9) Strappare Lungo i Bordi / Questo Mondo non mi Renderà Cattivo/ Due Spicci

C’è un filo che attraversa Rebibbia, la periferia romana, e arriva dritto al cuore di una generazione intera, ed è quello di Zero Calcare, ha saputo tessere trasformando il proprio fumetto in animazione senza tradire mai se stesso. Strappare lungo i bordi, Questo mondo non mi renderà cattivo e Due spicci non sono tre episodi isolati, ma tre tappe di uno stesso viaggio interiore. Quello di Zero, alter ego dell’autore, accompagnato sempre dagli stessi amici e dalla stessa coscienza scomoda, l’Armadillo, a cui Valerio Mastandrea regala una voce ormai inseparabile dal personaggio. In tutte e tre le opere ritorna lo stesso meccanismo narrativo, quello del dialogo interiore che si intreccia con la realtà.
Lo spettatore viene così portato dentro le paranoie, i sensi di colpa, le contraddizioni di un uomo che si sente costantemente inadeguato rispetto ai propri stessi ideali. Nella prima serie questo si traduce nel racconto di un lutto mai davvero affrontato. Nella seconda, lo sguardo si allarga al presente politico e sociale del paese. E nella terza, la più matura delle tre, Zero ha quarant’anni, gestisce un piccolo bar insieme all’amico Cinghiale, e si ritrova stretto tra debiti, malavita locale e il ritorno di un amore del passato in fuga da una relazione violenta. Un capitolo che chiude idealmente il cerchio mostrando quanto l’amicizia, per quanto solida, non basti sempre a garantire un lieto fine.
Quello che tiene insieme queste tre storie, al di là delle trame diverse, è la sincerità disarmante con cui Zero Calcare racconta se stesso e la propria generazione, cresciuta tra precarietà, ideali di collettività e la scoperta dolorosa dei propri limiti nel prendersene davvero cura. Non c’è mai retorica in questo racconto, né un moralismo che indichi la strada giusta: c’è solo un uomo che si mette a nudo, ammette le proprie insicurezze, ride di se stesso per non piangere troppo, e proprio in questa fragilità dichiarata trova la forza di parlare a chiunque si sia mai sentito fuori posto nel mondo che gli è toccato in sorte. La prima grande Serie tv animata italiana, uno dei più grandi viaggi interiori che Zero Calcare potesse regalarci.
8) Il Cacciatore, una delle Migliori Serie Tv italiane

Ottavo posto per Il Cacciatore, una delle migliori Serie Tv italiane di tutti i tempi e sicuramente un must della nostra serialità. Acclamata sia dalla critica che dal pubblico, Il Cacciatore non è la tipica Fiction che potreste rivedere in prima serata. Non è il frenetico racconto d’intrattenimento e tantomeno è, purtroppo, frutto di una fantasia. Tutto quello che accade ne Il Cacciatore ha infatti purtroppo dovuto fare i conti con la realtà negli anni ’90, facendo di nuovo annegare l’Italia in un ennesimo incubo. Ispirata a eventi realmente accaduti e ambientata subito dopo la strage di Capaci e via D’Amelio, Il Cacciatore racconta la storia di Alfonso Sabella attraverso il personaggio di Saverio Barone, un giovane PM che nei primi anni ’90 diventa protagonista della caccia ai mafiosi avvenuta tra il 1993 e il 1998.
Una narrazione complessa, difficile, logorante, fatta di verità e silenzi protratti. Ogni cosa in questa produzione si ferma infatti a riflettere, concendo agli eventi e alle conseguenze il giusto tempo per essere assimilate sia dai personaggi che dai telespettatori. I dialoghi de Il Cacciatore sono infatti diretti e trasparenti, mirati a far comprendere a qualsiasi tipo di pubblico le conseguenze concrete di questo momento storico così delicato. La vera protagonista de Il Cacciatore è la verità, la ricostruzione fedele di quanto accaduto e il rapporto tra il disastro e i personaggi. Ognuno di loro viene infatti qui scrutato con una lente d’ingrandimento, permettendo al pubblico di conoscere la storia attraverso le loro spezzate parole.
Il Cacciatore racconta la corruzione, la violenza e le conseguenze di uno dei mali più ostili del paese. Servendosi di interpretazioni di prim’ordine, Il Cacciatore dà voce a personaggi realmente esistiti facendo leva non solo sulla loro parte più mostruosa, ma anche sulla loro natura umana. Una natura che vorrebbero allontanare e gettare via, perché gli ricorda ogni giorno che sono uomini, e dunque non sono immortali. Il Cacciatore è una delle Serie Tv più difficili da seguire. Un’opera di degna fotografia e regia, portata avanti con una lodevole continuità che l’ha resa sempre più intensa, stagione dopo stagione. Il Cacciatore ha meritato qualsiasi cosa abbia mai avuto e, se non l’avete ancora fatto, è il momento di correre ai ripari e recuperare questo capolavoro italiano.





