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La classifica delle 10 migliori prime puntate delle Sitcom

Dopo la classifica dei 10 migliori Pilot e prime puntate delle Serie Tv comedy è arrivato il turno delle sitcom. Una nuova sfida tra i pilot e le prime puntate più amate che, ognuna a suo modo, hanno segnato il panorama seriale, come Seinfeld. Anche in questo caso, non è detto che una serie tv grandiosa abbia avuto una première altrettanto eccezionale. How I Met Your Mother, New Girl, Modern Family, The Office US e ancora I Griffin, Parks and Recreation ci hanno appassionato, eppure il loro esordio risulta sottotono rispetto alle puntate successive. La prima puntata ha una responsabilità enorme. L’esordio può allontanare lo spettatore oppure può illuderlo vanamente con un bellissimo pilot. Ci sono prodotti seriali, come South Park o I Simpson, che hanno avuto una première coraggiosa, eppure c’è voluto del tempo prima di entrare in sintonia con la storia e i personaggi. In classifica, quindi, abbiamo dato priorità a quelle sitcom che con un solo primo episodio sono riuscite a convincere il pubblico ad assistere a qualcosa di unico, proprio come ha fatto Seinfeld: la sitcom più anti-sitcom per eccellenza. Dieci esordi esilaranti, dunque, che ci hanno convinto con una vicenda stuzzicante e anomala, una comicità rinfrescante e inedita e un’atmosfera esplosiva, vibrante e spesso irriverente.

Vediamo le 10 migliori première delle sitcom che, come Seinfeld, hanno segnato un punto di svolta nel panorama seriale.

10) Rick and Morty – “Pilot” (2 dicembre 2013)

Rick & Morty

Prendete dei viaggi interdimensionali. Fondeteli con tanto alcol, ansie, vomito, elementi disturbanti e black humor. Il primo episodio della sitcom animata di Dan Harmon e Justin Roiland ci introduce nel modo più disturbato possibile nella vita di uno scienziato e inventore geniale che vive con la famiglia di sua figlia e si diverte a tormentare il nipote adolescente. Rispetto al Pilot di BoJack Horseman – sottotono rispetto all’intera serie – quello di Rick and Morty parte con il piede sull’acceleratore, dandoci un assaggio di follia allucinata per cui non eravamo stati preparati. L’episodio pilota è volutamente costruito per scioccare. Così come fa il primo classificato. Una manovra coraggiosissima e strategica che allontana quegli spettatori che solitamente non apprezzano un certo tipo di umorismo mentre fa andare su di giri quelli che invece non ne hanno mai abbastanza. I livelli di disagio e di colpi bassi improvvisi arrivano da ogni fronte, stregandoci con cose che non avevamo mai visto fare prima in tv. Certo, nella serialità animata a mantenere alti i livelli di shock ci pensa South Park, una garanzia dal 1997. Eppure, tra i fenomeni mainstream, il primo episodio di Rick and Morty si pone come un attacco che esplode a raffica, fotogramma dopo fotogramma.

9) Brooklyn Nine-Nine – “Pilot” (17 settembre 2013)

Brooklyn Nine-Nine e Seinfeld prime puntate

Brooklyn Nine-Nine inizia con il botto: un cast divertente e ben assortito e 20 minuti tanto esilaranti quanto profondi. Dopo numerose serie tv poliziesche, nel 2013, ne arrivava una che faceva della comicità – a tratti demenziale – il suo punto di forza, pur offrendo innumerevoli momenti toccanti. Conosciamo Jake Peralta (Andy Samberg), un detective immaturo ma talentuoso, la sua “rivale” e collega detective Amy Santiago (Melissa Fumero) e il nuovo capitano, Raymond Holt (Andre Braugher), il quale con i suoi metodi prende servizio nel 99esimo distretto del dipartimento di polizia di New York. Scritto dai creatori della serie stessa (Dan Goor e Michael Schur) e diretto da Phil Lord e Christopher Miller, il primo episodio è stato visto da 6,17 milioni di telespettatori, ottenendo un successo di pubblico travolgente e delle recensioni molto positive dalla critica, rapiti sia dalle performance del cast che dai momenti comici originali e inaspettati.

8) The IT Crowd – “Yesterday’s Jam” (3 febbraio 2006)

The IT Crowd

La serie inizia con il primo giorno di Jen, la nuova IT Manager della Reynholm Industries che non sa nulla di computer. Il primo episodio della sitcom di Graham Linehan è forse il miglior episodio dell’intera serie tv, sebbene in quattro stagioni The IT Crowd non ci abbia mai delusi. La sitcom con Chris O’Dowd, Richard Ayoade e Katherine Parkinson si aggiudica l’ottavo posto di questa classifica per la sua capacità di determinare in pochi frame il mood dell’intera serie tv. Yesterday’s Jam ha un ritmo incalzante, un susseguirsi di battute irresistibili che ci travolgono, sebbene non sappiamo ancora niente su quella gamma improbabile di personaggi. The IT Crowd ha un aspetto vintage ma uno spirito che guarda al futuro. È quasi difficile credere che sia arrivata nel 2006. Il primo episodio non ha ancora perso la sua freschezza ed è divertente come la prima volta. Dall’imbarazzante colloquio di Jan, l’incontro con Roy e Moss fino ai tentativi di Denholm Reynholm di accendere il PC con il comando vocale, la première ci stordisce di risate e tonnellate di demenzialità.

