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Shrinking 3×03 – Nuovi inizi, vecchie paure

Shrinking

Attenzione: evita la lettura se non vuoi imbatterti in spoiler di Shrinking

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La vita sa come assicurarsi che nessuno risolva davvero i problemi”, afferma Paul mentre parla, per l’ultima volta in forma di terapeuta, con Alice. La ragazza, preoccupata di sentirsi un fallimento, cerca consolazione dalla persona che più di tutte l’ha accompagnata sulla via della guarigione. Ma tutto questo sta per cambiare, e non è la sola cosa che sta per subire una scossa. Paul, come terapeuta ma anche come uomo di una certa esperienza, sa che il fallimento in sé per sé non esiste davvero. Tornare sui propri passi, ripercorrere strade già conosciute, fa parte della vita. Una vita che, severa e senza scrupoli, non smette mai di porci di fronte a degli ostacoli. Fisici o psicologici. Ma è il cinismo imperterrito della vita stessa che, alla fine, spinge tutti al coraggio e all’azione. E, quindi, al cambiamento. Che fa paura ma che è anche, il più delle volte, inevitabile.

La terza puntata della terza stagione di Shrinking è una perfetta terza puntata, una puntata di mezzo. E quindi, di transizione.

Entriamo nella nuova quotidianità di Brian, Alice e Sean. Ma anche di Jimmy, ancora leggermente sullo sfondo, e di Paul che lascia andare Alice e soprattutto che, finalmente, si commuove.


Nella 3×03 di Shrinking notiamo una duplice narrazione: da una parte i nuovi inizi e dall’altra vecchie paure che emergono di nuovo. Sotto la regia di Zach Braff, l’episodio va avanti cercando di mantenere l’equilibrio tra queste due istanze. L’evento principale della terza puntata della terza stagione di Shrinking è quello della nascita della bambina di Brian. Inevitabilmente, quindi, a un certo punto il focus di tutti diventa quello e tutto ciò che accade prima diventa piuttosto superfluo. Ma se per Brian si parla indubbiamente di un nuovo inizio, per quanto spaventoso, dall’altro lato Jimmy appare ancora bloccato sui suoi stessi sentimenti. Lui stesso usa la metafora di una merendina bloccata nel distributore, che non vuole muoversi ed è convinto che, come lei, sia meglio rimanere al presente status quo.

Shrinking
credits: Appel Tv

È un blocco che Jimmy ha già affrontato precedentemente ma che, ora, sembra aggravarsi a causa della visita del padre, col quale deve avere qualche conto in sospeso di cui non conosciamo ancora a fondo i dettagli.

Il lutto, per Jimmy, è ancora qualcosa che gli provoca senso di colpa e frustrazione e non riesce ad inquadrare la sua futura vita amorosa con una donna che non sia la moglie.

Tutto molto comprensibile, chiaramente. Tanto che nella 3×03 di Shrinking è abbastanza difficile entrare in empatia con Jimmy; non tanto per il tema in sé, quanto perché è stato effettivamente già affrontato e cominciamo a faticare a capire dove vuole portarci. Il tema si era aperto con l’incontro con Sofi (Cobie Smulders) e più volte era stato affrontato nelle sedute con Paul e nelle chiacchierate con Louis. Senza contare gli scontri con Alice e l’avventura con Gaby. La sensazione, a questo punto, è che il tema abbia necessità di evolversi e cambiare. Ed esattamente come lo stesso Jimmy, sbloccarsi dal suo stato di immobilità. È chiaro che l’intento preciso di Shrinking è proprio quello di farci sentire bloccati insieme a lui, di far vivere anche a noi quella sensazione di impotenza emotiva e di inibizione sentimentale. Ed è vero anche che siamo solo alla terza puntata che, come si diceva, è assolutamente di transizione.

Quindi è tutto ancora aperto a nuove interpretazioni.

Per il momento, siamo sicuri del fatto che Jimmy è in uno stato di incertezza da cui fatica molto a uscire e che fa sentire tutti molto ansiosi di sapere come va a finire. Come riuscirà a sbloccare il suo status.

