2) Sense8

Otto sconosciuti sparsi in ogni angolo del mondo, da Seoul a Chicago, da Nairobi a Berlino, scoprono all’improvviso di essere collegati mentalmente ed emotivamente, capaci di condividere pensieri, emozioni e abilità reciproche in un legame che ignora ogni confine geografico e culturale. Questa è Sense8, l’opera delle sorelle Wachowski capace di costruire uno dei racconti più coraggiosi e amati della piattaforma streaming Netflix. La serie affrontava temi enormi, l’identità di genere, l’orientamento sessuale, il razzismo, la disuguaglianza economica, attraverso storie personali commoventi e autentiche, che riuscivano a portare sul piccolo schermo tante piccole realtà che parlavano a chiunque di tutto.
Nonostante un alto budget e nonostante un seguito di fan straordinariamente appassionato, capace di mobilitarsi come poche altre community al mondo, Netflix ha scelto di cancellare la serie dopo due sole stagioni. Fu proprio quella mobilitazione, quella rabbia collettiva capace di trasformarsi in petizioni e campagne social senza sosta, a convincere la piattaforma a concedere almeno uno speciale conclusivo di due ore. Un finale parziale che ha provato a cucire insieme i fili di una storia meritevole di un altro e definitivo capitolo. Per questo motivo, quando si parla di Serie Tv cancellate, Sense8 resta una delle Serie Tv che più raccontano quanto una notizia di cancellazione possa fare male, animando il pubblico fino a permettergli di vincere – anche se solo parzialmente – l’intera causa.
1) Mindhunter, una delle Serie Tv cancellate più amate di sempre

Al primo posto di questa classifica non poteva che esserci Mindhunter, il capolavoro crime firmato David Fincher capace di riscrivere completamente il modo in cui la televisione racconta la nascita della criminologia investigativa moderna. Ambientata alla fine degli anni Settanta, la serie seguiva gli agenti dell’FBI Holden Ford e Bill Tench mentre intervistavano serial killer già condannati, cercando di comprendere i meccanismi psicologici capaci di generare il male più estremo, gettando così le fondamenta della moderna profilazione criminale.
La regia di Fincher, capace di costruire tensione attraverso silenzi carichi di significato più che attraverso l’azione esplicita, aveva reso Mindhunter uno dei prodotti più acclamati dalla critica internazionale. Eppure, nonostante l’unanime consenso qualitativo, Netflix ha scelto nel 2020 di mettere la produzione in una pausa indefinita. Una una sospensione mai davvero revocata che ha trasformato Mindhunter nella cancellazione più rimpianta e ingiustificata della storia recente dello streaming, orfana per sempre di una terza stagione che avrebbe dovuto affrontare il caso del killer Bind Torture Kill, rimasto ormai solo un progetto scritto sulla carta e mai portato sullo schermo.