7) Cheers – “Give Me a Ring Sometime” (30 settembre 1982)

Cheers e Seinfeld

Creata da James Burrows (Will & Grace), Glen Charles e Les Charles, la sitcom della NBS ha segnato un’era. Candidata 117 volte all’Emmy Awards e inserita al 18esimo posto nel 2002 nella classifica di TV Guide dei 50 migliori programmi televisivi di tutti i tempi, il primo episodio di Cheers – in italiano “Cin Cin” – è un trionfo. Un’introduzione brillante a tutti i personaggi che frequenteranno il bar, a partire da quello di Ted Danson: un affascinante Sam Malone. A quarant’anni esatti dalla messa in onda, il primo episodio può risultare ingenuo, rispetto ai progressi fatti in ambito seriale. Eppure, per gli anni Ottanta, ha rappresentato una boccata d’aria fresca. Possiede una scrittura senza precedenti, svincolata da convenzioni di genere e sempre incline alla sperimentazione. Un episodio perspicace, capace di tratteggiare la natura umana come raramente era stato fatto in una sitcom. Impossibile non ricordare gli spin-off, tra cui Frasier, un’altra sitcom che, come Cheers e Seinfeld, ha fatto la storia della serialità statunitense.

6) The Good Place – “Everything Is Fine” (19 settembre 2016)

The Good Place e Seinfeld

La sitcom fantasy creata da Michael Schur ci ha deliziati con il racconto di una delle tematiche più classiche, rivisitate in un modo originale e del tutto inaspettato. Un esordio bizzarro, difficile da inquadrare, che introduce il primo di una lunga serie di plot twist intelligenti, all’interno di una sitcom altrettanto intelligente, sensibile e irresistibile. Eleanor Shellstrop (Kristen Bell) è appena arrivata in un qualche dove e viene accolta da Michael (di nuovo, Ted Danson), l’ennesimo personaggio stratosferico interpretato dall’attore. Il primo episodio è intrigante e lascia subito presagire i veri intenti della storia. Cioè utilizzare la risata per farci riflettere soprattutto su cosa significhi essere delle brave persone. A partire dalla prima puntata, circondati da un ensemble di personaggi altrettanto sorprendenti e tridimensionali quanto Eleanor e Michael, restiamo incantati da una sitcom unica nel suo genere. Un prodotto che salta dalla filosofia alla comicità demenziale con la stessa disinvoltura con cui Dante Alighieri saltava da un registro stilistico all’altro.

5) The Big Bang Theory – “Pilot” (24 settembre 2007)

The Big Bang Theory e Seinfeld

La prima volta che abbiamo incontrato Penny, Leonard, Sheldon e gli altri nerd della gang – probabilmente – non sapevamo che ci saremmo imbarcati presto in un’avventura decennale che ci ha scaldato il cuore. Il pilot si dimostra subito divertente e introduce in maniera originale i personaggi che ci hanno accompagnato per 12 stagioni. Quelli con i quali molti di noi, in qualche modo, sono cresciuti. Le relazioni interpersonali sono costruite per stuzzicarci fin dai primi fotogrammi mentre le battute scritte da Bill Prady e Chuck Lorre, in particolare quelle scritte per Sheldon, sono una combinazione di sagacia e umorismo. Sebbene a distanza di anni possa sembrare immaturo, il pilot lasciava già presagire l’inizio di una relazione a lungo termine con una delle sitcom più amate del nuovo millennio. In verità la serie tv ha un altro pilot, una prima puntata che forse non vedremo mai. Un episodio dove mancavano Penny, Howard e Raj. Il primo pilot era buono, ma non abbastanza per convincere i produttori.

4) Arrested Development – “Pilot” (2 novembre 2003)

Arrested Development -

Il primo episodio di una delle sitcom più riuscite degli ultimi tempi inizia con un ritmo irresistibile. Una puntata che più volte guariamo, più ci fa ridere. Grazie all’ensemble del cast e alla scrittura della serie creata da Mitchell Hurwitz, tutti i personaggi ci catturano subito per la rispettiva complessità. Delle figure verosimili, tangibili e tristemente divertenti, coinvolte in dinamiche imbarazzanti, ma esilaranti. La voce fuori campo e il sottofondo musicale, poi, contribuiscono a stregarci fin dai primi istanti. Il ritmo serrato di battute e colpi bassi ci disorienta, ma rende impossibile interrompere la visione. Quella famiglia così disfunzionale è riuscita a farsi breccia nel nostro cuore una scorrettezza dopo l’altra. Il movimento volutamente amatoriale della camera, la narrazione fuori campo, lo scorrere delle foto d’archivio e i filmati ci confondono, ma allo stesso tempo ci intrigano. E così, in una manciata di minuti, non riusciamo a deciderci se amare o detestare i Bluth.

