Crashing
Prima del successo planetario di Fleabag, Phoebe Waller-Bridge ha creato (e interpretato) Crashing, una miniserie in 6 episodi che è disponibile sul catalogo Netflix. La storia parla di un gruppo di giovani precari che firmano un contratto per abitare in un ospedale abbandonato nel centro di Londra. La convivenza risulta difficile, soprattutto dopo l’arrivo di Lola, un personaggio che mette in crisi le relazioni tra alcuni dei protagonisti. Pur essendo anteriore a Fleabag, in Crashing si riconosce già lo stile inconfondibile di Phoebe Waller-Bridge.
I sei episodi sono molto movimentati. Non esistono momenti morti, spazi riempitivi, sequenze di attesa. Tutta l’azione si svolge in maniera molto dinamica, ma non per questo meno tagliente ed efficace. Pur avendo poco spazio, Phoebe Waller-Bridge riesce a creare personaggi molto credibili, dotati di una tridimensionalità che mette in salvo il prodotto da qualsiasi banalità. I tratti malinconici della sua penna si mischiano alla risata sguaiata, una storia breve ma intensa. Anche Fleabag è una delle serie tv brevi da vedere che dovrebbe essere in cima alla vostra lista. E se vi è piaciuto il gioiellino di Amazon Prime Video, potreste dare uno sguardo anche a questi sei episodi.
Long Story Short
Altra firma di spessore è quella di Raphael Bob-Waksberg, che per Netflix non ha creato solo BoJack Horseman (e Tuca & Bertie). Da qualche mese è disponibile sulla piattaforma anche Long Story Short, una serie animata in 10 episodi sulle vicissitudini della famiglia Schwooper. Diversa sotto tanti punti di vista da BoJack Horseman (ambientazione, personaggi, formato), Long Story Short ricorda però il più famoso lavoro di Raphael Bob-Waksberg per lo stile di scrittura. Ironico, ma profondo. Dotato di una straordinaria sensibilità e di un tocco indistinguibile nel creare personaggi di grande profondità.
La scrittura di Raphael Bob-Waksberg riesce sempre a essere incisiva e lo è anche in questo show, che è un’altra delle serie tv brevi da vedere sulla piattaforma.
I 10 episodi coprono un arco di tempo che va dal 1959 al 2022. Non esiste però un ordine cronologico. La vicenda è raccontata attraverso continui salti temporali – prima avanti e poi indietro e poi ancora avanti – che portano a cambiare i punti di vista su ciò che vediamo. Protagonisti della vicenda sono i membri di una famiglia ebraica che potrebbe definirsi vagamente disfunzionale. Il padre di famiglia, Elliot, lavora all’università ed è più accondiscendente della moglie, Naomi, che invece è una casalinga e si occupa di ogni cosa che riguardi la casa e l’educazione dei figli. Avi è il primogenito e lavora come giornalista musicale. È sposato con Jen e hanno una figlia adolescente che fatica ad adattarsi alla società. Shira è la figlia femmina, spesso in contrasto con la madre e compagna di Kendra, con la quale ha due gemelli nati grazie all’inseminazione artificiale.
Yoshi è il figlio più piccolo della famiglia, un ragazzo che ricorda vagamente il personaggio di Todd in BoJack Horseman e che ha una crisi mistica verso la fine della serie. Sono cinque personaggi che attraversano più di sessant’anni di storia, tra litigi stupidi, incomprensioni, ricordi dell’infanzia e legami che resistono al tempo. Tra le serie tv brevi da vedere su Netflix, questa è una di quelle che, pur essendo molto breve, potrebbe lo stesso strapparvi il cuore. I fan di Raphael Bob-Waksberg sanno di cosa parliamo.









