Cominciare una serie comedy non è sempre facile come sembra. Dietro la trama di una serie che dovrebbe far ridere o almeno sorridere ci possono essere parecchi punti interrogativi. Sarà il nostro genere? La troveremo divertente o ci ritroveremo con la faccia dubbiosa a chiederci perché l’abbiamo scelta? E soprattutto, sarà una semplice commedia leggera da vedere per compagnia come sottofondo alla nostra vita o dietro il titolo si nasconde qualcosa di più? Io ve lo dico, le serie appartenenti a questa categoria sono le mie preferite. Quelle che fanno sorridere ma anche riflettere, ridere ma anche piangere. Quelle che ci spezzano il cuore e poi lo ricompongono. Ecco, questo è il mio genere di comedy, queste sono per me le migliori comedy da vedere davvero, non da guardare e dimenticare.
E queste sono esattamente le serie di cui parliamo oggi. Dei piccoli gioiellini dramedy che – se non li avete ancora visti – vale assolutamente la pena di recuperare.
1) Fleabag

Qui mi sento di giocare in casa, perché Fleabag è una delle serie tv che più amo al mondo. Una di quelle che ci prendono l’anima e ce la stringono forte, e una volta terminata ci lasciano con la sensazione di volerla cominciare e ricominciare all’infinito. Ed è così anche – e soprattutto – perché Fleabag non è la serie che ci aspettiamo. Fin dalle primissime scene del primo episodio conosciamo la personalità dal sarcasmo spiccato (perché no, anche esagerato) della protagonista, che caratterizza il tono di voce di tutta la serie. Parla in camera, si rivolge direttamente a noi qualunque sia la situazione, sesso compreso. La sua è un’ironia amara, si vede. Eppure quello che non possiamo fare a meno di pensare all’inizio è “qui ne vedremo delle belle”.
Certo, ne vediamo delle belle davvero, ma Fleabag non è solo questo. Episodio dopo episodio entriamo sempre più profondamente nella vita di una donna per la quale l’ironia è una sorta di mantello dell’invisibilità con cui cerca di rendersi impenetrabile. È il muro che le permette di nascondere al mondo i suoi traumi, le disfunzioni della sua famiglia, il lutto per la morte della madre e il senso di colpa per quella della sua migliore amica. Fleabag non è una donna semplicemente simpatica: è sfaccettata, profonda e fa fatica ad affrontare il suo passato. In lei ci sono un po’ di pezzettini di tutti noi, millennial che vogliono mordere la vita ma a cui la vita stessa fa anche parecchia paura. Mi ha spezzato il cuore? Sì. Ma da Phoebe Waller-Bridge me lo farei spezzare altre mille volte.
2) BoJack Horseman

Sono una ferma sostenitrice della teoria per cui le serie tv che fanno parte del meraviglioso gruppo delle comedy animate sono tra quelle che più di tutte possono stimolare riflessioni profonde. Tante volte i loro mondi disegnati e immaginari riescono a parlare di noi più di quanto facciano le serie “umane”, unendo il pensiero critico a un’innata leggerezza che le rende quanto di più interessante la serialità abbia da offrire. Ecco, all’interno di questo panorama seriale animato spiccatamente riflessivo spunta BoJack Horseman, da molti considerata tra le migliori comedy da vedere. Nonché la prova del fatto che un cavallo antropomorfo che sente di aver fallito nel mondo dello spettacolo può essere – ed è – una miniera d’oro di emotività.
Non che la sfera emotiva di BoJack sia effettivamente libera da blocchi e disagi, anzi. BoJack non è l’anima della festa: è spesso depresso e porta avanti comportamenti ai limiti dell’autolesionismo. Per affrontare una vita che ha avuto le sue profonde difficoltà tende a sviluppare dipendenze verso qualsiasi sostanza vi possa venire in mente. E si sente solo, profondamente solo, anche quando è circondato dagli altri. È proprio questa sua impossibilità di vivere la vita come meriterebbe – base di trame episodiche ben strutturate e accompagnata dalle vicende di tutti gli altri personaggi – a rendere BoJack Horseman la serie che è. Una serie che non lascia scampo a nessuno e che in più di un’occasione facilita la lacrimuccia. E chi se lo aspettava, prima di cominciarla.






