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5 Serie Tv che hanno avuto il coraggio di farsi (anche) detestare pur di non tradire la propria natura

Desmond Hume in una scena di Lost

3) How I Met Your Mother e il finale che ha mandato in crisi nove stagioni

Lost
credits: Bays & Thomas Productions, 20th Century Fox Television

Qui entriamo in un territorio decisamente più pericoloso: il finale di How I Met Your Mother. Per nove stagioni abbiamo seguito Ted Mosby mentre raccontava ai propri figli la storia di come aveva incontrato la loro madre. Il pubblico si era affezionato a Tracy, aveva seguito la sua relazione con Ted e aveva assistito alla costruzione della coppia. Poi arriva il finale. Tracy muore. Barney e Robin divorziano. Ted torna da Robin. Tecnicamente, la scelta era coerente con l’idea originale degli autori. Carter Bays e Craig Thomas avevano concepito il finale molto tempo prima e avevano persino girato alcune scene con i figli di Ted anni prima, proprio per evitare che gli attori cambiassero troppo crescendo.

Il problema non era quindi necessariamente il finale in sé. Era il viaggio che aveva portato fino a quel momento. Il pubblico aveva conosciuto Tracy soltanto nella parte finale della serie, ma aveva avuto il tempo sufficiente per innamorarsene. E dopo aver costruito per anni l’idea della madre, eliminarla quasi chirurgicamente per riportare Ted verso Robin sembrò a molti una cancellazione del percorso precedente.

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La cosa curiosa è che esiste anche un finale alternativo ufficiale, molto più ottimista. I creatori decisero però di mantenere quello originale. A volte essere coerenti significa anche sapere che Twitter ti odierà.

4) The Bear e il rifiuto del romance facile

Carmy e Syd fanno squadra in The Bear
credits: Disney+

Con The Bear il problema è diverso. Qui il pubblico non si è trovato davanti a un mistero irrisolto o a un finale traumatico. Si è trovato davanti a qualcosa di molto più contemporaneo: una serie che ha scelto di non trasformare automaticamente una relazione intensa in una storia d’amore. Carmy e Sydney hanno una chimica evidente. Lavorano insieme, si comprendono, si scontrano e condividono una quantità di tensione emotiva che avrebbe fatto la felicità di qualsiasi sceneggiatore interessato a costruire una coppia. Ma The Bear ha continuato a rifiutare l’idea che quella tensione dovesse necessariamente diventare romance.

Ayo Edebiri stessa ha commentato ironicamente l’ipotesi di una relazione tra Sydney e Carmy, osservando che il ristorante probabilmente esploderebbe nel giro di tre secondi. E qui sta il punto. The Bear non è una serie che parla principalmente di “chi finirà con chi”. Parla di lavoro, trauma, ambizione, famiglia, perfezionismo e della difficoltà di costruire qualcosa senza distruggersi nel processo. Per questo trasformare Carmy e Sydney nella classica coppia televisiva avrebbe potuto essere molto più semplice. E proprio per questo sarebbe potuto essere anche molto meno interessante.

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Anche l’evoluzione della struttura narrativa di The Bear ha diviso il pubblico. La serie ha progressivamente abbandonato alcune delle dinamiche più immediate delle prime stagioni per concentrarsi sempre di più sui personaggi, sui loro conflitti interiori e sul futuro del ristorante. La quarta stagione porta questa scelta ancora più avanti, dando spazio alle conseguenze delle decisioni di Carmy e Sydney e alla possibilità concreta che il progetto costruito insieme possa cambiare radicalmente.

È importante però fare una precisazione: non è corretto dire che l’intera ultima stagione sia ambientata in un solo giorno. La sensazione di dilatazione temporale e di forte concentrazione su alcuni momenti può dare questa impressione, ma la stagione non è strutturata come un’unica giornata narrativa. La scelta davvero radicale è un’altra: The Bear ha progressivamente smesso di comportarsi come una serie interessata a soddisfare immediatamente le aspettative dello spettatore.

E quando una serie nata dalla frenesia della cucina comincia a rallentare, il pubblico può avere una reazione molto semplice: «Ma quindi quando succede qualcosa?». La risposta di The Bear sembra essere: «È già successo. Non te ne sei accorto».

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