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La classifica delle 5 migliori Serie Tv italiane presenti su Netflix

Chi lo dice che per trovare prodotti seriali di qualità si debba sempre guardare alle produzioni estere per svolgere la propria ricerca? Spesso nutriamo questo pregiudizio, lo alimentiamo senza dare invece una possibilità alle produzioni italiane, convinti di trovare di meglio cercando altrove. Ci sono, invece, diverse serie tv italiane Netflix (e alcune altre create da Prime Video) pronte a sorprenderci. Il colosso dello streaming nel corso del 2020 ha dato spazio ad alcune serie tv italiane e film (distribuiti anche su Prime Video) che, grazie alla diffusione internazionale di Netflix, hanno ottenuto fortissima visibilità, diventando amatissime anche dal grande ed esigente pubblico.

Certo dobbiamo riconoscere che l’offerta nel 2021 non è ancora vastissima, ma questo è già un passo in avanti, e col tempo ci auguriamo che il catalogo possa diventare ancor più cospicuo. Possiamo confermare, però, che i presupporti per dare vita a serie tv di qualità ci sono tutti, basta solo sfruttarli al meglio. Oggi vogliamo presentarvi il meglio delle serie tv italiane Netflix affrontando l’arduo compito di stilarne una classifica, anche se il primo posto sospettiamo sappiate già a chi lo abbiamo riservato.

Ecco la classifica delle 5 migliori serie tv italiane Netflix presenti nel catalogo:

5) Il processo

Serie Tv italiane Netflix

Il processo è una serie televisiva italiana distribuita su Netflix e creata da Alessandro Fabbri, uno dei più promettenti sceneggiatori italiani e già autore di serie come 1992, 1993, 1994 e che in questo caso ha collaborato con Laura Colella ed Enrico Audenino.

La storia è ambientata nella cittadina lombarda di Mantova, un piccolo centro dalle tinte plumbee che bene si prestano a rappresentare la coltre di mistero che ruota attorno all’omicidio della diciassettenne Angelica, ritrovata morta sul greto del fiume. Elena Guerra (Vittoria Puccini), il pubblico ministero protagonista che coordina le indagini è intenta a prendersi un anno sabbatico alla volta di New York ma viene bloccata da questo caso, soprattutto dal momento che scopre fin da subito di avere un forte legame con la giovane vittima. 

Il primo sospettato dell’atroce delitto è Claudio Cavalleri, marito di Linda, figlia di Gabriele Monaco, uno degli uomini più potenti della città che chiama come suo difensore l’ambizioso e cinico avvocato Ruggero Barone (Francesco Scianna) che intraprenderà una dura battaglia legame contro Elena, a colpi di di testimonianze, prove, indagini e passi falsi che animano i due in quello che sembra un duello senza fine.

Il Processo è il primo legal italiano e possiamo considerarci soddisfatti del risultato. La struttura noir della storia è stata ben preservata, anche se con qualche forzatura che solitamente si richiede per un prodotto apprezzabile in una televisione generalista. I codici del giallo e dell’immaginario che la serialità americana ambientata nelle sale di tribunale riescono bene a sposarsi e a convergere in una storia fatta di ritmo, suspense e continui e soffocanti interrogativi.

4) Il nome della rosa

Il nome della rosa 1x03 e 1x04

Siamo davanti a uno dei più noti romanzi della letteratura italiana contemporanea: Il nome della rosa, il capolavoro dello scrittore Umberto Eco è diventato una televisiva italo-tedesca distribuita su Netflix e realizzata da Giacomo Battiato per Rai Fiction e Tele München. Se amate i film e le serie tv in costume ambientate in epoche storiche passate e le storie che celano misteri ed enigmi, siamo certi che questa sia la serie giusta per voi.

Ci troviamo nei pressi delle Alpi Piemontesi a fine novembre del 1327. Il frate francescano Guglielmo da Baskerville (John Turturro), insieme al giovane novizio benedettino Adso da Melk (Damian Hardung), raggiunge un’isolata abbazia benedettina per partecipare a una disputa sulla povertà apostolica tra rappresentanti dell’Ordine francescano e del papato avignonese. Giunti sul posto, però, i due si trovano coinvolti in una successione di misteriose morti tra i membri del monastero che getteranno inquietanti sospetti e dissemineranno angoscia e smarrimento fra i frati, animati dal timore di poter essere le prossime vittime.

La cura adottata nella ricostruzione dei costumi e degli ambienti in cui i protagonisti si muovono, oltre che le atmosfere inquietanti e misteriose perfettamente ricostruite, conferiscono a questo prodotto Rai un indiscusso valore. É evidente il tentativo di evitare eccessivi stravolgimenti dello svolgimento dei fatti così come raccontati nel romanzo, vista la fedeltà con la quale vengono messi in scena. Il nome della rosa è il tentativo di rivisitare un grande classico letterario in chiave contemporanea, adattandolo ai meccanismi della serialità odierna senza però tradire lo spirito di fondo della storia narrata, i suoi punti di forza e le specifiche caratteristiche.

3) Skam (Italia)

skam italia - Serie Tv italiane Netflix

Skam Italia prende vita dall’omonima versione norvegese nel 2015 e merita un posto sul podio di questa classifica delle migliori serie tv italiane presenti su Netflix in linea col grande apprezzamento di pubblico riscosso, poiché considerato uno dei migliori teen drama di questi ultimi tempi.

