Vai al contenuto
Home » Shrinking

Shrinking 3×04 – La lezione di Maya sulla solitudine

Shrinking

Attenzione: evita la lettura se non vuoi imbatterti in spoiler di Shrinking

Ogni giorno raccontiamo le serie TV con passione e cura. Se sei qui, probabilmente la condividi anche tu.

Se quello che facciamo è diventato parte delle tue giornate, DISCOVER è il modo per sostenerci.

Il tuo abbonamento ci aiuta a rimanere indipendenti. In cambio: consigli personalizzati, contenuti esclusivi, zero pubblicità.

Scopri Hall of Series DISCOVER

Grazie, il tuo supporto fa la differenza 💜

Stiamo facendo una leggera fatica a cogliere il tema generale della terza stagione di Shrinking. Se la prima stagione era dedicata al dolore e la seconda al perdono, sulla terza siamo ancora piuttosto dubbiosi. Non perché non ci siano temi di cui discutere, forse proprio perché ce ne sono talmente tanti da creare una sorta di disorientamento. C’è anche da dire che siamo solo alla quarta puntata ed è quindi plausibile che il quadro completo non sia del tutto visibile.

Per il momento, la 3×04 di Shrinking è più che funzionale ad aprirci gli occhi su una realtà scomoda: la solitudine, per quanto paurosa, non si può evitare. Ma la puntata non è un elogio alla solitudine, né tantomeno un’esortazione.

Quello che Shrinking vuole far arrivare è un messaggio molto più ambiguo e più complesso, che riguarda l’essere umano come animale sociale ma anche come essere imperfetto e pieno di falle. E allora la solitudine non è più solo uno stato fisico, quanto piuttosto un ambiente in cui riconoscersi e riconoscere chi stiamo allontanando. E, in quest’ottica, è decisamente salvifica. Quel “campo” che Paul utilizza come tecnica di analisi, diventa un non luogo perfetto per perdersi e ritrovarsi.


Shrinking
credits: Apple Tv

Partiamo dal principio, o meglio ancora dal mezzo. Perché la 3×04 di Shrinking, in fondo, è un’ottima apripista. A partire dal caso della paziente di Gaby, Maya, che va un po’ a sostituire quei casi che vedevamo con Jimmy nella primissima stagione. Questa volta è Gaby ad avere problemi con una sua assistita, che non sa come far aprire. E sarà proprio Jimmy a consigliarle di andare oltre le regole, come aveva fatto lui quando era alla ricerca del suo metodo. Partendo dalla personalità complessa di Maya che fatica ad esternare i suoi problemi, la 3×04 di Shrinking analizza con tenerezza e una spiccata sensibilità il tema della solitudine. Partiamo da Maya proprio perché, pur non essendo l’unico tema dell’episodio, è di certo quello più impattante e interessante. In una puntata fatta di Derek che viene avvelenato e pensa di essere in paradiso, di Brian che si gode la sua bambina e di Sean che sembra aver trovato il suo equilibrio, Maya e Gaby rompono le regole.

E ci riportano alla realtà, ricordandoci che la quotidianità spesso e volentieri è terribile e che la solitudine, volenti o nolenti, può farne parte.

Perché Maya è sola e perché ha una paura atavica di rimanere sola per sempre?

Sappiamo che è sola perché i suoi amici si sono trasferiti, o sposati, o sono entrati in una setta che vieta i telefoni. Per il momento, rimaniamo su questa superficie senza arrivare al fondo della questione. Proprio come Gaby, dovremo probabilmente faticare molto di più per ottenere delle risposte più complete. L’atteggiamento di Maya, chiusa e schiva, racconta di una solitudine imposta e non ricercata, che arriva senza fare troppo rumore ma che si fa sentire piuttosto bene una volta radicata. Maya sembra essere consapevole di se stessa, sembra essere una donna indipendente e sicura di sé. Eppure, quella fragilità inaspettata le fa cedere le gambe. E, anche se ci vuole un certo tipo di approccio poco ortodosso da parte di Gaby, alla fine Maya sente di poter dire la verità. E la verità è orribile, spaventosa e quasi infantile, ma anche potentissima.


Mi sembra che l’universo intero stia cospirando perché io resti sola”, sospira a Gaby nel parcheggio di un locale dove hanno appena giocato a Trivia, andando contro le regole che esistono tra terapeuta e paziente.

