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Meta-Sherlock

sherlock the abominable bride
sherlock the abominable bride

Essere un fan di Sherlock non è facile. Dover aspettare svariati anni tra una stagione e l’altra, vivere nella costante incertezza di un rinnovo: il tutto per sole tre puntate alla volta. Talvolta, però, l’attesa vale davvero la pena, specialmente se essa è alleviata da uno Special come ‘The Abominable Bride’ (qui per la recensione), senza dubbio l’episodio più affascinante della Serie targata BBC.

‘L’Abominevole Sposa’ non è un esempio di scrittura perfetta. Semmai è un esempio perfetto delle falle nella scrittura di Steven Moffat. Modus operandi tipico dell’autore è quello finalizzato alla costruzione di intrecci complicati, allo scopo di esaltare o confondere lo spettatore. Intrecci che, manco a dirlo, non sono il massimo della verosimiglianza. E lo Special gioca proprio su questo aspetto.

Vista nell’ottica del puro intrattenimento, la scelta di Moffat non può non essere premiata. ‘The Abominable’ Bride sa perfettamente quando e come strizzare l’occhio ai fan.

sherlock


Le attese di chi si aspettava una risoluzione a quel “Miss Me?” che ha chiuso la terza stagione sono state disilluse. L’episodio è infatti ambientato quasi esclusivamente nella testa di Sherlock che, sotto gli effetti della droga, immerso in una sorta di inception, è alle prese con un caso ambientato in età vittoriana. Restituendo, cioè, alle avventure di Sherlock Holmes l’epoca in cui le ha concepite sir Arthur Conan Doyle.

Il caso è naturalmente quello dell’abominevole sposa che, al netto degli intrecci di cui sopra, non è tra i più peculiari di quelli mostrati nella Serie. Lungi dall’essere magnetico come ‘Uno studio in Rosa’ o da cardiopalma come ‘Le Cascate di Reichenbach’ è un caso che svolge comunque il suo dovere in maniera adeguata: intrattenere e stupire. Il maggior picco di interesse, pertanto, risiede nelle differenze di scenario e nel look dei personaggi.

Oltre a Sherlock e Watson ritroviamo Mary, Mrs. Hudson, Lestrade Molly, palesemente celata dietro un volto mascolino e un meraviglioso, quanto (non) in forma Mycroft. A spiccare, a primo impatto, è l’accuratezza con cui è stata messa in scena la Londra di fine ‘800. A tal proposito è imperdibile l’approfondimento sulla realizzazione dell’episodio, in cui si nota, tra le altre cose, la dettagliata ricostruzione delle ambientazioni.

Soltanto dopo un certo minutaggio capiamo la grande trollata di Steve Moffat e Mark Gatiss, i quali hanno dato vita a una rivisitazione della rivisitazione.

sherlock last vow

All’ambientazione vittoriana se ne contrappone una onirica, in cui si erge il palazzo mentale di uno Sherlock sempre più vicino al baratro. È esattamente il punto in cui ci eravamo lasciati due anni or sono nel finale di ‘The Last Vow’. Da lì in avanti si procede con un continuo cambio di epoca che pone in essere qualcosa in più del mero omaggio ai fan della Serie perpetrato dai due autori.

‘The Abominable Bride’ è molto di più. Lo Special rappresenta, infatti, il momento in cui lo Sherlock Holmes originario incontra la versione contemporanea di sè. Il tutto al fine di mettere in risalto come l’iconicità del più grande detective letterario sia rimasta intatta nel corso di oltre cento anni. Quello che si palesa nell’episodio è, per questo, un Meta-Sherlock Holmes, un’entità super partes e immune al trascorrere del tempo.

Se lo scenario attuale è profondamente evoluto rispetto a quello ottocentesco non si può dire altrimenti di Sherlock, rimasto fedele a sè stesso. Potrà cambiare qualche abitudine, sottraendo del tempo al violino per lo smartphone, ma l’essenza del personaggio è non ha subito alcuna modifica. Sia nei rapporti interpersonali, sia nei metodi investigativi.

In tal senso la sala cinematografica, ove l’episodio è stato trasmesso, rappresenta l’habitat perfetto di ‘The Abominable Bride’. Una sintesi perfetta tra cinema e Tv di cui Sherlock si è fatto portatore.

sherlock the abominable bride

L’Abominevole Sposa funziona sia come gancio tra le due stagioni, sia se estrapolato dal contesto e quindi visto come film a sè stante. D’altra parte Sherlock annovera diverse caratteristiche in comune con il cinema, dalla storia, al minutaggio per episodio, alla struttura narrativa delle puntate. Queste ultime infatti, sono sempre focalizzate su un caso intestigativo ben definito, allorchè soltanto marginalmente viene sviluppata la trama orizzontale.

Pertanto, se c’è una Serie che strizza l’occhio al grande schermo, quella è proprio Sherlock. E lo Special ce lo dimostra apertamente. Con ‘The Abominable Bride’, infatti, non viene certificata soltanto l’atemporaneità della figura dell’investigatore, ma anche il connubio tra cinema e Serie Tv. Non è un caso, infatti, che la storia sia ambientata nel 1895, l’anno in cui i Fratelli Lumiére sancirono la nascita del cinema.

Abbiamo sempre considerato il film e il Telefilm due mezzi culturali distinti e separati. Il primo, nell’immaginario, riveste un ruolo più “nobile”; sul secondo, invece, grava il fardello del puro è semplice intrattenimento. Inevitabilmente l’infornata di qualità che ha pervaso le Serie negli ultimi vent’anni, le ha avvicinate ai lungometraggi. Sherlock, con questo episodio, rappresenta il primo caso di fusione conclamata, in cui i due media attingono reciprocamente l’uno dall’altro.

Possiamo pensare a ‘The Abominable Bride’ come a un semplice Special volto a placare l’attesa dei fan. Non ci sarebbe alcunchè di sbagliato. Oppure possiamo vederlo come l’inizio di una nuova era di interdipendenza tra piccolo e grande schermo. In questo caso dobbiamo pazientare prima di accertarci di avere ragione, eppure casi eclatanti come Twin Peaks o Westworld sembrano avvalorare la nostra tesi.

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Written by Vincenzo Di Somma

Il mio primo incontro con le serie TV avviene in tenera età quando scopro X-Files. Da lì nascono le mie tre domande esistenziali: siamo soli nell'universo? Diventerò mai figo come Duchovny? Smetterò di avere paura della sigla? Oggi come allora le risposte sono no, no e no.

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