Attenzione: evita la lettura se non vuoi imbatterti in spoiler di Shrinking
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Teoricamente, Shrinking è stata già rinnovata per una quarta stagione. Quindi parlare di una chiusura di un cerchio potrebbe essere decisamente prematuro. Ma quello che intravediamo nella sesta puntata della terza stagione di Shrinking è qualcosa che ci fa pensare a un finale ma che, allo stesso tempo, siamo pronti a mettere in discussione. Non è un finale, è piuttosto ovvio. Ma sembra che le vite dei personaggi si muovano in un senso solo, quello della risoluzione. Partiamo col presupposto che il “botto” che ci aspettavamo dalla relazione tra Jimmy e Meg non è avvenuto, almeno per ora. Quello che è uscito fuori è più che altro una riflessione sulla difficoltà di recuperare i rapporti, che spaventa qualunque essere umano.
Partendo dal matrimonio di Meg, in crisi più di quanto avessimo intuito da quel poco che ci era stato detto, vediamo anche Brian affrontare il difficile rapporto con il padre e così anche Liz con il figlio Matthew.
Sono poche le questioni che vengono lette con un’ottica di apertura: c’è Sean e il nuovo lavoro e Maya che prova a farsi degli amici anche da adulta. Per il resto, forse perché le aspettative erano altre, sembra leggermente piatto e tendente alla conclusione. Spoiler: è una conclusione di cui, in realtà, abbiamo capito molto poco.

È importante ripeterlo: è ovvio che non sia la fine, lo si intravede da tanti piccoli dettagli e dalle sfumature che assumono le vicende. È la sensazione di chiusura che ci porta a ragionare su una strana scelta risolutiva. Possibile che la relazione tra Meg e Jimmy non abbia creato nessun effetto su Paul? È così strano aspettarsi una qualsiasi reazione complessa da parte della stessa Meg? Siamo sicuri che tutti abbiano almeno pensato ad una di quelle riunioni strane e divertentissime che facevano Liz, Gaby, Jimmy e Derek sulla vita amorosa dello stesso Jimmy.
Eppure, forse Shrinking è cresciuta assieme ai suo protagonisti. Forse non c’è più quel bisogno emotivamente importante di creare il dramma, quel bisogno cui Jimmy era così morbosamente attaccato.
Non c’è più necessità dell’intervento tagliente di Liz o Gaby, e soprattutto non c’è più bisogno di coinvolgere per forza Paul. Ci manca qualcosa? Forse, ma come sempre Shrinking prova anche a raccontare cosa c’è sotto l’apparenza. Ed è qui che arriva la svolta intuitiva. Forse ci aspettavamo il dramma, ma è altrettanto importante razionalizzare. Soprattutto arrivati a questo punto della storia. Perché, purtroppo, la maggior parte delle volte la vita è bravissima anche da sola a darci dei drammi da affrontare.
A metà puntata, Derek viene ricoverato per un problema cardiaco molto serio e tutti i protagonisti, da Jimmy e Brian, ragionano sulla fugacità della vita. E questo “dramma” così reale e così razionale, li spinge ad essere più onesti o ad assumersi le proprie responsabilità. Così Meg parla con Paul del suo matrimonio a pezzi, Jimmy si mostra più accondiscendete con Alice che vuole il nonno al suo diploma e Sean accetta di fare un colloquio di lavoro molto importante. E soprattutto il fidanzato di Gaby, anche lui Derek, comincia ad accarezzare l’idea di chiederle di sposarla, anche se vediamo pochissimo (per ora) della sua intenzione.
Shrinking ci spinge, di punto in bianco, a riconsiderare le priorità della vita e della quotidianità. Ci racconta di come è facile farsi sopraffare da questioni minuscole e di come è ancora più semplice ridimensionarle, se poste in confronto a qualcosa di molto più grande.

