Scrivere un articolo sulle nuove migliori serie tv del 2026 non è mai stato così complicato, prima di tutto perché in quel breve spiraglio di fresco che si apre tra un’ondata di calore e l’altra, bisogna trovare la concentrazione e l’ispirazione adeguate. In secondo luogo, la qualità messa in campo dalle principali piattaforme di streaming nella prima metà dell’anno, ha reso la selezione più difficile del previsto.
A colpire infatti non è solo l’alto livello di espressione artistica, ma anche la varietà degli approcci. C’è chi, ad esempio, ha scelto di ribaltare le aspettative su un franchise che sembrava aver detto tutto. O chi è riuscito a portare sullo schermo una pagina di storia reale con un rigore quasi documentaristico. Ci fermiamo qui senza anticiparvi altro se non che il filo conduttore, se proprio vogliamo trovarne uno, è la capacità di questi sei titoli di non accontentarsi mai del compitino, osando qualcosa in termini di tono, ritmo o struttura narrativa.
Insomma, fatte le dovute premesse, ecco le 6 nuove Serie Tv del 2026 che sono già tra le migliori dell’anno.
1) A Knight of the Seven Kingdoms

Si torna a Westeros, ma con uno spirito completamente diverso. A Knight of the Seven Kingdoms, disponibile su HBO Max, è lo spin-off prequel di Game of Thrones che nessuno si aspettava ma che quasi tutti stavano aspettando. Tratta dalle novelle di George R.R. Martin dedicate a Ser Duncan e al suo giovane scudiero Egg, la serie abbandona gli intrighi di potere e la violenza sistematica che avevano reso celebre la storia dei Sette Regni, per raccontare un’avventura più piccola, più umana, quasi picaresca. Al centro ci sono Peter Claffey, nei panni di Dunk, un cavaliere errante goffo ma dal cuore d’oro, e Dexter Sol Ansell in quelli di Egg, uno scudiero sveglio ben oltre la sua età. La loro chimica sullo schermo è probabilmente l’arma migliore dello show: bastano pochi minuti per capire che il duo funziona, e funziona bene.
Inoltre, ciò che rende questa produzione una delle migliori serie tv del 2026, è proprio la sua capacità di donare qualcosa di nuovo al pubblico più o meno appassionato dell’universo di Game of Thrones. Il tono infatti è più leggero, a tratti divertente, ma non per questo meno stratificato. Temi come l’onore, il coraggio e cosa significhi davvero essere un cavaliere restano al centro della narrazione. Il risultato è un ritorno a Westeros che sorprende per la sua delicatezza, dimostrando che non servono obbligatoriamente draghi e battaglie epiche per raccontare qualcosa di memorabile.
2) Portobello

Dall’Italia arriva una delle produzioni più sorprendenti dell’anno e chi ha avuto modo di vederla su HBO Max lo ha sicuramente notato. Stiamo parlando di Portobello, la miniserie diretta da Marco Bellocchio che nel corso di sei episodi ricostruisce una delle pagine più assurde e dolorose della cronaca giudiziaria italiana. La trama infatti si sofferma sul popolare conduttore televisivo Enzo Tortora, che viene arrestato e condannato con l’accusa di aver avuto legami con la camorra. A interpretare il protagonista troviamo Fabrizio Gifuni con una performance misurata e straziante. Mentre attorno a lui si muove un cast corale di grande spessore, con attori come Lino Musella e Alessandro Preziosi, chiamati a dare volto e credibilità a un intero sistema di rapporti che finiscono per travolgere Tortora.
Portobello convince perché riesce a trasformare una vicenda giudiziaria complessa in un racconto a più voci sulla fragilità della verità e sull’assurdità di un sistema capace di travolgere un innocente. Il ritmo, volutamente lento in alcuni tratti, non è un difetto ma una scelta stilistica coerente con il senso di soffocamento burocratico che pervade l’intera serie. Non stupisce che sia già stato definito uno dei prodotti televisivi più lucidi mai realizzati sull’Italia degli anni Ottanta, capace di parlare, indirettamente, anche al presente.






