amati ricordiamo con tanta nostalgia anche Lady Oscar, Ti voglio bene Denver, Candy Candy, Arrivano i Puffi, Lucy May, Ruy, il piccolo Cid, Mila e Shiro, Sailor Moon, Occhi di Gatto, Kiss me Licia oppure i Gemelli nel segno del destino e qualche altra dozzina di titoli memorabili.

Verso la metà degli anni ’90, la programmazione si riempie di nuovi prodotti bomba provenienti dagli USA o dall’Olanda.

Arrivano The Real Ghostbusters, Mighty Max, David Gnomo amico mio, L’ispettore Gadget, Tartarughe Ninja alla riscossa, Tazmania, Siamo quelli di Beverly Hills, Batman, The Mask, Scuola di polizia, La fabbrica dei mostri e i tanto amati Power Rangers.

Poi dal 2000, quando Bim Bum Bam è ormai solo un contenitore di cartoni, arrivano i Pokémon, Sabrina, la serie animata, e il remake di quello trasmesso su Rete 4 intitolato What a Mess Slump e Arale.

cartoni animati Holly e Benji

Gli appuntamenti imperdibili.

Oltre ai cartoni animati c’era l’angolo della posta, un momento attesissimo nel quale si potevano fare richieste, saluti e dichiarazioni. Gli sketch esilaranti tra Uan e il presentatore di turno: dalla Caciotta Fetecchia alle confessioni imbarazzanti di Bonolis, il tutto farcito da dialoghi surreali che forse hanno condizionato per sempre il nostro senso dello humor.

E poi c’erano le infinite apparizioni di Cristina D’Avena! Sebbene non sia mai stata una conduttrice ufficiale, non riusciva proprio a stare lontano dallo studio. Tornava ogni volta con una sigla nuova da cantare, leggeva le nostre lettere oppure prendeva parte a qualche siparietto con Uan. Qualunque cosa facesse, ha fatto innamorare migliaia di ragazzini e ragazzine dell’intero Stivale.

L’avanguardia più pura!

Bim Bum Bam proponeva tra un cartone e l’altro dei veri e propri minisceneggiati e delle parodie di serie tv interpretate anche dagli stessi conduttori e dai pupazzi. Così abbiamo assistito a Ombre Rosse che vedeva Uan recitare in chiave western. Si andava dalle parodie di Rocky, Perry Mason (Perry Nason) fino alla surreale Teleuanela Manola Pontes, ispirata alle telenovelas sudamericane. Abbiamo visto Bonolis travestito in mille modi e Roberto Ceriotti nei panni di Batman con il nome di BatRoberto.

kiss me licia d'avena

Come dimenticare poi il terribile caso di Kiss Me Licia! La versione italiana dell’anime giapponese rockettaro – uno dei cartoni di punta di Bim Bum Bam – nata dalle stesse menti che hanno concepito il programma e che ha esordito nel 1986 proprio su Italia 1 con Cristina D’Avena e Pasquale Finicelli nei panni un po’ stretti di Mirko e Licia.

Al di là delle parentesi gustosamente trash, Bim Bum Bam ha collezionato ben 3 Telegatti come miglior programma per ragazzi. Quei pomeriggi in sua compagnia ci mancano, ma resteranno per sempre imbrigliati nei nostri ricordi. Il merito più grande, se ce n’è uno, della tv generalista e di questi programmi iconici è proprio quello di aver creato dei simboli di appartenenza per le generazioni di quell’epoca regalando dei riferimenti pop impossibili da dimenticare.

Per i più nostalgici, su Mediaset Play vi aspetta una full immersion con Bim Bum Bam Generation, uno speciale del 2017 ricco di chicche e ricordi indelebili. L’ultimo strato connettivo con quei pomeriggi bellissimi e irripetibili, che non dimenticheremo facilmente.

Written by Sara Crecco

Rifletto tanto, talmente tanto che poi dimentico su cosa stavo riflettendo. Quindi niente, accendo Netflix.

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