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La Classifica delle 20 Migliori Serie Tv italiane di tutti i tempi

una scena di Romanzo Criminale, una delle migliori serie tv italiane di sempre

3) The Young Pope, una delle migliori Serie Tv italiane diretta da Paolo Sorrentino

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Credits: Sky

Apriamo ufficialmente il podio con The Young Pope, una Serie TV firmata da quel mostro sacro di Paolo Sorrentino. Il regista, vincitore di un premio Oscar per La Grande Bellezza e candidato per È Stata La Mano di Dio, ha superato i confini italiani anche grazie alla sua Serie Tv. E così, dall’oggi al domani e con un carico di grandi soddisfazioni, ci siamo ritrovati in America, candidati sia agli Emmy che ai Golden Globe. Insomma, mica robetta da niente. Un vero e proprio traguardo raggiunto grazie allo splendido lavoro di Paolo Sorrentino e dei suoi straordinari attori Jude Law, Silvio Orlando e Scott Shepherd.

Come abbiamo potuto vedere in precedenza, anche in questo caso il tema della religione ritorna ferocemente incalzando anche il telespettatore più sicuro. The Young Pope non è infatti soltanto una Serie Tv raffinata e sublime, elegante nella sua arte oratoria ma anche provocatoria: The Young Pope è una Serie Tv che costringe a riflettere. A interrogarsi. A chiedersi perché, come e quando. E non in modo meccanico, ma fondamentale. Come un istinto che parte da dentro e che ti chiede a gran voce di chiederti perché. The Young Pope è una Serie Tv criptica, enigmatica, sempre pronta a srotolare qualsiasi convinzione creando uno scontro ideologico tra il sacro e il profano. Sorrentino crea dunque un legame con il telespettatore attraverso la figura di un Papa atipico e controverso.

The Young Pope è una Serie Tv estramemente intelligente, trasparente all’occorrenza ed enigmatica quanto serve. Un’opera sontuosa che utilizza la religione anche e soprattutto come mezzo per dar vita a una feroce critica di natura politica, sottraendosi a qualsiasi tipo di ipocrisia e facendo notare quanto il Vaticano influenzi le scelte politiche, ribaltando completamente la situazione. Nonostante la sua natura enigmatica, The Young Pope sa benissimo quel che vuole dirci e come vuole dircelo. Con dei dialoghi mastodontici che l’hanno resa eterna, The Young Pope apre ufficialmente il podio, lasciando la parola a due produzioni che hanno scritto la storia delle nostre Serie Tv.

2) Boris

Migliori Serie Tv italiane (640x360)
Credits: The Apartment

La nostra rivoluzione. La comedy italiana madre delle nostre Serie Tv. Il simbolo di una produzione talmente nostra che forse potremmo capirla davvero soltanto noi. Che potremmo conoscerla davvero soltanto noi. Signori e signore, l’eterna Boris. Una Serie Tv talmente iconica che soltanto una produzione come quella che vedrete al primo posto avrebbe potuto spodestarla dalla prima posizione. Un’opera talmente maleducata da fare a meno di ipocrisie e dilemmi morali, descrivendoci in una vetrina in cui purtroppo ci siamo riconosciuti e in cui abbiamo riconosciuto il sistema di cui facciamo parte. Boris era attuale nel 2007 e continua a esserlo ancora oggi nel 2024, elemento che di certo ha favorito il suo ritorno nel 2022.

Dopo Boris niente è stato più lo stesso. Neanche la satira, il marchio di fabbrica di questa produzione che mette al centro della narrazione il triste declino della qualità a favore dello share. Boris ribalta infatti gli stereotipi tipici, dando vita a una storia in cui si i protagonisti lavorano a una Fiction televisiva che ha il solo obiettivo di racimolare punti di share facendo a meno della qualità. Il dramma ospedaliero raccontato nelle Fiction fittizia prende così posto, diventando teatro di elementi scadenti e scene da peggiori soap opera. E lì, a dirigerle, c’è un regista che è assolutamente consapevole della pochezza della produzione, ma che fa lo stesso gioco degli altri per mandare avanti la propria carriera. E in mezzo a questo triste declino si nascondono anche attori arrivati lì per raccomandazione, o altri che il talento lo sprecano per far comunque carriera, in qualche modo.

