5) Wes Gibbins – How to Get Away with Murder

Wes Gibbins era il centro di How to Get Away with Murder. Non era il più brillante, il più carismatico o il più feroce. Ma non è un caso che tra i vari personaggi, questo fosse anche uno dei più detestati dal pubblico. Eppure tutto passava da lui. Era il personaggio che teneva ancora acceso un frammento di innocenza dentro una serie costruita sul senso di colpa, sulle manipolazioni e sulla paura. La sua morte è stata uno shock devastante perché improvvisamente la serie ha perso il suo cuore emotivo. Wes era l’unico che sembrava ancora cercare una verità umana dentro quel vortice di menzogne. Perfino il rapporto con Annalise funzionava perché lui rappresentava qualcosa che lei voleva proteggere e distruggere allo stesso tempo: la possibilità di salvarsi.
La sua morte arriva troppo presto perché Wes non aveva ancora completato il proprio percorso. Portava addosso ferite enormi, un passato devastante, una fame disperata d’amore. C’era ancora tantissimo da raccontare. E invece viene eliminato soprattutto per scioccare il pubblico.
Il problema è che alcune serie confondono il trauma con la profondità narrativa. Uccidere Wes ha creato un colpo di scena potentissimo, ma ha anche privato la storia della sua bussola morale. Dopo di lui, tutto diventa più rumoroso, più estremo, ma anche meno autentico. E non è un caso che quel finale ci abbia scioccato così tanto: quel figlio, sua fotocopia, per un attimo ci ha fatto intravedere come sarebbe stato il futuro se non fosse morto.