Ma Gaby sa che con Maya deve rompere dei muri, e decide di fare ciò ha reso Jimmy tanto popolare tra i suoi assistiti, superare il limite.

Shrinking
credits: Apple Tv

In quel momento, nel preciso istante in cui Maya e Gaby si guardano e finalmente si riconoscono, negli occhi della paziente c’è dolore e c’è angoscia. C’è soprattutto la paura di mostrarsi alla terapeuta completamente sprovvista di armatura. Quel personaggio che stavamo iniziando a conoscere come forte e intrepido fa cadere improvvisamente tutte le difese e decide di mettersi in gioco, confessando la sua più sconsolata solitudine. Maya, nella 3×04 di Shrinking, confessa di essere sola e di avere paura di rimanere sola per sempre, come se l’universo la stesse costringendo a scegliere la strada della solitudine. È un sentimento che tutti, almeno una volta nella vita, hanno provato. Quel senso di oppressione in cui siamo convinti che l’intero cosmo ce l’abbia con noi, che il nostro destino sia finire nella condizione peggiore possibile.


Maya, in quel preciso momento, è tutti noi. È qualsiasi essere umano terrorizzato dalla paura di rimanere solo, dal senso di impotenza che si prova quando le persone che ami sfuggono via.

Non è solo sola, è anche consapevole di essere sola, è conscia del fatto che probabilmente lo sarà ancora per parecchio tempo. E sa che deve trovare il modo di affrontarlo, anche se la paura la pietrifica.

La 3×04 di Shrinking non gira intorno a Maya (Sherry Cola), come si diceva ci sono delle istanze che gravitano intorno al fulcro creato da Gaby e Maya. Ma, fatta eccezione per l’evento straordinario e doloroso che accade sul finale che vede Liz e il figlio protagonisti, l’intero episodio ha senso quasi unicamente se letto con gli occhi di Maya. C’è anche Paul (Harrison Ford) che si rende conto di voler passare più tempo con la sua famiglia e che, nonostante il via libera a tornare a lavorare, capisce che quel che vuole è stare con le persone che ama. E, in qualche modo, si allaccia al tema della solitudine di cui Maya si fa portavoce. Paul sa che non può essere il lavoro la cosa più importante per lui, sa che la compagnia dei suoi pazienti è stato un grosso palliativo per anni. Ma adesso ha bisogno di stare solo. O meglio, con chi sceglie di stare, e non con chi deve stare.

Quel “campo” dove a un certo punto deve rifugiarsi anche lui è fatto di poche persone e di poche immagini. E nessuna di esse riguarda il lavoro. Stavolta, anche Paul si vede costretto ad apprendere una lezione.

Stavolta, non è lui a dare consigli, ma si lascia ispirare da qualcun altro. Torna Michael J. Fox, sempre pronto a farci tirare fuori i fazzoletti.


Shrinking
credits: Apple Tv

Nella 3×04 di Shrinking non è il saggio terapeuta a insegnare qualcosa; come spesso succede in Shrinking, i ruoli si ribaltano e una paziente inconsapevole diventa il centro di un insegnamento fondamentale. In fondo è un po’ come sostenevano gli antichi greci con la maieutica, il sapere è già dentro di noi e bisogna solo trovare il modo giusto di farlo uscire. Gaby, in questo senso, ha un ruolo fondamentale nella transizione di Maya da reticente a consapevole. E Maya, incerta e goffa, trova il modo di esprimere quello che ha da dire. Quello che è necessario che dica, a se stessa e a Gaby (e quindi a tutti).

Si fa paladina inconscia di un’ansia naturale dell’essere umano, quella di rimanere solo. Una paura che nasce dal bisogno di confrontarsi con gli altri e che va continuamente calmata con l’intervento degli altri.

Un terrore che blocca tutti prima o poi, ma che va accolto e capito. La solitudine di Maya è dolorosa ma è anche naturale. Non è colpa di nessuno, la vita certe volte ci mette di fronte a questo tipo di sfida. E infatti Maya non se ne lamenta, piuttosto ne esprime le varie sfumature ad alta voce, ne affronta le conseguenze. Grazie a questo, Maya diventa tutti noi.