E senza volerlo, Shrinking ridimensiona anche le nostre aspettative. Esattamente quando ci aspettavamo il dramma tra Jimmy, Meg e Paul, ci spiega quanto poco sia importante di fronte alla difficoltà delle relazioni, alla salute, alla pace familiare. Come al solito, Shrinking ci offre una lezione di cui non sapevamo di avere bisogno.
Quindi, in un certo senso la 3×06 di Shrinking ci sta parlando di chiusura, di conclusione. Ma non come ci aspetteremmo guardando la prima parte della puntata. L’intenzione, invece, è quella di dimostrare quanto il termine di qualcosa sia spaventosamente vicino, più di quanto siamo disposti ad ammettere. E quel termine, quella fine su cui non vogliamo nemmeno ragionare, è in realtà qualcosa di prezioso. Perché ci fa comprendere quello che abbiamo intorno, la bellezza dei rapporti che abbiamo coltivato negli anni e la necessità di mettersi in gioco sempre.
È stupido, dice Alice, che per rendersi conto di qualcosa del genere bisogna arrivare a stare male. Ha ragione, se l’essere umano fosse perfetto sarebbe in grado di capire molto prima della tragedia che la vita è una e che va vissuta al meglio che si può.
Ma l’essere umano non è perfetto e ha bisogno di continui solleciti, anche negativi, per ricordarsi di essere vivo e di essere privilegiato. Quel che le risponde Jimmy, è un po’ il senso di tutta la 3×06 di Shrinking e anche la lezione per tutti noi: non importa come ci si arriva, a quella consapevolezza, l’importante è che quando si riesce ad acquisirla non sia troppo tardi.
La 3×06 di Shrinking ci racconta tante storie diverse che vanno nello stesso senso. Brian (Michael Urie) si assicura che non sia troppo tardi per raccontare al padre della bambina che ha appena adottato con suo marito, si assicura che non sia troppo tardi per dire al padre chi è e mostrargli finalmente la sua famiglia. E Matthew, che pur di non parlare con la madre si è fatto pagare per andare dal terapeuta (un sola sessione traumatica con Jimmy) capisce quanto lei abbia bisogno dei suoi figli in un momento così delicato. Mette da parte l’orgoglio e fa il suo dovere, mostrando a Liz la sua forza. Per arrivare a Sean che, nonostante abbia paura di lasciare il suo food truck e abbia il terrore di cambiare una vita che lo appaga, non si lascia scappare l’occasione di imparare qualcosa di nuovo anche se questo significa rinunciare a qualcosa.
Persino Maya, che non è in alcun modo coinvolta nella questione della salute di Derek, si lancia e alza il telefono in cerca di compagnia.
Nonostante il suo fallimento, la consapevolezza di essere uscita dai suoi schemi la rende molto più forte e molto più coraggiosa.

Quindi sì, la sesta puntata della terza stagione di Shrinking prova a raccontarci di una conclusione ma, come è nel suo stile, ci sorprende ancora una volta cambiando (quasi totalmente) rotta. Proprio quando sembra di assistere ad una chiusura di un cerchio narrativo iniziato un paio di anni fa, Shrinking parla di qualcosa di molto più grande. Affronta un tema difficile, come è la salute e le conseguenze emotive che può avere sulle persone, e lo fa in modo delicato. Soprattutto, lo fa coinvolgendo tutti nel processo di consapevolezza. Ognuno nel suo piccolo riesce a rendersi conto dell’importanza delle relazioni e dell’amore che esse generano.
Ognuno di loro capisce quanto è necessario esprimere quelle sensazioni e quanto è importante farlo con chi li circonda. Tutti i protagonisti di Shrinking, nella 3×06, si interfacciano con una fine che sembra essere lontana ma che è spaventosamente vicina.
E, grazie a questa nuova presa di coscienza, prendono atto delle fortune che hanno e imparano a non dare per scontato nulla. Un po’ come noi impariamo a non dare mai per scontato Shrinking, che ha sempre pronto un modo di stupirci e di farci cambiare idea. L’importante è accorgersene prima che sia troppo tardi.





