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10 motivi per amare silenziosamente The Mentalist

5) Le abitudini di Patrick Jane

The Mentalist
The Mentalist (640×358)

Patrick Jane is the new Sabrina Ferilli. In altre parole, propongo una petizione per rendere Patrick Jane il nuovo testimonial di una nota azienda che produce divani. Già me lo immagino sdraiato sul suo divano di pelle personalizzato, mentre, con le sue abilità di mentalista, induce lo spettatore più dubbioso della formidabile qualità di quella superficie. Di sicuro ci sarebbe un aumento nelle vendite, ma torniamo al nostro articolo.

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Parick Jane, come altri personaggi delle serie tv, ha un “luogo” prediletto in cui ritirarsi per riflettere, organizzare il piano per salvare il mondo e cose simili. Un “posto” che è molto simile a quello di ognuno noi: il divano. Oh sì, toglietegli tutto, ma non quel meraviglioso divano di pelle, mezzo scucito. Nel corso delle stagioni, Patrick lo rivendica più volte e lo inserisce pure all’interno della lista delle cose che vuole indietro per tornare a lavorare con il CBI.

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Oltre a questo, Patrick Jane è anche un vero e proprio teinomane. Ovunque si trovi, anche se questo può modificare o distruggere delle prove, se lui ha voglia di tè, con estrema nonchalance si prepara la sua bella tazza. Insomma, ha bevuto più tè lui in 7 stagioni di The Mentalist che la Regina d’Inghilterra in 91 anni di vita.

Per cui, sì, queste rientrano senza ombra di dubbio tra le ragioni per amare questa serie tv. Perché, così facendo, ci si accorge presto che c’è un po’ di Jane in ognuno di noi, soprattutto durante le sessioni d’esame all’università.

6) La linea sottile che separa il bene dal male

The Mentalist
The Mentalist (640×365)

La serie è costruita in modo tale che lo spettatore si convinca di un possibile cambiamento di Jane nei confronti di Red John. In realtà, nel momento della resa dei conti, nel momento del faccia a faccia tra Jane e Red John, tutto appare in chiarezza. Jane non è cambiato nei confronti di quell’uomo. Jane porrà fine a quella vita e non avrà il minimo ripensamento a riguardo.

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In Patrick Jane convivono allo stesso tempo il bene e il male. Un dualismo capace di rendere irresistibile la Serie agli occhi del pubblico che ogni volta cerca di dare la giusta collocazione al protagonista. Perché, se è vero che Jane mette al servizio del CBI le sue abilità per salvare delle vite, allo stesso tempo egli si fa assumere per perseguire il proprio desiderio di vendetta. Quando si tratta della sua nemesi, non segue alcuna etica, alcun codice morale, inquadra l’obbiettivo e capisce fin da subito quello che accadrà quando giungerà l’inevitabile incontro/scontro. Non c’è altra soluzione, Red John deve morire, perché solo così Jane può passare oltre il suo passato e vivere e progettare il suo futuro. Due menti superiori che combattono perché a questo punto non c’è spazio per entrambe nello stesso mondo e una delle due deve necessariamente perire.

Insomma, se per Jane tutto è evidente fin dall’inizio, per lo spettatore il dubbio rimane. Un dubbio che lo attanaglia, ma che allo stesso tempo mantiene alto il suo interesse, facendolo innamorare follemente della vicenda.

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