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9 Serie Tv che stanno scommettendo tutto sulla “qualità” (e hanno ragione da vendere)

Shōgun, una delle migliori serie tv degli ultimi anni

The Diplomat

Una scena tratta dalla serie tv The Diplomat
Credits: Netflix
  • Disponibile su: Netflix.
  • Stagioni: 3.

La prima stagione di The Diplomat (Netflix) è stata davvero bella, ma la seconda stagione è incredibilmente fantastica”. Così Stephen King, non esattamente l’ultimo arrivo, ha elogiato la seconda stagione di The Diplomat. Parole non sue, ma condivise sui social dal re dell’horror per certificare il suo apprezzamento nei confronti di una serie di cui si dovrebbe parlare di più, e anche la terza stagione lo ha confermato. The Diplomat è, d’altronde, una delle migliori serie tv Original Netflix degli ultimi anni e trova la sua forza atavica in una scrittura raffinata e immersiva. Merito soprattutto di Debora Cahn, autrice della serie, che proviene dall’universo di The West Wing e si vede. Si vede, eccome: difficile trovare una serie in circolazione con dialoghi scritti meglio, e le caratterizzazioni rievocano da vicino alcune delle linee guida del decano Aaron Sorkin.

Dialoghi e sceneggiature, dense di colpi di scena vorticosi che ci inseriscono in un contesto politico caotico e frammentato, disorientante e a tratti disturbante. Brillante e a tratti divertente, The Diplomat è il miglior political attualmente in onda, e ha scommesso sull’autorialità puntando tutto su una complessità mai autoreferenziale. Poi c’è il cast, e che cast. Keri Russell sa sempre restituire una grande intensità ai suoi personaggi, è affiancata da un Rufus Sewell in stato di grazia. The West Wing ha segnato un’epoca e ha finalmente trovato la sua vera erede: impossibile chiedere di meglio, in tal senso.

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Una delle migliori serie tv degli ultimi anni: Shōgun

Shogun è una delle migliori serie tv del 2024
Credits: FX
  • Disponibile su: Disney+.
  • Stagioni: 1.

La qualità paga ancora, a distanza di dodici anni dalla presunta fine della golden age televisiva? Chiedetelo agli autori di Shōgun e avrete una risposta chiarissima. Vincitrice di 18 Emmy in una singola edizione (un record assoluto), la serie tv ha combinato meglio di chiunque altra le esigenze della critica e del pubblico, ritrovandosi in una dimensione mainstream da instant cult con un approccio autoriale raffinatissimo. Shōgun è per certi versi il punto d’arrivo del percorso straordinario portato avanti nell’ultimo decennio da FX, network che al pari di Apple Tv è ormai diventata la regina della tv di qualità. Un punto d’arrivo e, si spera, un nuovo punto di partenza.

Mentre il mondo dello streaming viaggia in una direzione più sicura e, possibilmente, sostenibile, Shōgun ha valorizzato i budget ingenti con un progetto sviluppatosi con grande meticolosità, trovando le chiavi giuste per rispettare l’imponente opera originaria. Si è così presentata al pubblico contemporaneo con ambizioni rinnovate e ha dato vita a una saga monumentale, senza mai rinunciare alla forza di una scrittura che trova così la massima centralità.

Il suo successo, tale da aver portato la miniserie a diventare una serie da tre stagioni, è incoraggiante per il futuro della serialità. Nel momento in cui un’opera tanto raffinata e – potenzialmente – destinata a pochi trova un pubblico tanto trasversale in ogni angolo del mondo, l’indicazione è chiara: il pubblico ha bisogno sì dell’intrattenimento più immediato, ma ha anche bisogno di questo. Di autorialità, vera. Di grande storie e di qualità, da ogni punto di vista.

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