Skam, ambientata a Roma come la serie tv Baby della stessa casa di produzione Netflix, in ogni stagione si focalizza su un diverso personaggio, alle prese con i rapporti con i suoi coetanei e col mondo degli adulti, raccontando le sue esperienze alle prese con le difficoltà, le sfide, le insicurezze e le paure tipicamente adolescenziali. A fare da sfondo è la magnifica Capitale che regala atmosfere indimenticabili e suggestive, capaci di rendere indimenticabili i momenti vissuti dai giovanissimi protagonisti. Avendo modo di poter raccontare storie differenti, Skam riesce ad affrontare tematiche pregne di significati e riflessioni come il bullismo, gli abusi sessuali, l’omofobia, il body shaming e la discriminazione etnica e religiosa.

Esemplare per mettere in evidenza la sensibilità e maturità di Skam è la quarta stagione della serie che riesce ad affrontare una questione di cui molto spesso, in Italia soprattutto, si parla soltanto tramite stereotipi come la fede musulmana e la vita di coloro che appartengono a questa religione. Sana vive questa complessa ricerca dell’equilibrio tra se stessa, la sua vita e i suoi valori mentre tenta di dar forma alla sua identità continuamente messa in discussione e profondamente divisa, come quella degli suoi coetanei, protagonisti della serie.

2) Suburra

Serie Tv italiane Netflix

Ispirata all’omonimo film del 2015 e tratto dal romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, Suburra è stata la prima serie tv originale italiana ad essere distribuita dal colosso dello streaming Netflix.  Diretta da Michele Placido, Andrea Molaioli e Giuseppe Capotondi, spesso è stata considerata la “versione romana di Gomorra” per via delle similitudini delle vicende trattate nel corso degli episodi.

Suburra, di cui è stato realizzato precedentemente un film omonimo, racconta di un gruppo di loschi personaggi pubblici tra cui politici, criminali e agenti di polizia, coinvolti in affari malavitosi della città di Roma, a partire dall’assegnazione degli appalti di costruzione del Porto Turistico sui terreni di Ostia, cittadina del litorale laziale altamente contesa.
I protagonisti di questa acerrima e cruenta guerra, pronta a sfociare nel sangue, sono Aureliano (Alessandro Borghi), Spadino (Giacomo Ferrara) e Gabriele (Eduardo Valdarnini). Tre giovani sconosciuti le cui vite verranno intrecciate indissolubilmente dal destino e li preparerà a battersi per contrastare l’indiscusso burattinaio di Mafia Capitale, Samurai, e soddisfare così la propria sete di potere.

Grazie all’interpretazione magistrale dei suoi protagonisti, le ambientazioni suggestive della Capitale e un ritmo costantemente teso e incalzante, Suburra ha dimostrato di non avere nulla in meno alle altre serie tv Netflix, anzi, di poter rendere onore a questo genere narrativo in maniera impeccabile e al tempo stesso originale, servendosi ad esempio di una colonna sonora azzeccatissima grazie alle musiche di Piotta. Oltre a rendere coinvolgente il racconto delle lotte criminali, questa serie ha il merito di scavare a fondo nell’interiorità dei suoi personaggi, di mostrarcene i lati più fragili, indifesi o, più semplicemente, umani smascherandone gli atroci dolori, paure e sensi di colpa.

1) Boris

Serie Tv italiane Netflix

Fra le migliori serie tv italiane Netflix, non potevamo non concedere un indiscusso primo posto alla serie delle serie: Boris (di cui attendiamo con impazienza la quarta stagione nel 2021) è uno dei prodotti più validi che siano mai stati creati e che può vantare una produzione tutta italiana, forse “fin troppo” penserebbe Stanis.

Boris ci porta a conoscere il dietro le quinte del set televisivo di una fittizia serie italiana abbastanza scadente e poco degna di nota, Gli occhi del cuore. Gli episodi ci raccontano le innumerevoli difficoltà e disavventure di una bizzarra quanto incapace troupe, capitanata dal suscettibile regista René Ferretti (Francesco Pannofino) alle prese con la gestione e il coordinamento delle riprese di questo mediocre prodotto televisivo, asservito alle logiche politiche dominanti. I dialoghi sono frizzanti, sagaci e intrisi di sferzante ironia, per questo, ormai, le espressioni più ricorrenti della serie costituiscono un vero e proprio dizionario di cui i fan della serie non fanno più a meno.

Ciascuno dei personaggi si delinea in maniera estremamente vivace e riesce a farsi amare e odiare al tempo stesso dal pubblico, proprio per i suoi modi di fare e di esprimersi. Boris è una serie intelligente perché veritiera, non inventa niente, semplicemente mette in scena la realtà dei fatti, senza risparmiare nessuno. Critica aspramente l’asservimento della produzione televisiva commerciale ai capricci di coloro che sono ai piani alti, il cui scopo è dare da guardare al popolo qualcosa che sia poco dispendioso di risorse economiche e professionali, sacrificando così anche il talento di chi in questo mestiere ci crede ma che finisce per abbandonare ogni utopia perché “Perché un‘altra televisione diversa, è impossibile!”, dice Ferretti in preda alla rassegnazione.

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