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5 attori di Serie Tv condannati pubblicamente per le loro ideologie

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Nel mondo seriale di scandali ce ne sono tanti e attori e attrici di serie tv sono sempre passati al microscopio dai fan. Soprattutto negli Stati Uniti, dove ultimamente si sta diffondendo sempre di più la cosiddetta cancel culture (un fenomeno culturale che vede come “punizione” per l’aver commesso degli errori – più o meno gravi – la cancellazione mediatica), molte celebrity sono tenute d’occhio attentamente e anche eventuali affermazioni del passato possono venire pesantemente criticate. 

Nonostante a volte attori e attrici vengano giudicati troppo pesantemente, finendo per essere messi in croce per delle banalità, molto spesso capita anche che l’errore sia reale e in quel caso è un bene che se ne parli. I fan sono sempre pronti a intervenire e questo atteggiamento genera molte polemiche, tante che alcune potreste anche esservele perse.

Per questo oggi vogliamo parlarvi di 5 attori delle serie tv condannati pubblicamente per le loro ideologie. 

1) KJ Apa 

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Il giovane attore neozelandese volto di Archie Andrews in Riverdale (che presto avrà un bambino dalla fidanzata Clara Berry), nell’arco dell’ultimo anno è stato più volte ripreso dai suoi fan e da quelli del teen drama di The CW per alcune controversie legate al COVID-19. L’attore, infatti, ha più volte dimostrato di non prendere sul serio la pandemia, ritenendola una montatura mediatica. Apa non è il primo né l’unico personaggio dello spettacolo ad aver manifestato dei dubbi sull’esistenza del COVID ed è stato aspramente criticato data la sua grandissima notorietà.

Nello specifico, l’attore non solo non ha rispettato la quarantena e ha velatamente invitato i suoi follower a non usare la mascherina, ma nel luglio 2020 avrebbe anche condiviso – e poi subito eliminato – un video sulla pandemia in cui un medico spiegava che il COVID-19 non esiste e invitava l’America a “svegliarsi”. In particolare, un fan ha scritto un tweet taggando gli autori di Riverdale e chiedendogli di togliere i social a KJ, invitando l’attore a crescere e a smettere di condividere informazioni false. 

2) Gina Carano 

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Sarà ormai noto ai più lo scandalo che ha coinvolto Gina Carano e che ha portato al suo licenziamento dal set di The Mandalorian, dove interpretava il personaggio di Cara Dune (licenziamento a cui l’attrice ha risposto accusando Disney di bullismo nei suoi confronti). Qualche mese fa, infatti, la Carano ha condiviso un pensiero su Twitter, paragonando la condizione dei Repubblicani in America a quella degli ebrei nella Germania nazista. 

Come c’era da aspettarsi, l’attrice è stata subito investita da una valanga di critiche e in molti hanno – più o meno ironicamente – cercato di spiegarle come mai quel paragone era così problematico, oltre che falso. La Carano, però, non era nuova alle polemiche, avendo già condiviso tweet controversi sia sul COVID-19 (in particolare, l’attrice è una no-mask), sia sulle elezioni presidenziali: nota supporter di Trump, si è schierata con chi ritiene che ci siano stati dei brogli. Infine, Gina Carano è stata anche aspramente criticata per aver sbeffeggiato la comunità non-binary, inserendo nella propria bio “beep/boop/bo” come scherno verso chi specifica i propri pronomi (in questo caso, però, l’attrice si è poi scusata, dichiarando che grazie a Pedro Pascal ha capito il suo errore). 

3) Angela Lansbury 

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Tra gli attori di serie tv pubblicamente condannati per le loro ideologie figura anche Angela Lansbury, nota soprattutto per aver interpretato Jessica Fletcher in La signora in giallo (di cui potete scoprire alcune curiosità in questo articolo). Ma la carriera della Lansbury va molto oltre il ruolo nella serie che ha accompagnato i pomeriggi di molti di noi, tant’è che l’attrice è davvero amatissima e ha fan di tutte le età. Nel 2017 però, quando è scoppiato il caso Harvey Weinstein ed è nato il movimento #MeToo, la Lansbury si è lasciata andare a delle osservazioni che sono subito state aspramente criticate dal pubblico.

Nonostante l’attrice abbia affermato che la molestia sessuale non è mai giustificabile, ha anche sostenuto che le donne debbano in parte addossarsi la colpa di quanto accade: “Dobbiamo ammettere che, da tempo immemore, le donne fanno di tutto per essere bellissime e, purtroppo, questa cosa ci si è ritorta contro. Questa è la situazione in cui ci troviamo oggi. Donne, a volte dobbiamo prenderci la colpa. Lo penso davvero. Anche se è terribile che sia impossibile per noi avere un bell’aspetto senza essere aggredite e violentate”. Affermazioni che, successivamente, la Lansbury ha asserito essere state fraintese e decontestualizzate, ma la bufera mediatica è arrivata comunque.

4) Elisabeth Moss

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Molti di voi conosceranno Elisabeth Moss come il volto di June, la protagonista di The Handmaid’s Tale, serie televisiva di genere distopico tratta dal romanzo omonimo di Margaret Atwood. Nel mondo della serie ci troviamo in un futuro in cui al governo c’è una teocrazia, Gilead, e alcuni fan hanno trovato delle affinità tra Gilead e Scientology, la chiesa a cui è affiliata proprio la Moss.

Elisabeth Moss, infatti, fa parte di quel gruppo di attori di serie tv e del cinema devoti a Scientology, una comunità assai controversa e da molti criticata, frequentemente definita perfino una setta. La Moss è figlia di due scientologist ed è così che si è avvicinata al credo della chiesa, ma la cosa non è stata giudicata positivamente dai fan, molti dei quali hanno anche boicottato la serie. Il problema ovviamente non è di natura religiosa, quanto più legato ai metodi poco ortodossi che Scientology utilizzerebbe nei confronti dei suoi affiliati per non farli allontanare dalla comunità o per punirli in caso di cattiva condotta.

5) Hartley Sawyer

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Concludiamo questa lista di attori delle serie tv condannati pubblicamente per le loro ideologie con il recente caso di Hartley Sawyer, licenziato dal set di The Flash.

Nella serie, l’attore interpretava Ralph Dibny/Elongated Man, un metaumano con la capacità di allungare il proprio corpo, ma nel 2020 ha lasciato il cast dello show ispirato ai fumetti della DC comics a causa di alcuni vecchi tweet razzisti e fortemente misogini: in molti di essi, l’attore ironizzava sul fatto di essere un serial killer che uccideva le donne.

Nonostante si tratti di post scritti tra il 2011 e il 2014, Sawyer è stato pesantemente condannato per le sue affermazioni, finendo al centro di una shitstorm che ha poi portato al suo licenziamento. L’attore non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito a quanto accaduto, perciò non c’è modo di sapere se si sia pentito e se, oggi, abbia delle idee differenti: i tweet però rimangono, così come tutte le cose orribili che pensava all’epoca (difficile pensare che fossero scherzi e, dall’altro lato, non ci si può appellare all’immaturità, avendo Sawyer già quasi trent’anni all’epoca dei fatti).

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