5) Half Man

Dopo il successo di Baby Reindeer, Richard Gadd torna con una miniserie in sei episodi prodotta da HBO e BBC che conferma il suo talento nel raccontare, senza filtri, le zone più oscure dell’animo umano. Al centro della storia c’è il rapporto trentennale tra Niall (Jamie Bell) e Ruben (interpretato dallo stesso Gadd), due fratellastri cresciuti insieme e uniti da un legame tanto profondo quanto tossico. Quando Ruben si presenta al matrimonio di Niall dopo anni di silenzio, un’esplosione di violenza improvvisa costringe lo spettatore a fare i conti con l’intera storia dei due, ricostruita attraverso flashback che attraversano quattro decenni.
Half Man tuttavia non è una visione semplice dato che affronta senza sconti il tema della mascolinità e delle sue conseguenze a catena, mostrando come un bambino spaventato e plasmato da una figura dominante possa trasformarsi, da adulto, in qualcosa di irriconoscibile. Il tono è cupo, a tratti disturbante, ma mai gratuito. Ogni scena sembra costruita per far riflettere più che per scioccare. Inoltre, le interpretazioni di Bell e dello stesso Gadd sono tra le più discusse della stagione, e non sono pochi i critici che parlano già di possibili candidature ai prossimi premi. Half Man non è una serie tv per tutti ma è sicuramente tra le migliori del 2026, capace di lasciare un segno ben oltre i titoli di coda.






