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5 momenti in cui Ted Lasso ci ha fatto piangere come delle fontane

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Ridere a crepapelle per ritrovarsi pochi istanti dopo in silenzio, attoniti, con gli occhi che si riempiono di lacrime. Un saliscendi di sentimenti contrastanti che fanno affiorare emozioni e ricordi. Momenti catartici che a loro modo ci fanno sentire capiti e in sintonia coi personaggi: sono davvero poche le serie tv che riescono a fare quest’effetto e Ted Lasso, pluripremiata comedy di Apple TV+, è sicuramente una tra queste.

Perché in sole due stagioni, seguire le tanto buffe quanto drammatiche vicende dell’allenatore di calcio più amato della televisione ci ha dato più di quanto altre serie tv riescano a fare in anni e anni. Perché la serie ideata da Bill Lawrence (già creatore di Scrubs) ha questa incredibile capacità di spingere verso l’empatia, verso buoni ma non scontati sentimenti senza ricadere nello stucchevole. La preziosa abilità di far emozionare davvero chiunque e, perché no, di farci versare anche qualche lacrima.

Ecco quindi a voi 5 momenti in cui Ted Lasso ci ha fatto piangere come una fontana. Preparate i fazzoletti!

Ted lascia andare sua moglie

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Se ami davvero qualcuno allora lascialo andare“.

Quante volte abbiamo sentito quest’espressione, talvolta non capendola o non condividendola, talvolta criticandola. Che senso potrebbe avere privarsi della propria felicità in questo modo? È proprio Ted a spiegarci il suo vero significato quando, lottando contro ogni fibra del suo essere e contro il suo innato desiderio di riparare le cose e le persone, sceglie di permettere a una moglie infelice da tempo di prendere le distanze da lui.

È doloroso, è triste e spezza il suo cuore, ma è anche il gesto di più grande altruismo che l’uomo poteva compiere al momento. Un atto che richiede fatica, ma anche tanto coraggio, perché la scelta dell’allenatore di smettere di lottare Michelle, una donna che ha semplicemente smesso di amare il marito, ci fa cogliere la complessa profondità che si cela dietro l’apparente gioia dell’uomo e che ci fa comprendere meglio alcune sue scelte passate.

Una scena che semplicemente non può non farci commuovere e provare empatia per un uomo tanto dolce e meraviglioso, disposto a soffrire in prima persona pur di rendere felici gli altri. Vedere li occhi di Jason Sudeikis brillare di lacrime non può che farci piangere a dirotto di rimando.

Il primo attacco di panico

Parliamo di una scena davvero potente ed emotiva. Mentre la squadra del Richmond festeggia in un locale, Rebecca canta Let it Go rivelando così sé stessa, Ted inizia a stare male. Movimenti ripetitivi, l’ansia che sale, i brividi, le pulsazioni… Ted non ce la fa più, si sente mancare l’aria e cerca di uscire, lontano dalla folla, dalle urla e dalle risate dei suoi amici. C’è qualcosa di profondamente sbagliato che lo fa tremare, respirare a fatica e boccheggiare. Tutto attorno a lui è un frastuono, voci e colori indistinti, ovattati. Pur nella felicità del momento, Ted sta male. Un malessere dovuto a tutti i problemi della sua vita che cerca di ricacciare, nascondendosi dietro ai propri sorrisi e al proprio incontenibile entusiasmo.

Così, per noi spettatori diventa davvero difficile vedere il nostro eroe soffrire in questo modo: l’attacco di panico è forte e violento e sarà solo il primo di tanti. Un uomo spezzato e fragile che vorremmo tanto confortare e abbracciare, come fa la nostra amata Rebecca quando va in soccorso dell’amico.

L’ultima partita di Roy Kent

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Un campione che dà il suo ultimo addio alla folla esultante, un addio dovuto, ma obbligato da forze esterne, a prescindere dalla propria volontà. Un saluto sofferto, che porta con sé tanti significati. La paura di intraprendere un nuovo cammino, il terrore di non poter più essere sé stesso, di essere nulla senza un pallone da calciare. La fine della giovinezza, della sensazione di sentirsi forti e potenti, con il mondo intero a disposizione e tanto da dimostrare. Sapevamo che prima o poi sarebbe successo eppure vedere il nostro amato Roy alzarsi dal campo e uscire da giocatore per l’ultima volta ci ha fatto davvero intristire.

Fortunatamente, a risollevare la drammatica questione ci hanno pensato i tifosi del Richmond, che, celebrando il loro grande capitano, ci hanno fatto ancora una volta emozionare al grido di un certo famoso coro.

He’s here, he’s there, he’s every f***ing where, Roy Kent, Roy Kent! He’s here, he’s there, he’s every f***ing where, Roy Kent, Roy Kent!

Roy conforta Jamie

Una scena intensa, a suo modo straziante, ma anche capace di farci scaldare il cuore: dopo un duro litigio col padre violento e meschino, Jamie Tartt non ce la fa più e decide di affrontare il genitore, per ritrovarsi poi disperato e col cuore infranto. La maschera da cattivo ragazzo viziato che già era stata mitigata nelle precedenti puntate qui crolla del tutto: quello che ci troviamo davanti è infatti solo un ragazzino sperduto, solo e tradito da una figura genitoriale.

È allora che succede qualcosa di totalmente inaspettato: Roy si fa avanti e abbraccia con forza Jamie. La rivalità, la malcelata ostilità e le tensioni scompaiono: l’unica cosa che rimane è un gesto di grande umanità, di empatia e di aiuto. Kent stringe forte il ragazzo, cercando di comunicargli forza e sostegno e Jamie non può fare altro che replicare, lasciandosi andare e sfogando la propria tristezza affidandosi alla cura del nuovo amico.

Drammatico, certo, eppure dannatamente perfetto. Se non avete provato nulla dopo aver assistito a questo meraviglioso momento, significa che avete proprio un cuore di ghiaccio!

Ted Lasso si confida con la terapista

Nell’episodio The Signal della seconda stagione, le sue crescenti preoccupazioni portano il nostro amato Ted Lasso ad avere un ulteriore grave attacco di panico che lo porta ad abbandonare il campo da gioco nel bel mezzo di una partita. Ted fatica ancora ad ammettere il problema, ma a un certo punto capisce di doversi aprire con qualcuno che lo possa aiutare concretamente, così si rifugia nell’ufficio della dottoressa Sharon Fieldstone. Lì per la prima volta l’uomo ammette di aver bisogno di aiuto, perché pur essendo solitamente la roccia su cui tutti si appoggiano, anche l’uomo ha bisogno di poter contare su qualcun altro in questo momento.

Una scena forte, impattante e magistralmente interpretata, capace di cogliere davvero nel segno. L’uomo solare e aperto che abbiamo imparato ad amare cede infatti il posto a una versione devastata di sé stesso, ma anche pronta ad ammettere i propri limiti e desiderosa di poter risollevarsi e di affrontare le proprie paure, nonostante tutto.

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