Ogni giorno proviamo a raccontare le serie TV con la stessa cura e passione che ci hanno fatto nascere. Se sei qui, probabilmente condividi la stessa passione anche tu.
Se quello che facciamo è diventato parte delle tue giornate, allora Discover è un modo per farci sentire il tuo supporto.
Con il tuo abbonamento ci aiuti a rimanere indipendenti e liberi di scegliere cosa raccontare, e in cambio:
✓ Accedi a oltre 700 articoli premium all'anno
✓ Ricevi consigli personalizzati su cosa vale la pena vedere
✓ Navighi senza pubblicità e su una sola pagina
Grazie: il tuo supporto fa davvero la differenza.
È normale che, se stai vivendo ai tempi dell’apocalisse zombie e vedi amici e parenti morire come mosche e lotti quotidianamente per la sopravvivenza, non puoi star bene con la testa e i personaggi di The Walking Dead non sono certo un’eccezione.
Mi siedo quindi nella bellissima poltrona girevole del Dr. Mari di In Treatment e psicoanalizzo i nostri eroi.
1) Negan – Delirio di onnipotenza
Negan è convinto di essere Dio: dispone della vita e della morte di tutti i suoi sottoposti, che, più che un’armata, è un gruppo di sudditi.
Non a caso, lui è i capo dei Salvatori.
Le persone, davanti a lui, si inginocchiano come davanti a un re, o a un Santo.
Lui decide chi vive e chi muore, come e fino a che punto torturare le sue vittime, cosa prendere e cosa concedere.
È il burattinaio della sua corte, che tiene le fila di fantocci disposti a tutto per compiacerlo, sottomessi dal terrore che provano nei suoi confronti.
Negan è rispettato perché temuto, non perché particolarmente autorevole, nè, tanto meno, amato.
E penso che sarà questa la sua rovina.








