Attenzione: evita la lettura se non vuoi imbatterti in spoiler di Shrinking
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Avete presente quando sembra tutto talmente perfetto che il primo pensiero va immediatamente a qualcosa di brutto che potrebbe rovinarlo? È la sensazione che si prova inevitabilmente appena inizia la quinta puntata della terza stagione di Shrinking. E, dato che il colpo di scena, arriva proprio negli ultimi secondi dell’episodio, questo sentore ci accompagna per l’intera durata delle 3×05. I protagonisti affrontano delle questioni quotidiane, certo. Ma sembrano essere tutte questioni molto piccole, e soprattutto molto facilmente risolvibili. La puntata sembra andare da subito in una direzione di calma, leggerezza e serenità.
Non perché non ci siano dei temi da affrontare ma perché l’atteggiamento assunto dai personaggi sembra essere risolutivo piuttosto che essere problematico come accade più spesso in Shrinking.
La 3×05 ci prova anche a farci sembrare che il problema di Gaby con Derek sia qualcosa di grande, ma quella vocina nella testa che dice che qualcosa di più grosso sta per accadere, non ci fa prendere il tutto sul serio. Non è forse troppo tempo che vediamo Jimmy in disparte? Arrivati alla 3×05 cominciamo a chiederci seriamente quale possa essere il motivo. E Shrinking non tarda troppo a sganciare la bomba, giusto il tempo di goderci un altro episodio per poi esplodere sul finale.

Veniamo a noi. Come dicevamo, Gaby affronta una questione che non è nemmeno qualcosa di così scontato. Il suo rapporto con Derek (Damon Wayans Jr.) sta andando bene, sono perfino d’accordo su una data dopo la quale possono cominciare a parlare di futuro. Nel mentre, hanno deciso di godersi a pieno la loro relazione. A minare questo strano equilibrio, Derek parla del sogno di Gaby di aprire un Trauma Center come fosse un sogno comune, descrivendolo al plurale. In maniera del tutto naturale, come ad incitare un sogno condiviso. Ma Gaby, che è più che altro spaventata dalla serenità che il suo rapporto dimostra di avere, si fa venire dei complessi sulla serietà che un plurale può portare con sé. Raduna tutti i suoi amici (e sua madre) per analizzare questa sua strana voglia di mollare tutto, lasciare Derek e assicurarsi una vita indipendente, al singolare. Il gruppo di amici chiaramente la distoglie da questo pensiero e, anche questo tema, si risolve con un lieto fine per la coppia.
La tematica affrontata, della difficoltà di vivere al plurale quando si è abituati a farlo al singolare, è enorme e necessaria.
Molto seria e anche molto interessante. E come sempre Shrinking non perde l’occasione di affrontarla con ironia, senza mai prenderla sottogamba.
Poi c’è Sean e la questione della stabilità emotiva e psicologica, che ha ritrovato grazie al suo lavoro. La sua nuova compagna sembra non capire l’importanza del lavoro per Sean e quanto significhi per lui avere un impegno in cui crede fermamente. Dopo anni di lotta contro il disturbo post traumatico, Sean ha trovato la sua dimensione. Ma la sua fidanzata, che rientra nella sua vita direttamente da un passato che lui aveva cercato di dimenticare, lo mette in crisi. Ma Shrinking non si limita mai, e il vero problema di Sean non è nemmeno questo. Ciò che lo turba nel profondo è un senso di inadeguatezza che lo contraddistingue e che condivide con Alice. Il suo Food Truck diventa un posto dove può avere tutto sotto controllo, dove è lui che decide del suo destino, dove sa di trovarsi a suo agio.
Ma dall’altra parte, sa che deve uscire da quella comfort zone che lo sta divorando e, in questo, la compagna potrebbe essere una via d’uscita. Così come il college potrebbe essere la via d’uscita per Alice, fin troppo rinchiusa nel suo mondo e fin troppo impegnata ad essere quella piccola adulta che dice di non volere essere mai più.