3) My Name is Earl – “Pilot” (20 settembre 2005)

My name is Earl

My Name Is Earl è uno dei più grandi rimpianti seriali a causa della sua brutale cancellazione. Un duro colpo che non rende giustizia a quell’inizio così invitante. In maniera originale e tragicomica, il Pilot ci dice tutto quello che dobbiamo sapere per appassionarci alla storia creata da Greg Garcia. Earl (Jason Lee), un criminale da quattro soldi, viene investito da un’auto e perde il suo biglietto della lotteria da $ 100.000. Drogato, firma le carte per il divorzio. Un incontro casuale, però, cambierà radicalmente la sua prospettiva di vita. Ora che il protagonista ha appreso il concetto di Karma, possiamo rilassarci e godere di un viaggio seriale incredibile (malgrado sia stato interrotto da un crash test improvviso). Veniamo subito incuriositi dai personaggi bizzarri, ma interessanti. La storia ci conquista per la sua capacità di rivisitare un concetto tanto antico quanto abusato – il Karma – in maniera intelligente e divertente. Intellirtente. Non è stato ancora inventato, ma questo è il neologismo migliore con cui riusciamo a descrivere il primo episodio di una sitcom divertentissima, punita purtroppo da una sorte immeritata. Altro che Karma!

2) Scrubs – “My First Day” (2 ottobre 2001)

Scrubs e Seinfeld

Forse saremo nostalgici o forse dei sentimentali, ma il nostro primo giorno con Scrubs resterà uno degli incontri seriali più toccanti degli ultimi decenni. A darci il benvenuto troviamo tre stagisti, un inserviente inquietante, un’infermiera decisa, un primario diabolico e un mentore dal cuore d’oro, nascosto sotto innumerevoli strati di sarcasmo. Il primo giorno di Turk, Elliot e J.D. all’ospedale universitario del Sacro Cuore è riuscito a carpire l’essenza del “primo giorno in sé”, irrorandola di sad melody, amicizia, umorismo e ansie. Bill Lawrence ci ha donato una prospettiva inedita del mondo degli ospedali, tanto umoristica quanto realistica. Scrubs è un drama atipico, una sitcom anomala e un medical unico nel suo genere. Con la prima puntata, però, abbiamo capito una volta per tutte che per raccontare una grande storia è necessario miscelare in ugual misura commedia e dramma, rendendo impossibile slegarli. La prima puntata ci ha fatto innamorare di una sitcom in cui però la storia diventa irrilevante e in cui i personaggi sono tutto.

E il primo posto per la migliore prima puntata delle sitcom va all’anti-sitcom per eccellenza: Seinfeld.

1) Seinfeld – “The Seinfeld Chronicles” (5 luglio 1989)

Seinfeld

Scrubs ci ha fatto innamorare per la capacità di leggere la vita tra le righe. Seinfeld, invece, ci ha conquistati riformulando l’idea stessa di sitcom, a partire dalla première. Un esordio che ha lasciato perplesso più di qualche produttore e critico. Seinfeld parla di nulla, dicevano. Bene, Larry David e Jerry Seinfeld, che amano le provocazioni, hanno preso quell’asserzione e ne hanno fatto il loro marchio di fabbrica. Così, quando si parla di sitcom, Seinfeld non può che venire prima per originalità, irriverenza e genialità. Le star, si sa, non vengono mai da sole. Al suo fianco, a pari merito, Seinfeld dovrà condividere il podio con una creatura altrettanto spigolosa nata dalla sua costola. Parliamo ovviamente di Curb Your Enthusiasm, la sorella spregiudicata che Larry David creerà nel 2000 (e che non accenna ancora a finire). Il podio va dunque a due prime puntate di due sitcom caratterizzare dalla stessa avversione per le convenzioni tipiche delle sitcom. Due prime puntate ignoranti, sgarbate e spregiudicate che, senza chiedere permesso, hanno contaminato il nostro immaginario collettivo.

Di anno in anno le sitcom ci regalano storie sempre più complesse di quanto il genere, almeno in passato, richiedesse. Anno dopo anno, la sitcom si è affermata finalmente come un genere televisivo di serie A. E come ogni buon prodotto che si rispetti, l’esordio fa la differenza. Certo, non sempre una grande serie tv ha un grande pilot, ma un buon attacco va sempre premito.

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