Attraverso questi espedienti, che spesso danno vita a situazioni drammaticamente esilaranti, Boris descrive un sistema che non ha a che fare soltanto con la Tv. La critica di Boris può infatti essere estesa anche ad altri contesti, dimostrando il degrado di una società in cui la meritocrazia è l’ultima ruota del carro, e chi ha talento aspetta la propria svolta in un vortice asfissiante che non lo premia mai come dovrebbe. Boris è divertente, sarcastica, crudelmente reale e anche drammatica. E’ qualsiasi cosa abbia intenzione di essere perché è spaventosamente vera e, come tale, non rinnega niente, descrivendo tutto quello che gli ruota intorno. Anche se non sempre è una bel vedere.

1) Romanzo Criminale, una delle migliori Serie Tv italiane di sempre

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Credits: Sky

Primo posto. Romanzo Criminale: non poteva essere altrimenti. Se abbiamo un credo, è quello di stropicciarci sempre gli occhi davanti a questa storia mastodontica. Questa Serie Tv eterna che, più gli anni passano, e più diventa grande. Sarà la nostalgia, il potere della memoria, ma rivedere adesso Romanzo Criminale significa farsi due o tre pianti in più, inseguendo l’anima di personaggi dannati che, comunque, non hanno mai rinunciato alla loro vulnerabilità. Perché se come abbiamo visto in Gomorra si predilige un taglio più documentaristico, in Romanzo Criminale quel che conta è anche l’anima, la parte più emotiva e nascosta che, per la prima volta, la Tv italiana stava per raccontare.

Pochissime produzioni avevano infatti provato a raccontare la criminalità dalla prospettiva dei carnefici. Più o meno, le cose andavano sempre nello stesso modo lasciando il focus sulle vittime così da tenere nascoste le personalità dei cattivi. Nessuna prospettiva e informazioni soltanto utili al caso. Niente di più. Con Romanzo Criminale tutto questo si ribalta dando ufficialmente inizio a una nuova era televisiva. Non esistevano più soltanto buoni o cattivi. Si poteva anche essere dalla parte sbagliata, ma comunque vulnerabili. Comunque uomini.

Romanzo Criminale mette così al centro della storia un male che non smette mai di respirare e che, in modo trasversale, colpisce tutti i suoi personaggi rendendoli esseri umani prima ancora che criminali. D’altronde, quel che fa la differenza sono i dettagli. La cura dei dettagli. Il racconto del contesto storico – come il rapimento di Aldo Moro – viene infatti qui filtrato in modo immediato e naturale. Con la Banda ci addentriamo tra il 1977 e il 1992, venendo a contatto con un’Italia che evolve e, contemporaneamente, fa passi indietro.

Il successo di Romanzo Criminale, esploso immediatamente, lasciò di stucco sia il pubblico che la critica. Quest’ultima la definì come la miglior Serie Tv europea del periodo, cosa che no fatichiamo a comprendere. Romanzo Criminale, con sole 2 stagioni, è riuscita a scrivere la storia e a influenzare il futuro. Probabilmente lo aveva già fatto con la sua prima stagione, con le sue primissime puntate. Con il suo continuo richiamo al mondo della frenetica crudeltà di un contesto in cui se ti fermi sei in pericolo. In cui fermarsi per osservare o amare concretizza un pericolo per la propria difesa personale.

I personaggi di questa mastodontica storia sono e resteranno per sempre le perle della nostra cultura seriale. I mostri sacri del nostro alfabeto seriale. E Romanzo Criminale, ora e per sempre, resterà una Serie Tv capace di formare una generazione, dando ufficialmente il via a una serialità italiana che non si sarebbe mai più fermata.

E a proposito di Serie Tv italiane, noi vi lasciamo con la Classifica delle Migliori del 2025

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