Dall’altra, in contrappeso, c’è Alice e il suo nuovo inizio. Sta per andare al college, si sta preparando psicologicamente a lasciare quel nido che, in fondo, le ha regalato gioie e dolori. È una Alice maturata, pronta anche se spaventata. Ma sente di aver fallito perché ha ancora bisogno di Paul, dopo tutto quel lavoro sente che dovrebbe farcela da sola. Ma sappiamo che non è così per nessuno, e Shrinking non si stanca mai di ricordarcelo. Per fortuna. Paul stesso la convince non solo a continuare la terapia (con Gaby, perché lui non riesce più a tenere i ritmi) ma ad accogliere quello che lei chiama fallimento come una risorsa per la sua stessa crescita. Alice, con l’”abbandono” di Paul, muove il primo passo verso un nuovo inizio, aggiunge una nuova consapevolezza alla sua crescita personale e una rinnovata coscienza delle sue possibilità. Alice, rispetto al padre, si mostra propositiva e coraggiosa, seppur terrorizzata e in ansia per il futuro.

Shrinking
credits: Appel Tv

Shrinking ci sta dicendo che il punto non è la paura, ma il modo in cui decidiamo di accoglierla.

Non si può ignorare l’ansia dell’ignoto, quello che si può fare è affrontarlo con i mezzi che abbiamo. È inutile fossilizzarsi su antichi timori, è molto più efficace ricominciare da zero.

Ricominciare dalla propria salute, come fa Paul (Harrison Ford); ricominciare da capo con una paziente difficile, come succede a Gaby; ricominciare con una terapeuta diversa e darsi una chance diversa, come per Alice; come per Brian con una vita del tutto nuova tra le braccia. Ma soprattutto come per Sean che, in contrapposizione al suo stesso blocco, riesce a mettersi in gioco e a ricominciare dal suo stesso errore. L’episodio tre della terza stagione di Shrinking si concentra molto su ognuna di queste istanze (soprattutto la nascita della piccola di Brian) ma quella di Sean è particolarmente interessante dal punto di vista di quel famoso equilibrio che sembra cercare la narrazione. Sean, al contrario degli altri in questo caso, si sabota da solo pensando di non meritare nessun tipo di perdono da parte della sua ex fidanzata, che sostiene di aver lasciato subito prima di partire per l’Afghanistan, in modo non lusinghiero.

Ma sarà lo stesso Sean, dopo aver ridicolizzato il suo stesso blocco, a sciogliersi e a lasciarsi andare al suo destino.

Che, chiaramente, era più roseo delle sue tragiche previsioni. Sean dimostra di saper utilizzare in autonomia gli strumenti che la terapia gli ha insegnato a utilizzare. E rompe l’equilibrio tra vecchie paure e nuovi inizi.

Shrinking
credits: Apple Tv

O meglio, lo decostruisce. Accentuandone l’importanza ma anche dimostrandone la fragilità. La 3×03 di Shrinking, attraverso il personaggio di Sean in particolare, si sofferma sulla necessità di saper riconoscere le proprie ansie, di saperne parlare e di saperne individuare le fragilità. Perché solo la consapevolezza di esse può portare a una decostruzione delle stesse, e quindi a un cambiamento che anche minimo, sia funzionale alla crescita personale.

E allora sono importanti gli ostacoli tanto quanto i modi di superarli; sono fondamentali le paure tanto quanto il modo di affrontarle; sono necessari i blocchi emotivi tanto quanto la consapevolezza che non si debbano demonizzare in alcun modo.

In fondo Shrinking lo sa, la fallibilità umana non ha limiti. E va bene così. La vita è divertente anche per questo, perché non ci aspettiamo Paul con gli occhi lucidi di fronte a una neonata, e invece accade. Proprio quando eravamo sicuri di aver raggiunto quell’equilibrio tra consapevolezza e paura, proprio quando le cose sembrano avere un senso nel disegno generale. Arriva una nuova vita e cambia tutto, di nuovo. La 3×03 di Shrinking ci accompagna dolcemente verso quello che potrebbe essere un cambiamento radicale che, probabilmente, non tarderà ad arrivare.