Infine, sullo sfondo, c’è l’addio imminente di Paul e la questione irrisolta di Liz con il figlio Matthew. Ma la 3×05 di Shrinking, come dicevamo, converge verso un unico punto focale. Che capiamo solo dopo, intorno alla metà dell’episodio, quando Jimmy si ritrova in uno scantinato a cercare i documenti di Paul insieme alla figlia di quest’ultimo, Meg. Tra i due c’era stata una scena molto tenera al matrimonio di Paul e Julie, solo qualche puntata prima. Ma ci era sembrata un semplice scambio di consigli, tra due anime affini che condividono un grande amore per una persona cui sono legate in maniera complessa. La nostra attenzione, per quanto riguarda la vita amorosa di Jimmy, era puntata sull’incontro con Sofi e su un suo probabile ritorno (che non è ancora da escludere, chiaramente).
Mai ci saremmo aspettati che Jimmy, dopo tutti gli errori che gli abbiamo già visto commettere, si sarebbe cacciato in un altro guaio bello grande.
Meg fa capire che il suo matrimonio è in crisi, anche se non ne parla praticamente per niente, e Jimmy le confessa di essere in un periodo in cui sta cercando di rimettersi in gioco. Gli ingredienti, questa volta, c’erano tutti.
Così, come i migliori colpi di scena, alla fine dell’episodio 3×05 di Shrinking, arriva il dramma che ci farà attendere con ansia la prossima puntata. Con molto più ansia di come abbiamo fatto fino ad ora. Le prime quattro puntate della terza stagione di Shrinking sono bellissime e, ognuna per un aspetto diverso, molto interessanti e intrattenenti. Ma era nell’aria che sarebbe arrivata la puntata di rottura; il presentimento che ci portiamo dietro da un po’ era corretto. Finalmente arriva il problema principale che potrebbe delineare meglio anche il macro-tema che la terza stagione vuole affrontare. Che sia il distacco emotivo? O forse la difficoltà di vivere una vita nuova? Non possiamo ancora dirlo con certezza.
Di sicuro la 3×05 mette la base per un interrogativo più grande, insinua un dubbio che verrà disvelato solo più avanti. Essendo l’episodio di mezzo, ci aspettavamo proprio questo dalla quinta puntata e anche questa volta Shrinking non ci ha deluso.
In fondo, lo stile di Shrinking non è mai stato quello dell’esaltazione del colpo di scena o della spettacolarizzazione del dramma, forse proprio l’esatto contrario. Però, diciamoci la verità, da qualche parte dovevano pur andare a parare. Qualcosa che ci lasciasse sorpresi, sarebbe dovuta arrivare.

E arriva: Jimmy e Meg si baciano e creano una connessione intima che non ci saremmo aspettati. I loro dialoghi sono molto profondi anche quando non vogliono esserlo. Sembrano quasi parlare con lo sguardo e spesso ne fanno cenno loro stessi, all’intensità delle occhiate e alla difficoltà di reggere uno sguardo fisso. Un gioco di equilibri molto strano e complesso che trasmette una forte complicità, resa ancora più sorprendente dal fatto che viene fuori un po’ all’improvviso. Da una parte speravamo che Jimmy avesse più scrupoli, dall’altra che Meg fosse più forte. Nonostante questo (Shrinking riesce sempre nell’impresa di metterci in crisi) notiamo anche una certa affinità tra i due che li rende dolci ai nostri occhi, coerenti quasi.
Staremo a vedere quali saranno le conseguenze di questa inaspettata unione e finalmente abbiamo un motivo specifico per vedere il sesto episodio di Shrinking.
Non fraintendete, la terza stagione è molto bella e non ha nulla da invidiare alle precedenti, affronta temi enormi e fino ad ora ci ha fatto piangere almeno un paio di volte già. Ma stavolta, arrivati più o meno a metà, abbiamo anche un sanissimo senso di trepidazione. Stavolta siamo inquieti di vedere quella tempesta che abbiamo tanto atteso mentre ci godevamo la calma.







