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Di che morte vuole morire The Walking Dead?

The Walking Dead
The Walking Dead

E’ un po’ che me lo chiedo. E dopo aver visto i primi 4 episodi di quest’ottava stagione, la domanda ormai rimbomba sempre più forte, tant’è che ho dovuto trasportarla dalla mia mente a questo foglio multimediale. Ma di che razza di morte vuole morire The Walking Dead?

Nonostante un fandom ancora molto ampio ed appassionato, che tende il più delle volte a perdonargli l’impossibile, The Walking Dead si sta evidentemente trascinando in maniera sempre più stanca. Come uno zombie. 

Da tre stagioni a questa parte, si ripetono sempre e comunque le stesse dinamiche. Rick e soci sono ad Alexandria, ci vivono, la difendono e ogni volta devono affrontare e sconfiggere un nuovo cattivo: a volte il nemico è in casa (il marito di Jesse, alla fine dei conti, è il principale villain della 5B, il che è tutto dire), altre volte è fuori (Wolves prima, Negan e soci oggi). Quindi: c’è sempre un nemico da sconfiggere, e appena ne fai fuori uno come per magia se ne materializza un altro più forte del precedente, stile Dragon Ball. 

Poi c’è l’introspezione. La famosa introspezione che la maggior parte dei fan di The Walking Dead erge a perno indistruttibile della serie. Verissimo: The Walking Dead è stata – e a tratti continua a essere – una serie molto profonda, che ha fatto dell’introspezione un cavallo di battaglia di cui fregiarsi. Ma a un certo punto con l’alibi dell’introspezione si è commesso un omicidio. L’omicidio alla serie stessa, che è rimasta schiavizzata da infinite discussioni tra i personaggi che spesso sono sfociate in esagerazioni tese a nient’altro che un trascinamento continuo degli eventi, preparatorie alla solita puntata ricca d’azione, che in genere ha sempre un numero ben preciso: la prima, l’ottava e l’ultima.

Un canovaccio alla lunga ridondante. Nel frattempo gli zombie non servono letteralmente più a nulla. Non fanno più paura a nessuno, perchè come ha dimostrato ad ampie riprese Rick negli ultimi 3 anni, se ti svegli bene ne puoi sconfiggere mille da solo, e comunque se ti svegli male un centinaio li porti a casa. I vaganti sono ridotti ormai a fantocci, a tristissimi comprimari di quart’ordine. 

C’è da dire che in quest’ottava stagione, qualcosa di leggermente diverso stanno provando a fare. Gli sceneggiatori si sono resi conto del fatto che con la storia dell’introspezione fino allo sfinimento e di uno-due momenti topici centellinati durante la stagione stavano rischiando grosso, e quindi hanno deciso di improntare quest’inizio stagione su un tema che ultimamente avevano abbandonato: l’azione a più non posso, la guerra continua.

Il risultato però non è dei migliori: è vero che ti annoi meno, ma è altrettanto vero che la struttura sottostante continua a mancare. Perchè innanzitutto The Walking Dead non fa più paura. Sai che alla fine dei conti ai personaggi principali non potrà mai accadere nulla, perchè da anni riescono a salvarsi anche nelle situazioni più impossibili (eccezion fatta per la famosa 7×01, quella dell’addio ad Abraham e Glenn). Sai che alla fine dei conti la guerra la vinceranno loro, i ‘buoni’, perchè tanto se non la vincono loro è finita la serie.

Ma allora, perchè continuare così? Tanto si sa che non può durare all’infinito, no? The Walking Dead era bello nelle prime 4 stagioni perchè era una serie che comunque ti dava un senso di veridicità del mondo apocalittico. E cambiava tema, sempre: la scoperta del nuovo mondo disastrato e la ricerca spasmodica e speranzosa della cura, nella prima stagione. Le dinamiche relazionali e la lotta agli zombie (quando ancora facevano paura) nella seconda. La scoperta dell’esistenza di altre comunità, con conseguente guerra al Governatore, nella terza e quarta. E c’era l’introspezione, ed era bella da vedere perchè sapientemente mischiata ad altri elementi, non eretta ad unico noioso baluardo di una serie che avrebbe potenzialmente ancora tanto da dire, ma proprio non vuole saperne di dirlo.

E poi si spostavano sempre, un tempo: accampamento nella prima, fattoria nella seconda, prigione nella terza, prigione\Terminus nella quarta, anche ad inizio quinta Terminus\chiesa Padre Gabriel fino ad arrivare ad Alexandria. Ad Alexandria si sono impiantati da ormai 3 stagioni e mezzo e c’è anche questo tra i lati negativi: s’è perso man mano il senso d’avventura, quello dei personaggi e di rimando quello degli spettatori. 

Senza contare il fatto che comunque, i personaggi delle prime stagioni erano di ben altro spessore. Dale, Hershel, Andrea, Lori, Shane – soprattutto Shane, per quanto mi riguarda – il Governatore non sono stati sostituiti adeguatamente, sono stati rimpiazzati da figuranti. A parte Abraham, unico personaggio realmente di livello della seconda generazione, uscito di scena un annetto fa assieme a Glenn. Per come la vedo io, anche l’attesisissimo Negan non è ‘sto granchè, anzi: è spesso macchiettistico. Sebbene, ovviamente, sia il miglior personaggio uscito fuori nelle ultime 3 stagioni (e ci mancherebbe altro).

Quanto si può andare avanti così? Di che morte vuole morire The Walking Dead? Una morte eroica e onorevole, oppure vuole semplicemente morire di vecchiaia? La scelta da fare potenzialmente c’è e le idee per metterla in pratica pure, il problema è che se non la si fa ADESSO si rischia di non averla più una scelta, perchè i fan si stuferanno a un certo punto di questo canovaccio trito e ritrito.

Si potrebbe tornare alle dinamiche della prima stagione. La ricerca di una cura, di un qualcosa da raggiungere, di una speranza per risolvere il problema del mondo infetto. Speranza che magari si potrebbe anche rivelare vana, con la serie che potrebbe concludersi con una brutale sconfitta per il genere umano. Speranza che potrebbe portare ad altre evoluzioni, che sfuggano all’ormai affannoso clichè dell’infinita lotta contro il nemico di turno.

Speranza che potrebbe salvare questa serie, regalandole una morte degna della sua fama. Regalandole magari una o due stagioni finali degne delle prime 3-4, nelle quali era sicuramente nel novero delle migliori serie in circolazione. Regalandosi la possibilità di lasciare un bel ricordo. The Walking Dead sta morendo di vecchiaia perchè è troppo pigra per guadagnarsi la sua morte eroica. C’è ancora tempo, ma non troppo. E’ arrivato il momento di cambiare le cose, prima che sia davvero troppo tardi.

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Written by Vincenzo Galdieri

Sostanzialmente scrivo baggianate, ma gli dò un tono talmente epico che a volte rischiano pure di sembrare cose interessanti

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